Bergoglio ama i gay. Ma quelli che non esistono

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Cerchiamo di fare chiarezza: Bergoglio non ha aperto affatto ai gay, non ha usato parole umili come sostiene Paola Concia e non ha fatto nessun passo in avanti come crede Scalfarotto (potete leggere i loro entusiastici commenti sui loro profili su Facebook e Twitter).

Per ben capire cosa sta succedendo, vi invito a tralasciare tifo e mode del momento e a ragionare filologicamente. Ecco cosa ha detto esattamente l’attuale pontefice sulle persone LGBT:

Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli. Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene.

Partiamo da una prima evidenza, ovvero la discriminazione tra gay che cercano Dio e gay che non lo cercano. Ovviamente i primi sono bravi. I secondi non vengono etichettati, ma va da sé che in una religione così manichea in cui bene e male hanno confini nettissimi dal momento del morso della mela in poi, se Dio non lo cerchi non ci fai una bella figura. In passato nemmeno una bella fine. Le crociate insegnano.

Ma andiamo avanti. I gay di buona volontà che seguono il Signore non vanno discriminati. Gli altri evidentemente sì. Lo dice anche il catechismo. Ma cosa dice esattamente il catechismo? Vi rimando al blog di Sappino, che mi ha preceduto nell’analisi del testo. Per i più pigri, riassumendo e di molto: l’omosessualità è una perversione grave e non va mai giustificata. Se un omosessuale vuole vivere dentro la comunità cristiana deve mantenersi casto e rinunciare ad avere relazioni con altri uomini di qualsiasi natura che non sia l’amicizia.

Traducendo, anche e soprattutto per Concia e Scalfarotto: se siete gay e smettete di scopare per sempre piacete a Bergoglio, sennò rimanete froci.

D’altronde l’attuale pontefice lo afferma chiaramente: se uno si trova perso “così”, cioè in quel modo preciso, magari inmamorandosi, facendo sesso e chissà magari rivendicando la sua autodeterminazione in quanto tale, ha solo due strade. Stare dentro la parola di Cristo o starne fuori. Se stai dentro e segui le indicazioni di chi interpreta e impone la sua predicazione, chi è il papa, monarca assoluto e capo indiscusso e indiscutibile della chiesa cattolica romana per giudicarti?

Qualcuno dunque lo dica alle migliaia di gay e di lesbiche che oggi si sono svegliati/e rincuorati/e del fatto che un prete ha dato loro il permesso di esistere, o per coerenza saranno costretti a lasciare i loro partner e vivere una vita di sospiri e pentimenti. E Dio non voglia.

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37 thoughts on “Bergoglio ama i gay. Ma quelli che non esistono

  1. Bergoglio è un furbacchione, molto più furbacchione di Ratzinger. Ha capito cosa serve affinché la chiesa recuperi popolarità e credibilità. Praticamente è il miglior ufficio stampa e comunicazione che sia mai esistito!pensiamoci, sono successe le schifezze peggiori eppure sono ancora tutti lì a richiamare folle oceaniche…
    Detto questo, proprio perché Bergoglio è uno che, secondo me, sa e pesa molto quello che dice, la tua analisi serve tantissimo proprio per ridimensionare il clamore mediatico che è stato dato alle sue parole travisandole. O meglio, non analizzandole come, invece, hai fatto tu.
    Io aggiungo una cosa, sempre per il fatto che uno come lui pondera ogni singola parola che dice o scrive, non è affatto un caso che nel suo discorso non abbia minimamente accennato alle lesbiche. Cosa sono le lesbiche per la cultura cattolica patriarcale e maschilista? molto peggio di quanto non siano le donne in generale. Perché se le donne sono da proteggere, come molti pensano, le lesbiche sono del tutto assenti, prive di considerazione, ridotte al silenzio. E qualora fossero nominate (ché solo nominarle vuol dire ammettere che esistano) sono pur sempre “convertibili”, basta trovare loro il “maschio” giusto.

    Mi sono stupita di quanto dichiarato da Paola Concia, onestamente. Mi sembra che sia fermata alle apparenze, senza scavare nelle pieghe della sintassi, senza riflettere su cosa e come è stato detto.

