Habemus papam. Sed dubium?

Giusto per raffreddare gli entusiasmi e tornare sul piano della realtà.

Ratzinger nella gioventù hitleriana. Wojtyla pappa e ciccia con Pinochet. Bergoglio coi dittatori argentini… Solo belle persone in Vaticano, eh?

Quest’ultimo poi è omofobo tanto quanto gli altri due. Adesso, io capisco davvero che, per citare Mengoni, mentre il mondo cade a pezzi si sente l’esigenza di punti fermi. Ma se invece di abbandonarci agli istinti dell’anima e alle sue paure più ancestrali, che ci portano a credere in amuleti, santoni e preti di ogni risma e sorta, cominciassimo a coltivare la cura dell’intelletto?

Se invece di esultare per il trionfo dell’ennesimo spazio di assolutismo, monarchico, maschilista e antidemocratico, partissimo dalla celebrazione del dubbio?

A cominciare da una domanda: qualche sera fa i social network si scandalizzavano di fronte al servizio de Le Iene sul silenzio dei cardinali di questo conclave in merito alla pedofilia interna alla chiesa.

Ebbene, questo papa è stato scelto proprio da quella gente lì. Siamo sicuri che ci siano proprio tutte le condizioni per essere felici dell’elezione di Francesco I?

Ecco, io partirei proprio da qui.