Nove anni di elfitudine

Me ne dimentico sempre… ieri il mio blog ha compiuto nove anni.

Tutto è cominciato sul Cannocchiale, il 23 marzo 2004. Quando pensavo, e lo penso ancora, che per avere un futuro migliore devi solo cambiare il presente:

elfobruno

Da allora:

ho conosciuto un sacco di persone splendide
sono diventato un militante a tempo indeterminato
ho vissuto un amore importante…
…e ne ho dimenticato uno senza qualità
ho litigato con quelli/e che un giorno sarebbero stati amici/he
ho fatto un dottorato
sono andato in giro per il mondo
ho cambiato città
sono diventato prof (ma sto cercando di smettere)
ho letto nei meandri della mia anima
ho pubblicato 2777 articoli (e qualche delirio)
ho scritto un libro
ho registrato oltre due milioni di visite
e non ho mai smesso di cercare una direzione.

E anche se i blog sono passati di moda, anche se adesso Twitter e Facebook hanno fagocitato i liberi pensieri sulla rete, io scrivo lo stesso. Perché mi piace. Ecco.

I gay si sposeranno in chiesa. A pagamento, naturalmente

È davvero curioso: certi vescovi o alti prelati di vario genere, un tempo strenuamente omofobi, si scoprono pro-unioni civili quando sta per essere votata la legge sul matrimonio egualitario nel paese di residenza. È successo all’attuale papa, in Argentina; e adesso si registra l’apertura della chiesa anglicana, mentre Cameron si dichiara a favore dei matrimoni tra gay e tra lesbiche.

Il messaggio di apertura del reverendo James Jones alle coppie omosessuali è addirittura commovente:

Il messaggio di Gesù Cristo abbraccia tutti ed è inclusivo. Perché, nei secoli, nonostante il suo grande contenuto d’amore, è diventato così alienante ed esclusivo?

Ma non illudiamoci. Quella che è un’apertura della chiesa di fronte ai diritti civili costituisce un tentativo di arretramento o quanto meno un freno al progresso civile degli stati in cui la questione omosessuale sta spostando le sue rivendicazioni dall’istituto separato per gay/lesbiche alla piena eguaglianza tra cittadini/e, allargando l’istituto matrimoniale a tutti i soggetti giuridici.

Quello che per un credente è un passo avanti, per un cittadino è un elemento di arretratezza culturale, giuridica e civile. In questo gap si riscontra ancora tutta l’inadeguatezza di una visione confessionale dell’esistenza umana.

Poi, certo, ci sono pure le interpretazioni delle malelingue. Che a pensar male si fa peccato, si sa, e non solo molto spesso si indovina, ma chi non riconosce nessuna dignità al concetto stesso di peccato non si fa nessun problema ad andare oltre nel processo di interpretazione dei fatti.

Il mio pensiero di stamattina, leggendo questa notizia e guardando a Bergoglio e alla chiesa anglicana, è stato il seguente: dategli tempo… appena capiranno che è un business, anche i preti cattolici apriranno al matrimonio tra gay. In chiesa e dietro parcella, naturalmente.

D’altronde si sa, pecunia non olet. E quella dei gay profuma pure, se vogliamo cavalcare uno stereotipo di troppo. Converrete.