    Grazie, Dario per la tua analisi. Spero che molte e molti la leggano e capiscano.

  2. Normalmente non amo i facili entusiasmi ma dobbiamo essere attenti anche ad una chiusura preventiva. Non mi aspetto una rivoluzione in un giorno, con questo caldo poi ;-) ma, stando a questo contesto, è innegabile che qualcosa di diverso si è sentito. Ragazzi, da quelle parti i cambiamenti avvengono al ritmo dei secoli e bisogna avere una certa sensibilità per ravvisarli, altrimenti passerebbe tutto senza distinzione alcuna, semmai il problema è il solito, quello di una comunità laica (?) che si accoda come gregge, appunto.

  3. Ho sempre pensato che l’on.(?) Concia non capisca un c…. e ogni volta che apre bocca o twitta non perde occazione per dimostarlo e fare figure imbarazzanti; come in questo caso in cui con entusiamo esulta a chi transitivamente la definisce, richiamando il catechismo: “intrinsecamente disordinata”, “contraria alla legge naturale”, con “gravi depravazioni”, frutto di una “non … vera complementarità affettiva e sessuale” “preclusa al dono della vita”.

  4. Troppa precipitazione e fretta nei giudizi non è mai buona… questo da una parte come dall’altra: sinceramente io vedo troppi entusiasmi ma anche troppa diffidenza e troppe esegesi in negativo… Andrebbe almeno tenuto in conto che si trattava di un discorso improvvisato, a braccio, sull’aereo, NON un trattato di teologia morale… e va tenuto conto che il Papa attuale si esprime in una lingua che non è la sua e spesso usa sinonimi o parole dal significato più ampio o comunque non preciso, perchè le prende dallo spagnolo… ( ad esempio, quando dice, in questo caso : ” se uno si trova perso così…” avrebbe forse voluto dire ” se uno si trova in un momento di smarrimento tale” cioè indicando una situazione difficile da vivere in una società…
    Mentre il riferimento a una “persona per bene” forse lo riferiva al contesto più ampio, lasciando intendere che tutti hanno l’obbligo di comportarsi bene, sia in società che con i propri partners…
    In merito a chi cerca il Signore ed è gay … è ovvio che si rivolgeva a chi è credente e a chi è cattolico… senza però collegare che chi non lo è, allora è di per se stesso una persona negativa….
    Secondo me occorre anche ascoltare il tono, la mimica facciale e la gestualità, cioè il contesto generale in cui una espressione verbale viene fatta…
    Altrimenti si fanno appunto delle esegesi superficiali e molto viziate da pregiudizio aprioristico ( tanto dal Papa verrà solo condanna…)
    La frase più importante è questa : ” se uno è gay chi sono io per giudicarlo!”, che in mezzo a tutti i giudizi perentori di tanti prelati e anche, ahimè politici, e all’atteggiamento stigmatizzante del precedente Papa è sicuramente un fatto nuovo e diverso nel modo di porsi, consono a tutte le omelie finora fatte da Papa Francesco su come deve essere la Chiesa nei rapporti con la realtà, con il mondo….
    Non credo che verso gli omosessuali usi un diverso approccio che è quello della accoglienza, che di fatto ha adottato verso tutti finora…
    Infine quando ha citato il Catechismo, lo ha fatto più per ricordare che anche là vi era l’esortazione a non discriminare gli omosessuali, più che per ribadirne la parte che invece indicava gli atti omosessuali disordinati che non sono mai ammissibili moralmente…
    Il Papa ha, a mio modesto avviso, spostato l’accento sulla persona, sulla sua dignità di fratello, per un credente, e non sulla condanna, e ha anche detto che tanti fratelli hanno situazioni diverse, ma non per questo vengono emarginati…
    La sua difficoltà di espressione in lingua italiana non ci consente strane esegesi…
    Questo anche per rispettare la verità dei fatti.
    Mi conforta del resto l’immagine del Papa che tira un grosso sospiro, guardando con espressione sollevata il suo portavoce Padre Federico Lombardi della Sala Stampa Vaticana, dicendo ” e anche questa è fatta” o una frase simile….
    Visibilmente era piuttosto teso, essendo un argomento piuttosto spinoso da trattare davanti a circa 70 giornalisti, in un modo inedito…
    Ho notato che il Papa era più dalla parte dei gay che della dottrina insomma…( proprio perchè forse questa dottrina la trova inadatta, stretta… inadeguata? )
    Potrò sbagliarmi, ma la mia sensazione è questa…
    Si tratterà soltanto di attendere i documenti ufficiali che verranno nel tempo…

