Perché il tema su Magris offende la scuola italiana

La ministra Carrozza dopo aver scelto la traccia su Magris ha dimostrato come anche lei sia parecchio lontana dalla società odierna e dalla sua quotidianità. Come la classe politica che rappresenta, d’altronde.

Da docente di lettere mi sento profondamente offeso dalla proposta di questo argomento. Esso, infatti, non tiene conto degli sforzi degli/lle insegnanti, dopo mesi passati a spiegare gli autori tradizionali della nostra cultura, così come richiesto dai programmi ministeriali. La scelta su Magris significa, in termini concreti, vanificare il lavoro di un intero anno scolastico. Forse la cultura prettamente scientifica della ministra non riesce a tenere conto, nella sua settorialità, dell’importanza delle Lettere nel processo di formazione umana dell’individuo.

Reputo poi lesivo nei confronti della cultura, in senso più generale, una traccia che si profila come punitiva e gratuitamente vessatoria nei confronti di migliaia di studenti e studentesse. Non è tendendo tranelli a ridosso di un traguardo importante come quello dell’esame di Stato che si sensibilizzano le giovani generazioni all’amore per il sapere, soprattutto quello più contemporaneo.

Non è stata una scelta intellettualmente onesta aver proposto un autore sicuramente valido, ma estraneo ai contenuti di cui si parla tradizionalmente nelle aule delle nostre scuole. E non è in modo siffatto che si svecchia l’insegnamento. Per fare solo un esempio: Dante può insegnare molto in termini di lotta all’omofobia. Basterebbe saperlo leggere. Significa questo svecchiare l’insegnamento, non acritica sostituzione dei “soliti noti” con “illustri sconosciuti”.

Resta il fatto che questo spiacevole e increscioso evento ha di fatto gettato un’ombra nel rapporto di fiducia tra le nuove generazioni e l’istituzione scolastica, che dovrebbe invece abbracciare i ragazzi e le ragazze che si affacciano al mondo dell’università con lo scopo di mettere in evidenza quanto acquisito in questi anni e non sottolineare il loro “non sapere” su fatti e personaggi non studiati o approfonditi, per motivi ovvi a chi con la scuola ci ha davvero a che fare.

Dopo mesi di silenzio, questo atto pubblico della ministra si profila come una scelta infelice e anche un po’ snob – si potrebbe addirittura sospettare di affettuosità tra baronie universitarie – e si spera che le prossime scelte del ministero sia orientate per il bene collettivo, relativamente all’istruzione, e non all’autocompiacimento del vip di turno.

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8 thoughts on “Perché il tema su Magris offende la scuola italiana

  1. Mi permetto di commentare questo post, da un lato perché condivido il tuo pensiero, dall’altro perché ho una sorella che oggi ha sostenuto la prima prova scritta dell’esame di maturità, catapultandomi ai bei tempi andati della mia maturità, e quindi mi sento un po’ chiamato in causa.

    Condivido la tua posizione sulla scelta dell’autore del brano da analizzare, puzza davvero di snob di basso rango (che secondo me non sa neanche chi è Magris e non ha nemmeno mai letto il brano in questione). Sarebbe interessante intervistarla per conoscere il suo punto di vista sull’opera, tanto per farsi due risate.

    Per la mia esperienza scolastica, tuttavia, ho sempre creduto che nell’analisi del testo fosse troppo carente un elemento a mio avviso di estrema importanza nella produzione scritta, ovvero la creatività.

    Passiamo anni di scuola ad imparare a leggere e a scrivere, e veniamo giudicati a piacere dell’insegnante su quanto siamo “bravi” a scrivere in italiano, sulla nostra capacità di tradurre nel linguaggio scritto il nostro pensiero.

    E allora mi chiedo: perché lambiccarsi in un’operazione così autoreferenziale come l’analisi di un testo (che sia Dante o l’ultimo arrivato, poco importa), quando invece si hanno a disposizione molte altre tracce, che invece permettono di dare libero sfogo al pensiero creativo?

    Ricordo che al mio esame di maturità classica del 2005 l’analisi del testo era su Dante, mentre il saggio letterario era sul tema della libertà. A scapito delle fonti citate, ricordo benissimo le emozioni che ho provato commentando la figura di Antigone e il suo temperamento ribelle nei confronti del potere autocratico….

    Non avrei mai avuto la possibilità di dare forma al mio pensiero, anche con la migliore analisi del testo di tutta la mia carriera scolastica.

    Spero di conoscere il tuo punto di vista su queste mie parole.

    Grazie,

    Mario

  2. bravo. sono d’accordissimo con te. sembra che la scuola debba insegnare ai ragazzi che sono delle mezze calzette e quindi non meritano niente, così non protestano per il nulla assoluto che i culi pieni più anziani lasciano loro… ah, i salvatori della patria…

  3. La buona scuola insegna a ragionare, a capire, a scegliere e lo fa insieme al complesso mondo che ci circonda. La maturità ( di questo stiamo parlando) consiste nel concettualizzare il pensiero oltre Dante, Magris o il signor nessuno e saperlo rappresentare in modo originale.P.S. Se ricordo bene Dante i sodomiti (li chiama così) li sbatte tranquillamente all’inferno. Buona giornata.
    .

  4. da preside trovo le tracce completamente fuori luogo , dolorosamente vicine al vuoto della cultura attuale, al superfluo, alla violenza e lontane dai programmi che faticosamente vengono trattati e che lasciano libero il candidato di esprimere a ruota libera ciò che gli passa per la testa

  5. Condivido in pieno il tuo pensiero e dirò di più per me l’esame di maturità andrebbe totalmente abolito. Ho scritto il mio pensiero in merito su di un post nel mo blog che ti invito a visitare,se ti va : aspettatiilmeglio.wordpress.com
    Complimenti per il tuo blog ben fatto e ben curato. Davvero interessante.
    Ciao

  6. le tracce erano assolutamente pessime, ma svariati punti di questo articolo sono assurdi. Tra questi:
    1)Il tema su Magris vanifica il lavoro dell’ anno scolastico? Quindi il fine di tutto il lavoro dell’ anno scolastico era esclusivamente quello di fare una buona analisi del testo? Credevo che la scuola si occupasse di formare futuri cittadini, non di far prendere il voto più alto possibile alla maturità.
    2) il testo, sebbene abbia spiazzato un po’ tutti (me compreso, maturando anch’io), è lunge dal poter essere considerato un tranello vessatorio. Non era scritto in polacco né in portoghese, e i punti da analizzare proposti non erano impossibili da sviluppare. Semmai la scelta di Magris ha valorizzato la capacità degli studenti di analizzare effettivamente il testo, senza sapere a memoria tutte le caratteristiche dell’ autore.
    Io non ho scelto questa traccia ma credo che ci si stia scagliando un po’ troppo sulle scelte del ministero, sebbene queste possano essere opinabili.

  7. Scusate, ma dopo cinque anni di scuola uno studente non dovrebbe essere in grado di leggere testi di qualsiasi autore, grossomodo ?

    Non mi sembra molto sensato dire che se in cinque anni sono stati studiati, diciamo, quindici autori, allora la scelta deve ricadere tra quei quindici autori.

    Essere veramente preparati e capaci non dovrebbe voler dire esserlo in ogni situazione?
    La scuola deve preparare lo studente a leggere e comprendere tutti i testi che egli si troverà davanti nel corso della vita oppure deve preparare lo studente solo a leggere i “soliti” autori?

    È un po’ “arte per la vita” vs “arte per arte”, ma io sono per l’arte per la vita ;)

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