Il solito

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…che poi non è che ti odio, ma qualcosa mi dice che potevo anche innamorarmi di quello sguardo un po’ triste. Per cui meglio così.

Col solito niente.

Italia, omofoba e volgare

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Buongiorno da una Parigi malinconica e uggiosa. Oggi, in Italia, si doveva votare su quella legge antiomofobia pensata per permettere agli omofobi di rimaner tali.

Mi chiedo come potranno andare in giro i parlamentari del Pd senza provar vergogna. In modo diverso dal solito, intendo.

Per la cronaca, ieri il gruppo omofobo “Manif pour tous” ha aperto a Roma la sua sezione italiana. Pochi i manifestanti gay contro le centinaia di simpatizzanti, cattolici e preti in primis, per l’iniziativa che pretende che insultare (e magari anche picchiare) le persone LGBT rientri nelle libertà fondamentali.

Per cui mi raccomando, finocchie elettroencefalogrammicamente piatte, fate passare lo scandalo sulla legge andandovene al mare e parlando di idiozie in discoteca.

Faccio notare, infine, un triste paradosso storico: quando una componente sociale viene discriminata, essa tende a emigrare in paesi più sviluppati. Si pensi ad Einstein, ebreo, fuggito negli USA. O alla fuga di gay e lesbiche verso quei paesi dove esistono diritti e tutele.

Gli omofobi invece riparano in Italia… un paese, il nostro, che per azione di qualche solerte giudice non si può più accostare ad escremento alcuno ma in cui vivono o trovano rifugio interi eserciti di elementi siffatti.

Spero che almeno mi sia concesso di dire che il nostro è un paese decisamente volgare, proprio per la classe politica asservita agli interessi di partito (o di qualche suo imbarazzante leader) e smarrita di fronte all’eventualità di non poter più dire “ah frocio” allo stadio, magari in mezzo a una rissa, o all’uscita dalla messa domenicale.

Il mondo, altrove e per fortuna, funziona in modo completamente diverso.