    + Giovanni Climaco Mapelli
    Arcivescovo
    della Chiesa Antico Cattolica in Italia

  5. Bell’analisi; Tra l’altro non mi sorprende che sia stato usato il termine “catechismo”, piuttosto che chiamare in causa la Bibbia…forse perchè qualcuno avrebbe potuto ricordarsi che, nel così spesso citato Levitico, non solo l’omosessualità è additata come abominio, ma è anche prevista la pena di morte per “l’uomo che commette adulterio con la moglie di uno dei suoi connazionali”.

  6. l’omosessualità è una perversione grave e non va mai giustificata. Se un omosessuale vuole vivere dentro la comunità cristiana deve mantenersi casto e rinunciare ad avere relazioni con altri uomini di qualsiasi natura che non sia l’amicizia.
    Oppure prendi i voti e diventa pedofilo per continuare ad avere rapporti sessuali.

  7. avete fatto tutti le pulci alla risposta e vi siete totalmente dimenticati della domanda: che ne pensa della lobby gay in vaticano? e il papa ha risposto pensando ai dipendenti della curia e ha detto che se uno è gay (lesbiche non ce ne sono tante) per lui non è un problema a meno che non sia un complottista tramatore avido di denaro e potere. quindi, per volere del papa, i gay possono lavorare in vaticano alla luce del sole.

  8. che commento volete che lasci? non ho parole
    e non voglio giudicare
    lo lascio fare a quelli che credono alle favole mitologiche della bibbia più che all’etica universale del vangelo
    e concludo dicendovi che se un dio esiste
    non dà e non toglie niente a nessuno,
    come mi disse una volta un prete,
    e io aggiungo: se lo facesse, allora sarebbe la prova che dio è zeus e io non voglio credere in zeus
    (per chi non fosse addentro alla mitologia greca, zeus interagiva pesantemente con le vicende umane terrene)

  9. per raimbowman il personaggio-amalgama gesù&cristo non ha detto nulla perché, semplicemente, non è mai esistito come unica entità. Perà i redattori dei vangeli hanno fatto dire all’amalgama di personaggi da cui è costituito

    matteo 5:17: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento”

    e “la Legge” prevedeva esattamente questo

    levitico 18: 22-30 “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio”
    […]

    “Non vi contaminate con nessuna di tali nefandezze; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. 25Il paese ne è stato contaminato; per questo ho punito la sua iniquità e il paese ha vomitato i suoi abitanti. 26Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete nessuna di queste pratiche abominevoli: né colui che è nativo del paese, né il forestiero in mezzo a voi. 27Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi e il paese ne è stato contaminato. 28Badate che, contaminandolo, il paese non vomiti anche voi, come ha vomitato la gente che vi abitava prima di voi. 29Perché quanti commetteranno qualcuna di queste pratiche abominevoli saranno eliminati dal loro popolo. 30Osserverete dunque i miei ordini e non imiterete nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati praticati prima di voi, né vi contaminerete con essi. Io sono il Signore, il Dio vostro”.”

  10. la maggior parte dei gay ke nn nasconde cio’ .E’ nato cosi’ kome l africano ke nasce ko la pelle scura il cinese kon gli occhi a mandorla ect quindi la Natura (o chi vuole chiamarlo Dio) non fa errori.lo ripeto anke in inglese-I’m born this way and God dont make mistakes!

