Nemmeno io avrei salutato Rosy Bindi

Ha fatto scandalo il caso Rostellato, la deputata del MoVimento 5 Stelle che ha dichiarato, sul suo profilo Facebook:

Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: “Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!”. Io ho tirato dritto e me ne sono andata ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure “piacere”??? No guarda, forse non hai capito: NON È UN PIACERE!!!

Piovono critiche, la rappresentante del M5S viene messa alla gogna, tacciata di maleducazione e si scopre addirittura che non sa cos’è la Banca Centrale Europea – cosa oggettivamente grave, per chiunque, ma bisognerebbe spiegare cosa c’entra questo con la presunta ennesima “aggressione” a Rosy Bindi.

Credo che la scelta di Rostellato sia degna di rispetto, per quanto non condivisibile. Secondo me ha peccato in due cose: leggerezza e stile. In primo luogo, per l’enfasi data alla cosa, come fosse una vendetta personale e i grillini, a cominciare dal loro capo assoluto, dovrebbero capire che il senso della loro permanenza al Parlamento non è dar sfogo alla rabbia, ma costruire una società migliore.

Secondo poi: la motivazione di quella scelta dovrebbe essere innanzi tutto politica e, quindi, motivata. Perché togliere il saluto a una persona è un atto oggettivamente forte, che rischia di divenire grave. Lo hanno già fatto Massimo D’Alema, nei confronti di Giachetti, un suo compagno di partito che ha la colpa di essere renziano e, udite udite, la stessa Bindi con Paola Concia, dopo una lite per l’assemblea nazionale del Pd dell’estate scorsa in cui la presidente ha vietato che si votasse sulla questione del matrimonio egualitario. Sono, appunto, ragioni politiche, forse unite ad antipatie personali, forse legate a un sistema ideologico troppo stantìo per tollerare la presenza di un’alterità.

Però, in tal caso, le cose andrebbero dette e proprio sul piano politico, appunto. Io non avrei salutato Rosy Bindi perché con i DiCo aveva previsto un regime di apartheid per migliaia di famiglie fatte da omosessuali. Perché quei diritti erano minori e spezzati a metà. Perché quando le hanno fatto notare, in più di un’occasione, la sua inadeguatezza rispetto al progresso civile, lei ha mostrato i denti, ha insultato i figli delle coppie omogenitoriali, ha dimostrato arroganza, ha detto “o così, o fuori dall’Italia”.

In quel caso, io non avrei avuto il piacere di stringere la mano a una persona siffatta. Ma avrei dovuto spiegarglielo. Perché lo capisse e non ripetesse il suo solito gioco vittimistico.

Per cui non massacriamo la signora Rostellato per quello che ha fatto – non prima, almeno, di usare lo stesso metro con D’Alema e Bindi stessa – ma critichiamola, semmai, per come. E poi mandiamola a scuola di educazione alla cittadinanza. Cos’è la BCE si impara alle medie. In prima. Posso garantirvelo.

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6 thoughts on “Nemmeno io avrei salutato Rosy Bindi

  1. salutare… non salutare… io rispondo al saluto se e’ sincero…ma quando ti salutano per sfotterti…allora no, non vale la pena rispondere

  2. Polemiche da vecchia carampana, quella che aspetta solo quello per cominciare a dar discredito … invece di far qualcosa di serio per l’Italia.
    Certo che però l’altra avrebbe potuto risparmiarsi la pubblicazione su fb, quasi a vantarsene.

  3. secondo me una donna politica seria intelligente capace se non è d’accordo con certe opinioni di una collega dice chiaramente quali sono e qual è invece la sua posizione, dialoga e propone insomma, non si comporta come una marmocchia litigiosa…

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