Il papa in Brasile: un bagno di follia

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Si consuma come di consueto il rituale del pontefice di turno che va in giro per il mondo, magari pure a spese del popolo italiano (otto per mille, do you know?), a curare gli interessi di santa romana chiesa col pretesto della parola di Cristo.

Il clou della kermesse di Rio de Janeiro, detta anche “Giornata mondiale della gioventù”, è stato raggiunto quando sua santità ha esibito una bambina anencefalica, nata cioè senza cervello. Una di quelle storie strazianti, che meritano il massimo rispetto (questi bambini non sopravvivono a lungo dopo la nascita), ma che dovrebbe essere vissuta nel proprio intimo umano e personale.

Un gesto, dicono in Vaticano, che vale più di mille discorsi contro l’aborto.

Dovrebbero ringraziare, nell’ordine:

1. le donne tutte, ridotte ancora una volta a uteri da utilizzare sempre e comunque al di là della loro volontà di esseri umani;

2. il concetto di dignità della persona, utilizzato attraverso la speculazione sul dolore per ribadire un progetto politico preciso, che poi è quello della sottomissione delle coscienze;

3. tutte le famiglie che hanno subito il dramma di avere un nascituro senza encefalo e che hanno preferito mettere al mondo un povero bambino destinato alla morte. Sentivano il bisogno di sentirsi criminalizzate dal fan club di Gesù di Nazareth.

Come previsto, Bergoglio si classifica come il peggiore della triade Wojtyła-Ratzinger-se stesso. Questo sponsor a favore della tragedia, alla quale nulla di umano può porre rimedio, per cui abbandoniamoci pure al pietoso abbraccio cristiano, altro non è che becero marketing.

Il male spacciato per soluzione. La rimozione del dolore attraverso la sua sublimazione. La volontà di deresponsabilizzare uomini e donne, perché tanto c’è chi pensa a loro e, udite udite, pure per loro, in nome di un qualcosa detto vita eterna che prima o poi, forse e chissà, verrà.

E ancora, il richiamo ai valori di “fecondità” che stanno per tutto ciò non consideri l’idea di preservativo, libera sessualità, salute pubblica, autodeterminazione e così via. E il Vaticano SPA a gestire il tutto. Bravo davvero, Bergoglio.

Lo avesse fatto la Coca Cola, mutatis mutandis, staremmo tutti a vomitare bestemmie. Invece la folla, umana e mediatica, applaude.
O la follia, fate un po’ voi.

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