  11. A me questo Papa fa SCHIFO. Avete letto bene, schifo. Ho altri sinonimi se preferite: ripugnante, mistificato, ingannevole, menzognero, contraffatto, scaltro, ingannevole, adulterato, falsificatore, contraffatto…
    Non me ne vogliate, mai usata in altri frangenti questa terminologia, ho sempre preferito un più cordiale “non mi piace”. Rendendomi impermeabile alla notizia o a chi ne è il protagonista.
    Ma questo Papa mi infastidisce come mi nauseano tutte le persone artefatte ad arte. E’ la più monumentale balla umana mai costruita a tavolino. E’ un complotto vivente ai danni di un’umanità cialtrona e miseranda nell’anima, disposta a rimuovere millenni di tutto ciò che non occorre neanche rammentare, ai danni di se stessa, da parte della Chiesa.
    La lobby più influente del mondo, che non gradisce e bacchetta altre lobby. Soprattutto quelle con le quali può fare affari: concorrenza nel business del controllo, dei soldi e del potere. Papa Francesco è un uomo, e sottolineo UOMO, con un passato a dir poco discutibile e condannabile. Gli fanno fare due sagre ben indovinate, ed ecco che abbiamo in pochi mesi l’ascesa di una leggenda vivente già apparecchiata per essere beatificata.
    Il paradosso è che molti di noi gay siamo i primi a giustificarlo: “in fin dei conti è pur sempre il Papa, che diamine non possiamo pretendere il miracolo di accettarci e concederci il diritto, compresi gli arretrati, di sentirci in grazia di Dio, di poter vivere la nostra vita sereni come tutti gli altri che lo sono per diritto di nascita. Anni di retaggi ci han resi vittime, ma anche carnefici verso noi stessi, purtroppo. Anche in questo caso non me ne vogliate, ma sono poco avvezzo alla sindrome di Stoccolma.
    Ed io, da questo Papa che sta riesumando e rincuorando animi e odience, facendo riscuotere di nuovo l’8×1000 alla Chiesa cattolica come non accadeva dal “pre-Ratzi” non desidero essere ne amato ne, soprattutto, commiserato, giustificato e tollerato. Non avverto in alcun modo il desiderio di autoinfliggermi la necessità del suo permesso.
    Il Papa, e la struttura che lo hanno creato, farebbero molta più figura a star zitti riguardo le tematiche omosessuali, fin quando indosseranno un tangibile senso e peso. Perché questa sua dichiarazione, non è un’apertura, ma un ennesimo insincero contentino, che ottenebra una pistola carica sotto all’abito talare.
    A prescindere dagli strilloni mediatici che hanno rastrellato altrettante migliaia di “strulloni”, il discorso del Papa non comporta nulla di nuovo. Molto rumore per nulla: pura fuffa. Ha, per caso, espresso frasi di condanna verso l’omofobia, in un momento mondiale di grande apertura, e che in Italia è impellente e disprezzabile?
    Ha condannato per crimini contro l’umanità la Russia di Putin, i suoi macellai e le mattanze ai danni dei giovani adolescenti gay? Ha preso una posizione nei confronti di quei paesi islamici dove essere gay rappresenta vivere nell’oscurità e nel terrore, pena la tortura e l’impiccagione? Ha espresso parole di solidarietà nei confronti di tutti i “martiri” passati, presenti, futuri? Eccetera eccetera.
    In sintesi: Che cosa CAZZO ha fatto? La sua non è stata ancora una volta una presa di posizione, o lo è, come sempre a metà, fra la presa per il deretano e “due parole spendiamole ma senza porger troppo il fianco”. In compenso è stato ribadito ancora una volta il concetto stagionato del gay anormale, malato, bisognoso di aiuto in quanto gay, non in quanto gay oppresso, perseguitato, tartassato.
    E comunque non preoccupiamoci: a breve lo vedremo anche a qualche Pride. I gay, oggi, sono una lobby potente, economicamente sempre più consistente e numerosa: l’ascesa inarrestabile. Ed il buon vecchio detto è: “se non riesci a distruggerli, fatteli amici”. Visione surreale, senz’altro. Quindi pienamente ipotizzabile nel 2013.
    Non me ne vogliate, ma dietro ogni manovra mediatica di questo Papa io vedo lo scempio, che subirebbe la mia intelligenza, se io cascassi nella trappola. Ne tantomeno desidero fargli fare il frocio col mio culo esultante.
    Ringraziando Dio, campo bene lo stesso senza tutto questo circo di speranze ed illusioni. Anzi, direi che campo molto meglio.
    Pur credendo in un’entità superiore, che non amo identificare in un Dio, piuttosto che in un altro, non organizzo gruppi di preghiera con snocciolo di rosari, per far si che i gay “guariscano”, non mi infiltro nelle chat degli adolescenti gay per poi massacrarli di legnate ed infine urinargli addosso. Non vivo discriminando una razza, o un colore, un orientamento sessuale o un credo (a meno che, quel credo non si abbatta su di me coi suoi verdetti, li è legittima difesa), e seguo la mia etica, che è un’etica profonda, sana, di rispetto, verso gli esseri umani, gli animali, la natura. Verso chi ha bisogno, verso la vita, la sofferenza.
    Infine: sono innamorato di un uomo. Un uomo meraviglioso. Un uomo che in questo momento della mia vita sta lottando con me per la mia felicità, per risolvere, insieme, tutto un ginepraio di problemi che purtroppo al momento devo affrontare. Se questo non è amore, se questo non è Dio, allora che cos’è?
    Maurizio Andreuccetti

