Legge antiomofobia: i cattolici potranno odiare i gay

Riporto uno stralcio di un articolo di Francesco Bilotta su Italialaica, in merito alla legge contro l’omo-transfobia:

Le norme attualmente vigenti (contenute nella c.d. Legge Mancino – Reale) puniscono le seguenti condotte, tenute sulla base di motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, o dirette contro gli appartenenti a una minoranza linguistica:

a) la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico;

b) l’istigazione a commettere o la commissione di atti di discriminazione;

c) l’istigazione a commettere o la commissione di violenza o atti di provocazione.

La richiesta avanzata da tempo è l’estensione di tale tutela penale alle persone omosessuali e trans. Il testo approvato ieri si limita, però, a estendere la tutela penale solo agli atti di discriminazione, lasciando fuori le altre ipotesi.

Bilotta continua spiegando egregiamente le ragioni culturali di certe omissioni. Voglio aggiungere alcune considerazioni, a margine.

1. Una legge che punisce la propaganda di idee fondate sulla “superiorità dell’essere eterosessuali o l’odio basato su criteri sessisti” – giusto per calibrare il testo sul corrispettivo della legge Mancino in merito alla questione omosessuale – colpirebbe in primo luogo l’azione della chiesa cattolica, il cui magistero pare conformarsi a posizioni di palese disprezzo della comunità LGBT italiana.

2. Ne consegue sacerdoti, con l’escamotage proposto, potranno continuare a dire dai loro pulpiti, dal Vaticano in giù, che essere gay è una minaccia per la pace, che le famiglie omogenitoriali portano alla distruzione della società, che essere eterosessuali è l’unica scelta sana e via discorrendo. Peccato che laddove le norme contro l’odio omofobico siano state applicate, si è proceduto proprio con la rimozione culturale di questa descrizione della società.

3. Una legge che non agisce sulle matrici culturali del problema è una legge sostanzialmente inutile. Immaginate un provvedimento che punisce le discriminazioni contro neri ed ebrei, ma permette a chiunque di dire che neri ed ebrei sono un pericolo per l’ordine sociale? Sarebbe come pretendere di curare una malattia infettiva applicando solo un cerotto, qua e là, sulle pustole che la stessa produce. Quando invece occorrerebbe applicare un vaccino o un antidoto.

4. Temo che nel quadro siffatto la legge rischi di essere inapplicabile. Cosa si intende per discriminazioni? Quelle sul luogo del lavoro? Le disparità di trattamento per l’iscrizione in palestra o al sindacato? Sappiamo benissimo che quelle sono le più difficili da denunciare, proprio perché il più delle volte un licenziamento scaturito da omofobia, nell’azienda x o nell’ufficio y, viene giustificato con mille altre ragioni, magari inoppugnabili. Mentre abbiamo visto tutti e tutte l’evidenza delle aggressioni, degli accoltellamenti, delle lesioni sulle persone. Perché questi reati non dovrebbero prevedere un’aggravante se scaturiti proprio dall’odio che li determina e che altrimenti non li genererebbe?

Scrivo queste riflessioni all’indomani del voto in parlamento che ha bloccato le attività delle camere. Mi ha fatto molto male vedere che i deputati del Pd, la cui coalizione ho votato, siano stati – renziani a parte – ostaggi del ricatto berlusconiano. Significa che quel partito non ha la forza necessaria per opporsi a un disegno rispetto al quale si era presentato come alternativo, alle scorse elezioni. Significa sapere che se si dovesse andare a votare, perderebbero rovinosamente. Significa, in altre parole, essere uguali a quel partito e a quel personaggio che dicono di voler combattere ma con cui, di fatto, sono alleati.

Questa legge, agitata ad uso e consumo di una minoranza oppressa, le persone LGBT, ma fatta per tutelare i cattolici che potranno continuare a disseminare pregiudizi in modo indisturbato, dimostra che le critiche fino a ora arrivate che vedono il Pd come un partito a cui è caduta una consonante rispetto al suo (non più) antagonista parlamentare, hanno ragion d’essere.

Lo avevamo già visto ai tempi dei DiCo: si era fatto un provvedimento, per fortuna mai approvato, che stabiliva per legge che due gay o due lesbiche, insieme, non formavano né coppia né famiglia. Il principio del ddl antiomofobia sembra essere lo stesso. Se l’odio arriva dalla chiesa e dai suoi sponsor, non è tale. E invece, noi cittadini e cittadine di buona volontà, ci aspettavamo qualcosa di decisamente migliore. Forse anche di più vero ed efficace.

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6 thoughts on “Legge antiomofobia: i cattolici potranno odiare i gay

  1. io non mi aspetto niente dallo stato italiano. quando vedo un poliziotto io ho paura. questo stato ha perso ogni motivo di esistere. ho, però, fiducia nel dibattito culturale popolare che registra avanzamenti a vista d’occhio di anno in anno. la questione va affrontata con informazione e quindi con visibilità e pride che dell’informazione sono presupposti indispensabili.
    penso a una scena su rai3 in cui un amico di tiziano nel pubblico colloquiava di diritti lgbt con un vescovo e un improponibile cattolico politico con la minchia degli altri. lasciando perdere il politico, è stata incredibile una frase del vescovo: “… ma con ciò non intendo mancare di rispetto a questi signori.” ecco, avrebbe potuto dire “non intendo mancarvi di rispetto.” e invece parla di gay, non ai gay. osserva bene il prete omofobo. raramente riesce a guardarti negli occhi e a esprimerti le sue opinioni direttamente.

