Sulle unioni civili ci prenderanno per fame

famigliagay.jepAncora sulle unioni civili e al mio articolo precedente.

Leggo risposte e commenti, su Facebook, come questo: «a me hanno insegnato che piuttosto che niente è meglio piuttosto!».

Ok, ci prenderanno per fame. Piuttosto che niente, meglio qualcosa che assomiglia a un pranzo di nozze. Peccato che già solo questo modo di pensare sia indignitoso per cittadini/e a pieno titolo. Uguaglianza vuol dire essere uguali in tutto. Se si è “meno uguali” significa che si è diversi. E la cosa grave non è la politica, incapace e ladra di dignità, ma chi tra voi applaude all’elemosina che stanno pensando per dare un nome alla vostra esistenza affamata.

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Matrimonio ai gay? La politica concede solo pietà

«Equiparazione con le nozze etero, assicura Galan, ma con due sostanziali differenze: non c’è la parola matrimonio nel suo ddl, e non sono previste le adozioni.»

O in altre parole: creare un istituto parallelo al matrimonio, equivalente al matrimonio ma senza tutti i diritti e manco il nome del matrimonio.

Quindi tradotto: no alla piena uguaglianza, sì alla discriminazione. Che è la linea del Pd, per altro.

Poi, per carità, stiamo parlando di chiacchiere, non esiste nemmeno un DL. Secondo poi, bisogna vedere cosa conterrà quest’equiparazione. Se come per i DiCo i diritti arrivano dopo settantacinque anni di convivenza, uguali identici a quelli del matrimonio, o ti sposi da embrione o ciccia…

Riflessione conseguente: guarda caso dopo la lettera a Repubblica del diciassettenne gay che vuole pietà ma niente figli, i politici si svegliano e concedono solo la pietà…

Quasi quasi comincio a credere che si tratti di una bufala montata ad arte da media e partiti, per farci digerire l’ennesima proposta di legge su una leggina che, nel migliore dei casi, sarà offensiva nei confronti di milioni di persone LGBT.