  12. certe volte, mi rendo conto, dopo aver letto, che posso respirare… Un sollievo, leggendo quello, che chi ha un blog di questi tempi, scrive. Sai che condivido tutto di questo post. E mi piace anche il modo con il quale lo esprimi… Sono contento di sapere, ogni tanto che ci sono persone che mi assomigliano. Voglio dire, senza retorica, che quanto è difficile (paradossale anche ) fare comunità vera, oggi.

  13. Ratzinger è stato il migliore papa degli ultimi secoli. Erudito, timido, sensibile, di una statura intellettuale inarrivabile. Il suo torto è stato quello di non essere simpatico, di dire sempre quello che pensava in modo spontaneo ed innocente, addirittura ingenuo. Non vi piaceva, adesso tenetevi questo.

  14. la chiesa non e dio e dio non e la chiesa, io sono gay e fiero di esserlo.
    per me francesco non e nessuno per dire giudicare la mia vita ,
    che la chiesa iniziasse a guardare i problemi della chiesa e lasciasse i gay vivere tranquilli…

  15. Condivido il contributo di giovannimapelli. Vergognoso quello del Signor andreucetti, proprio perchè appartenente a un gruppo dileggiato e disprezzato da molti, detesto quelli che si permettono pesantissimi giudizi morali “mi fa schifo” sugli altri. Non vogliamoessere giudicati, cominciamo a non giudicare pesantemente gli altri

  16. ah signor Andreucetti un’ultima annotazione se il Papa fosse davvero solo un filone, come sostiene Lei, si sarebbe ben guardato in un Paese razzista come il nostro (vicenda Kyenge docet) di fare il suo primo viaggio pastorale a Lampedusa e di onorare dei morti né italiani né cattolici ma avrebbe lisciato il pelo a coloro che versano l’8/ooo come fanno molti politici italiani, si proprio quelli che continiuiamo vergognosamente a votare.Proprio vero che l’Italia si merita i Berlusconi, gli Andreotti, gli Scola perché sa apprezzare solo quelli che la prendono per… (enon continuo per evitare di esprimere volgarità)

  17. #Pennabianca: guarda l’aggiornamento di oggi. Per il resto grazie mille.

    #Antonio: ti prego, non venirmi a dire anche tu che il papa fa il suo mestiere, perché la chiesa ha fatto il suo mestiere anche quando bruciava eretici e streghe. Quel mestiere lo condanniamo, giustamente. Chissà perché quando però si mettono al palo i gay, la società tutta è pronta a tollerare. Chissà perché.

    #Alfio: purtroppo mi trovo d’accordo con te nella valutazione delle entusiastiche considerazioni di Concia (e non solo) sulle dichiarazioni di Bergoglio.

