Sotto casa, Max Gazzè

Non chiedo mica un regno intero,
dico io…
sono un indegno messaggero
e cerco Dio
in chi vendette onore per denaro
e ora nel cuore mette un muro!

Non sono credente, si sa… ma questa canzone mi riappacifica con molte cose che non riesco a comprendere fino in fondo.

O forse mi piace perché qualcuno dice di me che nel mio cuore ho messo un muro. Chissà.

Oggi su Gay’ Anatomy: “Al Quirinale voglio…”

In questi giorni convulsi, in cui non si vede uno spiraglio certo per la sorte del governo Bersani, destinato a navigare a vista nei tempestosi mari del Senato, la più alta carica dello Stato fa gola a molti, a cominciare da quel Berlusconi che già grida al golpe, perché secondo la sua lettura della Costituzione non sarebbe possibile una tripletta tutta a “sinistra”, insieme alla presidenza delle due camere già assegnate a Grasso e Boldrini.

Ignora, re Silvio, che ci sono diversi precedenti che assegnano alla maggioranza di governo non solo Montecitorio e Palazzo Madama, ma anche il Quirinale. Sarebbe il caso che qualcuno glielo ricordasse. Anche perché sarebbe gioco facile, per il PdL, sostenere adesso il Pd, ottenere la presidenza della Repubblica, ribaltare il tavolo, tornare a votare e fare l’en plain, tra esecutivo e altri palazzi, una volta tornati al governo. Per non parlare del fatto che un presidente in quota PdL farebbe passare qualsivoglia “porcata” di un futuro governo berlusconiano. E, in caso di governo Bersani, rallentare la sua azione con continui rimandi alle camere.

In questo quadro così complesso, perché scegliere Emma Bonino come futuro presidente della Repubblica? Scoprilo su Gay’s Anatomy.