I saggi di Napolitano? Merito anche del M5S e Grillo

Vogliamo parlare dei saggi nominati da Napolitano per portare l’Italia fuori dalla crisi istituzionale di queste ultime settimane? Vediamone alcuni.

Mario Mauro, ciellino, ex berlusconiano, neo-montiano.
Gaetano Quagliarello, berlusconiano di ferro, gridò “ASSASSINI” dopo il no di Napolitano al decreto Salva Eluana. Sempre questo gentile e posato signore ha decretato, col suo voto in parlamento, che Ruby Rubacuori è nipote di Mubarak.
Luciano Violante, in quota Pd, quello dei ragazzi di Salò che lottarono per un ideale, un po’ come i nazisti ammazzarano milioni di ebrei per le stesse identiche ragioni.
Giancarlo Giorgetti è uno dei massimi fautori politici della famigerata legge 40. Oltre a essere espressione di un partito omofobo e razzista, quale la Lega Nord.

Tutti gli altri sono bocconiani, figli di stirpi aristocratiche, rappresentanti di quel sistema di potere sempre più distaccato dai bisogni della società italiana media, quella che la crisi la vive quotidianamente sulla sua pelle.

A volere questi signori, tutti maschi, tutti almeno cinquantenni, un presidente della Repubblica figlio di un apparato veterocomunista che non riesce ad andare oltre una politica vista come espressione (sessita, per altro) dei gruppi di potere che ci hanno portato a questo punto. La cosa veramente tragironica sta nel fatto che il M5S appare possibilista nei confronti di queste liste di saggi: tutto questo casino per esautorare il parlamento dei suoi poteri sovrani e affidare la gestione della cosa pubblica a un drappello di nominati. Nominati che, a differenza di quelli che siedono in Camera e Senato, non sono nemmeno passati dal vaglio delle urne.

Adesso, è evidente che questa classe politica è così autoreferenziale che non riesce a guardare oltre se stessa e questi nomi lo dimostrano egregiamente.
Ma sarebbe ingeneroso nei confronti della verità negare che Grillo e il suo MoVimento hanno fatto davvero un grande servizio alla democrazia: negandola.

Andiamo a litigare col parroco…

Riporto dal sito dell’UAAR:

Lo sbattezzo, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa. Se da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale, per il diritto penale della Chiesa, applicabile a tutti i battezzati, rappresenta invece un «delitto» (Codice di diritto canonico, can. 1041).

Quindi se ho ben capito, se non mi dichiaro cattolico sono peggiore dei pedofili che questi signori nascondono nelle loro chiese.

Per questa ragione durante il 24 dicembre, proprio in occasione del Natale, decisi di regalarmi la cancellazione dai registri parrocchiali, sia perché lo dovevo a me stesso e all’alta considerazione che ho di me in quanto cittadino onesto e laico, sia perché non posso più permettere a questi signori di battere cassa allo Stato italiano, in un momento di crisi come questo, in virtù del fatto che mi considerano un loro credente, con quella truffa chiamata otto per mille.

Ebbene, a distanza tre mesi e oltre, non ho ancora ricevuto nessuna notifica da parte di questi gentili signori che per legge sono obbligati a trasmettermi, attraverso raccomandata, l’avvenuta cancellazione dagli elenchi della parrocchia.

Vorrà dire che per Pasqua, dentro l’uovo, troverò una bella lite (con tanto di denuncia penale da parte mia) col parroco della chiesa in cui sono stato battezzato.

E tanti auguri!