  18. #giovannimapelli: potrei dirle che se sono parole venute dal cuore sono ancora più gravi, visto che crede davvero in quelle cose, ma mi limiterò a farle notare che la sua è la solita arroganza del credente, che in quanto tale sa come interpretare, sa come leggere tra le righe, sa quali sono i piani facciali e tutte le altre varie amenità che ha tirato fuori per giustificare un messaggio che è offensivo verso milioni di persone LGBT italiane. Le parole stanno lì, davanti a tutti e a tutte. Poi ovviamente ognuno ci vede ciò che vuole, al di là della loro evidenza. Io ho scelto la via dell’analisi critica. Lei continui pure a fare il vescovo, che le riesce benissimo a quanto pare.

    #Anna Merz: interessante osservazione.

    #Controisalami: la sua equiparazione “omosessualità-pedofilia” è altrettanto offensiva. Si moderi. E poi si vergogni.

  19. #Fabrizio Spadaro: in tutto questo le marmotte incartavano la cioccolata, per caso?

    #Sergio Trapanotto: per fortuna dio non esiste.

    #Ettore Chiacchio: grazie per lo spunto interessante.

  20. #daniel: l’errore è solo negli occhi dell’uomo. E nelle orecchie a giudicare certi commenti.

    #Maurizio Andreuccetti: pensiero un po’ colorito, ma condivisibile.

    #First: la comunità LGBT non esiste in Italia. Le reazioni a parole come quelle di Bergoglio lo hanno pienamente dimostrato.

  21. #Daniele: Ratzinger aveva un solo pregio: era intellettualmente onesto sull’omofobia. La pensava esattamente come Bergoglio, ma non si vendeva per quello che non era. Io non rimpiango la chiesa di Ratzinger, ma preferirei un’Italia che possa fare a meno del permesso della chiesa di esistere.

    #Giuseppe: il richiamo alla laicità per molti e molte, qui in Italia, è visto come un capriccio. Purtroppo.

    #Massimo Macconi: la mancanza di rispetto non è venuta dalla comunità LGBT, ma proprio dalla chiesa attraverso i secoli. Il discorso sul rispetto perciò lo faccia ai suoi amici preti. Riguardo a noi, il pretendere che in quanto categoria discriminata abbiamo il dovere di mostrarci migliori di altri non aiuta a rimediare il dileggio ma semmai ci pone ancora di più in una condizione di inferiorità. Questo è il suo pensiero evidentemente. Ma non è un pensiero che può essere tollerato per molto in queste colonne.

  22. Si giustamente, egregio Signor Accolla, non mostriamoci migliori ma adeguiamoci al lato peggiore della storia della Chiesa tappando la bocca a chi non la pensa come noi. Il Suo blog non fa per me. Ne esco immediatamente.

  23. se uno ingaggia una guerra frontale è “intellettualmente onesto”, se uno apre un dialogo allora fa marketing, fa il furbo, ecc. ecc. Non mi ci ritrovo molto ma capisco che ognuno ha la sua visione, appunto. Conosco la storia dell’inquisizione e conosco quella dei gulag e so anche che la storia può cambiare, altrimenti non ci sarebbe alcun motivo per tutto questo dialogare. A proposito, condivido il commento del vescovo, ma non credo che questo pregiudichi il mio discrimine tra comunità ecclesiastica e comunità laica, in altre parole tra visione confessionale e organizzazione statuale aperta a tutte le visioni. Quel discrimine è irrinunciabile, questo sì, e purtroppo manca ancora.

