Cose che amo fare

Al solito… l’hashtag è #cosecheamofare. Ed io ho dato via libera ai pensieri. Anche perché mi piace giocare in questo modo.

E quindi…

Scrivere a matita i miei pensieri sui libri che leggo o sottolinearne le frasi che mi piacciono.
Ascoltare la musica nella mia stanza, in penombra, e vedere quali note assomigliano alla mia malinconia.
Fare sesso, ovviamente…
Guardare le immagini di alcuni di voi, perché mi trasmettono quella pace con l’età più giovane che io non ho avuto.
Cazziare quelli del Pd.
Cucinare per le persone che amo.
Parlare di notte, con le mie coinquiline, magari mentre fuori piove.
Svegliarmi presto, fare il caffè e sentirne l’aroma che pervade la cucina.
Scrivere storie, anche se nessuno le legge.
Immaginare di essere un mago, un prof di difesa contro le arti oscure per l’esattezza.
Guardare i cartoni animati giapponesi, soprattutto le vecchie puntate di Sailor Moon.
Immaginare il futuro: una casetta fuori città, i gatti, il giardino, le persiane bianche, il camino, l’uomo (che non c’è)…
Pestare le foglie secche in autunno, per i viali di Roma.
Andare a mare, in inverno (anche se non lo faccio da un sacco).
Lavorare per la mia comunità e, più in generale, per il benessere democratico di questo paese.
Sognare a occhi aperti.
Guardare le vecchie foto.
Stringere il piumone, la domenica mattina, quando fuori piove ed io sono appena sveglio.
Ascoltare le Quattro stagioni di Vivaldi.
Immaginare la mia vita come un serial TV, magari con tanto di sigla e le immagini dei protagonisti che scorrono sul video.
Dormire con la mia Maria, quando torno giù in Sicilia.
Le mie domeniche con Barbara e ciò che resta del Pino Solitario (questa è ermetica, lo so).
Cantare in playback, in macchina, con i finestrini chiusi e la radio ad alto volume.
Stare in silenzio, ascoltando me stesso.
Seguire hashtag come questo, su Twitter e rileggere tutto, sorridendone un po’.

Volersi bene

Oggi dirò alle persone che mi piacciono quello che penso di loro. Perché in un mondo fatto di cocci di vetro, è importante trovare un’oasi.
Oggi ho mangiato cioccolata e tiramisù, e pazienza se il rotolino di troppo, l’ultimo rimasto, starà ancora lì. In verità mi ci sto affezionando, perché è una delle poche parti di me che mi ricorda l’archeologia di tutto il dolore e della forza per superarlo.
Oggi mi accarezzo coi pensieri e ci metto dentro gioia, eros e speranza. Tutto insieme o uno alla volta.
Ascolterò le canzoni che mi piacciono e farò pace con questo cielo grigiastro e coi pollini che lo abitano.
Forse scriverò. E studierò, perché mi tocca e perché i sogni vanno trattati con cura.

Oggi mi guardo in faccia e sorriderò alla mia barba incolta, a quel fare un po’ sfatto dello sguardo che non ha mai perso i suoi connotati da bambino. Così, solo perché ne ho voglia.

Primi segnali di rinnovamento, targati Pd-Sel-M5S

Bene il centro-sinistra. Davvero. E chi mi conosce sa quanto io sia stato feroce nei confronti del Pd in questi anni. Ma l’elezione di Boldrini alla Camera mi fa ben sperare che qualcosa in quel partito possa cambiare davvero. E chissà che non diventi, un giorno, la mia casa politica.

Qualche dubbio, invece, lo nutro per Grasso. Non perché pensi che non sia una persona per bene, ma ha elogiato la lotta “anti-mafia” di Berlusconi. Insomma, quest’affermazione mi ha lasciato estremamente perplesso, a suo tempo.

A tal proposito c’è gente che mi dice che se il capo della DIA ha elogiato il passato governo qualche ragione dovrà pure averla. E che non si può buttare tutto il berlusconismo a mare. Per il garantismo, la buona fede e quelle cose lì.

Io penso, tuttavia, che dopo vent’anni di berlusconismo essere garantisti è come leggere per la seconda volta tutto Harry Potter e sperare, fino all’ultima pagina del settimo libro, che Voldemort diventi buono e si converta al bene. Ma queste sono elucubrazioni domenicali e mattutine di un elfo che non ha ancora preso il suo caffè.

Poi per carità, penso che Grasso sia una persona a modo e credo che farà del bene, in Senato.

Per il resto, un ultima considerazione: credo che tale rinnovamento, dentro il parlamento, sia dovuto in parte anche all’azione rinnovatrice del M5S. Se così fosse, ne conseguirebbe che il movimento di Grillo farebbe solo bene alla democrazia e alle nostre istituzioni. E proprio per questa ragione, proprio per quel desiderio di novità e di trasparenza, nel nome del bene collettivo, l’unica alleanza possibile in questo momento per questo paese è quella tra Pd, SEL e M5S.

Quella classe dirigente, tanto inadeguata, ha comunque dato prova di cambiamento. Ripeto, coi grillini e con il loro fiato sul collo. Altrimenti ci saremmo ritrovati ancora mummie istituzionali quali Franceschini e Finocchiaro (e magari Amato alla presidenza della Repubblica).

Speriamo solo che il M5S segua il buon senso dimostrato da alcuni dei suoi al Senato. Perché qui non è importante il disprezzo di Grillo per le intellighenzie di Pd e PdL. Qui c’è di mezzo il paese, i suoi interessi e il futuro di tutti e tutte noi. Se non fosse chiaro.