Alicata si dimette: a lei la mia solidarietà

Leggo sul profilo di Cristiana Alicata la sua dichiarazione di dimissioni:

Mi dimetto da ogni carica che ricopro nel PD (e la mia tessera è a disposizione del segretario Bersani)

a cui fa seguire:

L’accusa di razzismo e di istigazione all’odio razziale è infamante e mi difenderò con serenità nelle sedi opportune anche querelando singolarmente alcune persone

e altre puntualizzazioni, tra cui:

Il risultato delle primarie di Roma è stato probabilmente “salvato” dal fatto che in molti hanno denunciato non “stranieri che votavano” ma “numeri anomali” che riguardavano stranieri come altre categorie. Così come molti per giorni denunciavano lo sperpero di denaro in manifesti abusivi, spesso attaccati da migranti, probabilmente in nero. Chi vuole vedere razzismo nella statistica preferisce colpire le cose che non si vogliono sentire piuttosto che domandarsi cosa accade spesso durante le primarie o durante le elezioni. Anche questo verrà circonstanziato nelle sedi opportune.

Quindi Alicata proseguirà nella sua operazione di denuncia di un’anomalia, per altro a suo tempo segnalata da altri militanti del Partito Democratico, come si legge nella dichiarazione di Romagnuolo:

Primarie Bersani/Franceschini/Marino. Seggio di Via Oratorio Damasiano (Roma). Ero tra i volontari che spesero una bella domenica di democrazia in un gazebo. Arrivò una fila di rom (circa 40) a votare. Proprio perché credo nella assoluta uguaglianza, chiesi loro – come a chiunque altro – il “contributo volontario” di 2 euro. Ingenuamente, il capofila mi rispose “io ne do due a te e a me ne danno 20, a me va bene comunque”. La frase è stata messa a verbale alla chiusura del seggio, ma nessuno – NESSUNO – ha preso alcun provvedimento. Il problema non sono assolutamente i rom, che da cittadini italiani godono esattamente dei miei stessi diritti e ne vado orgoglioso, ma del fatto che qualun altro – dentro un partito – abbia sfruttato una situazione di indigenza per comprare un voto. È tutto verbalizzato.

Il fatto grave è tutto lì: sfruttare una situazione di indigenza per comprare voti. Cristiana ha denunciato questo, in un momento troppo veloce per poter pensare alle conseguenze a alla “felicità” e all’opportunità di quella frase.

L’hanno crocifissa perché “razzista”. E la questione del presunto voto comprato – vero scandalo di tutta questa vicenda – rimane intatta.

Faccio notare un altro aspetto della vicenda: le è stato detto, visto che sapeva, di denunciare. Sappiamo tutti e tutte che a volte le cose che sai sono poco “dimostrabili”, perché o ti metti contro poteri troppo forti o perché sei solo/a nel portare avanti certe battaglie. Provengo da una regione in cui un’organizzazione come la mafia ha costruito la sua fortuna proprio su certe dinamiche. Giusto per fare un esempio parallelo (e sia ben chiaro: non sto dando del mafioso a nessuno).

A Cristiana va la mia vicinanza umana e politica, sebbene chi ben mi conosce sa quanto siamo stati distanti, proprio politicamente, e in più di un’occasione.

Alla sinistra romana, democratica e radicale, dico: si è chiusa una pagina nerissima della vostra storia. E forse sta per aprirsene una con tinte non certo luminose. Ma ogni cosa a suo tempo.

Al movimento LGBT faccio notare che si è spaccato, per l’ennesima volta, non sul fatto, ma sulla persona, senza entrare nemmeno nel merito della questione. Andava attaccata perché era lei. Con buona pace delle sue battaglie dentro il Pd per la questione omosessuale. Una solidarietà diffusa, seppur con qualche distinguo sulla leggerezza di quel tweet incriminato, avrebbe fatto del bene non solo a una specifica militante, ma anche a tutti/e noi, dentro la comunità e il movimento LGBT.

Concludo con l’auspicio che la verità venga ristabilita e che in futuro, magari di fronte a parole meno istintive, al cospetto di specifiche denunce si guardi l’atto di accusa verso la cosa e non ipotetici e fantasiosi attacchi contro determinate categorie sociali, usate per…

Perché non so se ve ne siete resi/e conto: ma è discriminazione anche (soprattutto) quella.

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2 thoughts on “Alicata si dimette: a lei la mia solidarietà

  1. Non so chi è che l’ha crocefissa come dici tu e mi dispiace se quel tweet sia stato strumentalizzato. Però la frase sono i soliti rom non ha giustificazioni. E’ inqualificabile. Capisco che possa essere stata scritta con leggerezza e senza pensare alle conseguenze.

    Ma tutti dobbiamo pensare prima di scrivere soprattutto sui social network l’estemporaneità è un lusso. Se non si è in gradi di pensare prima di scrivere forse è meglio non farlo.

    trovo esagerato chiedere le dimissioni di Cristiana per quel tweet. Ma se lei per prima avesse semplicemente ammesso di avere scritto una cosa irricevibile e non avesse difeso quel tweet razzista (fattene una ragione, lo è) allora andrebbe difesa a oltranza.

    Minimizzare su quel tweet razzista mette tutti quelli che lo difendono (difendendo lei difendono anche quel tweet) in una posizione ambigua e corporativista. Se non sei d’accordo politicamente con Cristina perchè la difendi? per amicizia? perchè entrambi siete omosessuali? Ma che razza di modo di agire politicamente è mai questo?!

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