  24. Dario, mi permetto di citarti, mentre ti do del tu: “ma mi limiterò a farle notare che la sua è la solita arroganza del credente, che in quanto tale sa come interpretare, sa come leggere tra le righe, sa quali sono i piani facciali e tutte le altre varie amenità che ha tirato fuori per giustificare un messaggio che è offensivo verso milioni di persone LGBT italiane.” Sono lesbica e credente. Non cattolica. La mia sottolineatura non rappresenta un’avversativa. Solo la constatazione di una scelta diversa da quella cattolica, fatta tanto tempo fa. Troppo lunga sarebbe, qui, la spiegazione del perché. Perché quella mia citazione di una tua risposta ad un commento a questo post? Perché, come te, avverto forte quell’arroganza, quel credere di avere – soprattutto da parte delle persone cattoliche, ma non solo – “la verità in tasca” che è la causa vera di un’arroganza irrispettosa e che si nutre, fra le tante altre cose, di una pericolosa dietrologia. Ecco perché, da credente non cattolica, non mi ritrovo in quella “solita arroganza del credente” da te citata. Ho sempre provato un rispetto profondo per tutte le pratiche spirituali e provo quel rispetto anche per le persone atee: ho riscontrato la presenza del messaggio cristiano d’amore e di inclusione in molte/i atee/i e me lo tengo stretto, così come stringo al cuore quelle persone. Ciò scritto, provo molta della rabbia che spesso trasuda dai tuoi post e la condivido. Leggo con grande interesse le tue considerazioni, pur mantenendo integro il mio rispetto per tutte le creature di questo mondo. Quella rabbia è anche la mia. L’ho provata pure dopo aver ascoltato l’audio originale delle tanto incriminate parole del capo dello Stato del Vaticano. Ogni volta che un uomo di chiesa (cattolica) invoca catechismo e/o magistero cattolico per giustificare le sue parole di stampo omofobico mi prudono le gengive. E passo oltre, constatando quanto questo apparato che di spirituale oggi mantiene ben poco abbia ancora da imparare in termini d’amore. Perdonami se mi sono dilungata, ma discorrerei per ore di tutto ciò. Lascio te e le/i tue/tuoi ospiti con una citazione che, in autunno, sarà possibile leggere in un libriccino; appartiene ad Ursula Rutter Barzaghi, madre di Enrico, un ragazzo gay morto per l’AIDS nel 1990. Non aveva ancora 30 anni: “La chiesa cattolica andrebbe convertita all’amore… Ma io sono fiduciosa”. Grazie, Dario/Elfo Bruno

  25. #Maccioni: le faccio notare che la sua pretesa al dover essere migliori ha un che di fascista. È della stessa natura della superbia leghista, che vuole gli immigrati migliori rispetto ai vizi tutti italiani. Lei la proietta alla comunità LGBT. Si è migliori con le proprie azioni quotidiane. Qui si fa militanza, che è altra cosa. E in guerra valgono altre regole. Il suo buonismo, che in verità è arroganza, lo riservi a quelli che difende. Qui non si ha bisogno di collaborazionisti. Adios.

    #Antonio: mi pare che il cambiamento, dentro la chiesa, non avvenga così come dovrebbe. Si è è chiesto scusa a Galileo, quattrocento anni dopo, di fronte all’evidenza scientifica. Ma si continua a usare la Bibbia per evitare o impedire qualsiasi progresso sociale. La chiesa, per altro, rimane ancora sessista, maschilista, omofoba. Come lo è da millenni. Preferisco un nemico a viso aperto che un finto amico pronto a pugnalarmi appena abbasso le difese. Se non capisci questo vuol dire che ti stai illudendo. Ci vediamo al prossimo brusco risveglio, magari quando ci sarà l’ennesimo affondo contro la legge 194. Credere che la chiesa voglia cambiare per il bene collettivo è come credere che il leone si avvicini quatto quatto alla zebra per volerla accarezzare. Libero di pensarlo, ma l’evidenza e la storia insegnano l’esatto contrario.

    #dallapartedialice: grazie mille!

    #Lidia: ti ringrazio per la tua testimonianza, torna quando vuoi e va da sé che qui ci si dà del tu. :)

  26. Tra la lobby gay e quella ecclesiastica non c’è differenza.
    E poi è Paolo che parla dell’omosessualità nella lettera scritta ai Romani, annunciando già come la chiesa li approverà.
    ROMANI Cap.1 ver. 22-32
    Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti, essendo ripieni d’ogni ingiustizia fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa frode, malignità, ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi ideatori di cose malvagie, disubbidienti, al genitori, senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati. OR ESSI, PUR AVENDO RICONOSCIUTO IL DECRETO DI Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, NON SOLO LE FANNO, MA APPROVANO ANCHE COLORO CHE LE COMMETTONO.