  2. E’ una vera è propria vergogna!Giuro che se verranno messi in atti altri scempi come questi,mi trasferisco molto ma molto lontano!

  3. “I sacerdoti, con l’escamotage proposto, potranno continuare a dire dai loro pulpiti, dal Vaticano in giù, che essere gay è una minaccia per la pace, che le famiglie omogenitoriali portano alla distruzione della società”.

    Quindi paradossalmente se io dicessi le stesse cose sulla Chiesa cattolica (che porta alla distruzione della società) starei istigando all’odio (per motivi religiosi), ma se un cattolico lo dice di un omosessuale, è libertà di pensiero.

    Ma non eravamo tutti uguali davanti alla legge?

  4. Siamo davvero al limite della sopportazione. L’arroganza dei cattolici ha superato di molto ogni misura di decenza!!!! La libertà di religione non può essere un motivo per legittimare la discriminazione contro le persone omosessuali e permettere di considerare l’omosessualità come qualcosa da combattere. Io davvero non ne posso più di questa gente.

    I cattolici (almeno quelli che siedono in Parlamento, per abusare della democrazia a loro uso e beneficio), non vogliono una legge contro l’omofobia perché così non potrebbero sostenere che i gay sono schifosi e che bruceremo all’inferno. Così “ammorbidiranno” la bozza di legge (presentata da Ivan Scalfarotto), onde permettere ai cattolici di poter odiare e disprezzare, anche pubblicamente, i gay.

    Inoltre c’è un problema insito nella stessa legge Mancino, che proteggerebbe anche i cattolici, dato che essi potrebbero asserire che contro di loro c’è un atteggiamento “cristianofobico”. In realtà c’è differenza tra discriminare tutti i cristiani, in quanto tali, e osteggiare coloro che, in base alla loro religione (che in realtà strumentalizzano per legittimare la propria avversione per l’omosessualità), discriminano le persone omosessuali.

    Siccome, anche se in diversa misura, è in atto uno scontro tra laici e religiosi, sia in Occidente, sia nei paesi islamici (vedasi, per esempio, la situazione egiziana, con la ribellione della parte laica della società egiziana contro il regime islamico che Mohamed Morsi stava cercando di imporre), serve un’alleanza tra i laici europei e quelli dei paesi arabo-islamici; dobbiamo stare dalla parte di chi si è ribellato contro Morsi e i suoi sodali fondamentalisti islamici.

    In quanto all’Europa, occorre combattere i cristiani fondamentalisti e non si deve cadere nel tranello ordito dal Vaticano, che ha eletto un nuovo “Papa Buono” per imbonire e imbambolare le folle. L’unico papa buono è nessun papa. Il papato, come istituzione, deve sparire. La Chiesa cattolica deve essere profondamente ridimensionata e comunque le religioni, tutte quante, devono essere relegate nel privato e non devono influire minimamente sulla legislazione.

    Non conta la religione che uno professa: se un atto è CRIMINALE lo è anche se commesso da un cristiano o da un musulmano! se passa l’attenuante del movente religioso, allora nulla dovrebbe impedire di applicare, anche in Italia, norme diverse secondo la religione di chi commette i reati; quini ai musulmani dovrebbe essere concesso di uccidere le mogli, perché lo permette la Shari’ah (almeno in una lettura fondamentalista, che ponga le donne in una condizione di totale subalternità al marito e al padre e che ponga l’onore del maschio e l’onore della famiglia al centro di un sistema di valori comunitarista e anti-individualista).

    Tra le citazioni da me raccolte, ho alcuni aforismi di Gaetano Salvemini, che a distanza di quasi 60 anni, sono purtroppo ancora attualissimi, soprattutto l’ultimo della serie.

    “Io appartengo a quella scuola politica, per la quale la libertà è non solo la libertà propria, ma soprattutto quella degli altri; perciò non accetto nessun totalitarismo, né ecclesiastico né secolare, perciò sono anticlericale, antifascista e anticomunista”.

    “Sopprimiamo la discussione, e non ci resterà che la scomunica (in mancanza del rogo), o il manganello, o il colpo alla nuca”.

    “Se morirò avendo distrutto nel cuore di un solo italiano la fede nella Chiesa Cattolica, se avrò educato un solo italiano a vedere in questa Chiesa la pervertitrice sistematica della dignità umana, non avrò vissuto invano”.

    “Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, l’integrità morale è un dovere”.

    “La libertà significa il diritto di essere eretici, non conformisti di fronte alla cultura ufficiale e che la cultura, in quanto creatività sconvolge la tradizione ufficiale”.

    “Le parole non definite possiedono un fascino che manca alle parole il cui significato è chiaro”.

    “La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro!”

    (Gaetano Salvemini)

    http://intenzionalita.blogspot.it/2012/01/gaetano-salvemini-la-realta-e-che.html

  5. Pingback: LEGGE ANTIOMOFOBIA: I CATTOLICI POTRANNO ODIARE I GAY - Stonewall GLBT - Siracusa

  6. Il papato, come istituzione, deve sparire

    sì, come no, riapriamo anche i gulag per i cristiani già che ci siamo… ma chi vi credete di essere, stalinisti del cazzo!

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