Gay, unioni civili e neri sui bus

Arrivata, finalmente, la proposta di legge del Pd sulle unioni civili. Un provvedimento che dal partito è già stato salutato ed esaltato come un enorme progresso in materia. E in effetti molte delle proposte contenute nel documento di presentazione rientrerebbero – apparentemente – nel concetto di uguaglianza, perché ricalcano la dicitura “come per il matrimonio”.

Tuttavia tale uguaglianza è più apparente che reale, per almeno tre ordini di ragioni. Vediamo quali.

1. Innanzi tutto per il nome. Se creiamo due istituti giuridici che hanno gli “stessi” diritti del matrimonio – tranne alcuni, poi, a ben vedere – ma si chiamano in modo diverso perché per i gay non sarà possibile considerarsi “sposati”, ma al massimo “uniti civilmente”, generiamo – a livello simbolico e collettivo – una prima grandissima disuguaglianza. E in quella crepa possono crescere ancora i semi dell’omofobia. Una questione culturale non di poco conto, a ben vedere. Ma il Pd non ha ancora sviluppato gli strumenti adeguati per farsi sfiorare da questa preoccupazione.

2. In tema di adozioni, queste risultano riservate alle coppie eterosessuali. Senza una ragione evidente se sempre nella stessa legge si prevede che il/la partner possa adottare la prole biologica del/la compagno/a ma non altra precedentemente adottata. Questa distinzione è e rimane, al momento, tanto oscura quanto discriminatoria. E nutre il pregiudizio sulle capacità educative delle persone LGBT.

3. La pensione di reversibilità, infine. Riporto testualmente:

a tutela della finanza pubblica e per prevenire facili elusioni, andrà prevista una durata minima della unione (matrimonio, unione omosessuale), e in assenza di figli minori, quale condizione per l’accesso alla pensione di reversibilità.

la stessa frase è offensiva. Si dà per scontato che la natura delle unioni tra gay o tra lesbiche sia facile terreno di coltura per elusione fiscale. E si suggerisce, implicitamente, che dietro le unioni tra persone dello stesso sesso vi sia un connaturato pericolo per le finanze statali e quindi per la società tutta.

La misura poi è discriminatoria. Lo Stato non dovrebbe indagare sui reali motivi che portano le persone a sposarsi o a vivere insieme. Lo Stato non disciplina l’amore, ma i diritti legati alla convivenza. E non mi risulta che alle coppie eterosessuali si richieda altrettanto.

Emerge, in sintesi, ancora una volta quell’arroganza da parte del gruppo maggioritario di pretendere dalle minoranze una moralità superiore rispetto a quella che la maggioranza stessa non è in grado di garantire.

Certo, non sono i DiCo di bindiana memoria – e non che ci volesse tanto a essere migliori rispetto a un provvedimento che sanciva per legge le discriminazioni – ed è già partita in rete la tiritera del “sempre meglio di niente”, magari proprio dai gay di partito o da quei militanti eterosessuali che godono già di tutti i diritti di cittadinanza. Ho anche letto, da qualche parte, frasi del tipo “voi gay non meritate nulla!”, proprio perché magari osiamo chiedere la piena parità e non la pallida imitazione di un matrimonio.

A tutte queste persone chiedo: se avessero dato ai neri la possibilità di prendere gli stessi mezzi dei bianchi, ma di sedersi in fondo e di poter utilizzare solo una parte dei sedili disponibili, magari dovendo prima dimostrare di essere sufficientemente puliti per potervici sedere, noi come chiameremmo tutto questo? Uguaglianza o razzismo? Adesso sostituite “neri”, “autobus” e “sedili” con “gay”, “unioni civili” e “diritti” e poi fatemi sapere che ne pensate.

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8 thoughts on “Gay, unioni civili e neri sui bus

  1. ok, ma detto quanto dici che in parte condivido come sai, non pensi che sia un buon punto di partenza e che forse sarebbe il caso di urlare perché siano migliorate e non solo per dire che fanno schifo (non tu ma altri cosi dicono)?

  2. Condivido tutto, l’unica cosa che un po’ mi ha fatto storcere il naso è il fatto che dal nome diverso potrebbero scaturire gesti omofobi. Credo che l’unica cosa che possa scaturire sia ancora una volta disuguaglianza e arretratezza. Per il resto grande tristezza verso uno stato che vuol farsi parroco di paese, che deve indagare sul perchè e per come i futuri decidono di sposarsi….

  3. è vero. un matrimonio civile è tale se due persone decidono di unirsi nel vincolo legale. qualsiasi distinzione in base al genere può essere giustificata solo da una latente omofobia. tuttavia condivido con Fabio la convinzione che sia un primo fondamentale passo che sia il caso di compiere invece di aspettare di poter ottenere tutto. questo anche perchè ci sono persone che non hanno tempo da perdere ancora

  4. MATRIMONI GAY – Per evitare polemiche infinite e prese di posizioni contrastanti, sarebbe molto più sbrigativo abolire totalmente i matrimoni, compresi quelli tra uomini e donne, e sostituirli con un semplice contratto come avviene tra le società di persone.
    Si eviterebbe inoltre di incrementare le ricchezze di quelle organizzazioni religiose, le quali nei secoli passati hanno accumulato abbastanza patrimoni a spese della credulità popolare, sufficienti ad alimentare il loro sostentamento nei secoli a venire.
    – da COCOMIND.com – La voce del dissenso

  5. Condivido in tutto e aggiungo, in risposta a Fabio e a Oscar;
    Se non fossimo in Italia potrei essere d’accordo con voi, si inizia da questo per poi puntare al massimo.
    Ma l’Italia è un Paese immobile, le fasi evolutive in ambito civile sembrano necessitare dei tempi delle Ere storiche, se dovesse passare questa versione, per i politici il discorso sarebbe chiuso, le richieste di pari diritti espresse da chi non accetta questa scelta al ribasso verranno liquidate spregiativamente come “lamentele di chi pretende più di quello che merita”, dimenticandosi bellamente che noi non chiediamo niente di più, mentre i nostri doveri e contributi verso lo Stato sono uguali agli altri.
    Sono consapevole che questa proposta è meglio di niente, ma sono proprio le differenze e soprattutto le limitazioni volute e rimarcate che alimentano l’humus su cui si sviluppa la discriminazione in generale e l’omofobia in particolare.

    Forse sono io ad essere pessimista, ma non ho più vent’anni e non posso più permettermi il lusso di aspettare e di illudermi che le cose miglioreranno nel prossimo futuro, perché so già che se passa questa soluzione prima di poterla cambiare passerà tanto, troppo tempo.

    Non una questione legata ad una visione personale di vita ideale, è una richiesta di coerenza: sono un cittadino italiano, voglio essere trattato, dallo Stato, come tutti gli altri.

  6. ma qui nessuno dice che questa versione di legge è definitiva, cosi come non lo è stata in Germania, ne ci si è fermati in UK. quello che dico è: prendiamocela migliorandola in parlamento (facendo vera pressione, non strepitando per strada al vento) ed usiamola come base di partenza…
    infine, a volte anche io sono pessimista – anzi lo sono spesso – ma poi mi dico che se non faccio io casino in prima persona per ciò che mi interessa, mettendoci la faccia, nessuno lo farà per me…

  7. Ciao, complimenti per il post.
    Solo una precisazione sulla questione delle pensioni di reversibilità: penso che la la frase sulle “facili elusioni” non sia riferita alle unioni omosessuali, ma a situazioni come quella della badante che sposa un vecchietto moribondo solo per la pensione.

    Poi giusta a riflessione sullo stato che non deve disciplinare l’amore :)

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