  27. vedi Elfo, io non ho alcuna intenzione di illudermi e tanto meno di “addormentarmi” su quelli che ritengo i principi di laicità. Sul cambiamento della chiesa faccio mie le parole citate al termine del commento di Lidia. Ho sempre sperato che avesse più a cuore la carità che la verità, dopotutto delle tre virtù è la più grande! A parte questo la mia “ateicità” non consente di pensare che la chiesa cattolica (nessuna in realtà) debba o possa legittimare la mia esistenza, ma non posso non considerarla interlocutore e se sposterà il suo asse verso l’amore anziché quello della dottrina sono convinto che molti ne beneficeranno, credenti per primi. Con un interlocutore però ci parli, non pensi di cambiarlo, salvo assumere quell’atteggiamento inquisitorio che assunto da credenti o meno non ha fatto bene alla storia né farà bene al futuro. Chiudo ribadendo quanto ho già detto nei precedenti commenti, per me è imprescindibile una separazione tra stato e chiesa, quella del vecchio Cavour tanto per intenderci e che l’art. 7 della Costituzione ha allegramente interpretato. Da qui nasce in questo paese lo scontro tra opposte fazioni, entrambe ugualmente deboli nei propri principi, da vederli confermati più nella negazione dei principi altrui che nell’affermazione dei propri. Chissà, magari senza Hegel… Ti saluto.

  28. #Antonio: vedi, è per ragionamenti come il tuo che la laicità in Italia non trionferà mai. Perché invece di combattere il nemico, lo si considera un interlocutore.

    #Alex: interessante, quindi per i cattolici i gay vanno messi a morte, visto che citiamo Paolo. Giusto? Ti do una notizia, nel Levitico c’è la morte anche per una mangiata di gamberetti. Fossi in te non sarei così tranquillo di andare in giro, se tutti i cristiani che frequenti sono come te.

    P.S.: la differenza tra lobby gay e quella vaticana c’è eccome. La prima, semplicemente, non esiste qui in Italia. L’altra lobby, quella che sta a san Pietro, invece, oltre a ammettere al suo interno omosessuali (non gay, sia ben inteso, ma omosessuali) ne ammette molti altri, quali mafiosi, pedofili, ecc.

  29. ok, grazie per la sbrigativa liquidazione per collaborazionismo con il “nemico”! E io che ho sempre pensato che l’argomentazione fosse una strada faticosa ma irrinunciabile, pensa quanto mi sbagliavo! Buona fortuna per la battaglia finale.

  30. #Antonio: non ci sarà nessuna battaglia finale. Siamo tutti troppo occupati a obbedire alla moda del momento. Interloquendo, ovviamente. Fatte le dovute eccezioni.

  31. Quante scempiaggini si possono dire per difendere l’indifendibile. Bergoglio è una pedina ben costruita, chi pensa che la chiesa cambi rotta dovrà aspettare qualche secolo, intanto lui tenta di riadunare il gregge che si sta disperdendo. Grazie Elfo per i tuoi post che spesso fanno chiarezza anche nei miei pensieri.

  32. Stesso discorso x le pecorelle smarrite donne che c’hanno voglia di pisello dai 14 fino al matrimonio. Non vedo discriminazione, ma solo paranoia(vedi mio commento più esplicativo all’altro post). Mi piacerebbe approfondire la tua idea di ”filologia”. Non voglio stare qua a pontificare, appunto, ma solo a dire di fare attenzione: non ci facciamo una bella figura a criticare come checche qualasiasi frase che contenga la parola omosessuale detta da un non-omosessuale. Siamo in tempi di apertura, almeno giuridica… dobbiamo fare passi in avanti… mostriamoci carini e coccolosi, disponibili a riconoscere i piccolissimi passi in avanti, non facviamo le checche acide e incazzate col mondo! E poi..ma che siamo tutti credenti? Dai… a me non importa quello che dice il papa tanto quanto non mi importa quello che dice il capo islamico tal de’tali o il monaco buddista tizio e caio. Mi importa quello che fa il PD e quello che fa l’Unione Europea per i miei diritti!

  33. Pingback: Gay e sinodo? Bergoglio è omofobo come tutti gli altri | Il lato fucsia della forza

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