Grillo, quando sente parlare di cultura, mette mano alla pistola?

Credo che l'”invotabilità” per un personaggio di laida bruttezza istituzionale quale Beppe Grillo non stia tra i canoni classici di ineleggibilità di un candidato qualsiasi, ma sta racchiuso in poche e antiche parole: quel “vecchia puttana”, tanto per cominciare, che a suo tempo – nel 2003 – il leader dei Cinque Stelle indirizzò alla professoressa Rita Levi Montalcini, allora novantaquattrenne.

Un disprezzo verso la cultura, vista come espressione del vecchio senza comprendere che il nuovo di per sé non è un valore e che non coincide necessariamente con criteri rigidamente anagrafici. In mezzo a questo mettiamoci pure un linguaggio da cricca berlusconiana, da cui il comico si distanza per un fatto squisitamente prospettico: evidentemente per lui la donna è da etichettare in quel modo quando non rientra nei suoi canoni, mentre per certi simpatizzanti del PdL la donna è un oggetto da prostituire magari omologandola a certi canoni.

Il punto di vista è diverso, la vittima è sempre quella, la tristezza è tragicamente uguale. Ma siamo un popolo maschilista, per cui certe sottigliezze non appartengono all’italiano medio di qual si voglia schieramento.

Sta di fatto che adesso che la tragedia è vicina, il mondo degli intellettuali si mobilita per fare l’unica cosa che va fatta: un governo, e subito, per affrontare le emergenze reali del paese. Alcuni di questi hanno firmato un appello per fare in modo che il M5S dia la fiducia a un governo Bersani, magari con supporto esterno, per poter concretizzare quegli otto punti che ricalcano o richiamano il programma dei grillini. Secondo una logica di buon senso, per cui le forze presenti in parlamento dialoghino tra esse, in nome dell’interesse collettivo.

Vero è pure che Grillo si è presentato come voto anti-sistema, ma è pur vero che quel voto ha raccolto il consenso di quasi un italiano su quattro. Per gli altri tre italiani e più, il sistema è ancora valido. Va corretto nella sua applicazione pratica e su questo, credo, siamo tutti e tutte ampiamente d’accordo. Per questo si vede di buon occhio un accordo Pd-SEL-M5S. Non per fare inciuci, ma per fare del bene.

Grillo, al contrario, vede in questo invito alla ragione collettiva – e funzionale alla comunità – come uno scodinzolamento del mondo della cultura ai vertici del Pd. Accusando poi gli intellettuali di superbia, di mancanza di dubbio, di considerarsi detentori della verità assoluta: atteggiamento intollerabile, evidentemente, con chi pretende di possederla tutta.

Per Grillo gli intellettuali sono, in due parole, dei cani boriosi.

Sono tra quelli che, pur non avendo votato il M5S, ha sempre criticato coloro che dentro i partiti tradizionali hanno visto in quel movimento una sorta di riedizione del fascismo in salsa web. E credo tutt’ora che un governo di minoranza con l’appoggio esterno dei grillini sia salutare per i partiti, obbligati alla trasparenza, e al paese tutto.

Tuttavia, questo mettere mano alla pistola ogni qual volta si sente odor di cultura e la più totale sordità dei “dirigenti” stellati di fronte alle urgenze imposte dalla vita democratica e politica del paese in un balletto di dichiarazioni che, tra un insulto e l’altro, ripropongono marce sul parlamento – magari come ai bei vecchi tempi – qualche dubbio cominciano a farmelo venire. E il paese reale non ha certo bisogno dell’ennesima classe dirigente che per interessi di partito mandi in vacca le nostre vite. Magari solo per far dispetto a Bersani.

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4 thoughts on “Grillo, quando sente parlare di cultura, mette mano alla pistola?

  1. io sono per l’amore libero. w gli inciuci sempre e comunque. mi sto scoprendo una vena democristiana più grande di quella che sospettassi. cmq, accolla, tu guardi la questione da un punto di vista poco efficace. per te la sinistra sarebbe il naturale alleato di grillo e vedi la possibilità che questa coppia di fatto si riconosca in un matrimonio con tutti i sacramenti. ti invito a riflettere. chi è stato maggiormente favorito da grillo? la risposta è: quelli che avevano paura di un governo di sinistra. e anche in passato. ti ricordo il piemonte vinto da cota e il molise vinto dal centrodestra. pare che grillo abbia più volte o fatto vincere bene la destra o azzoppato la vittoria della sinistra. il naturale suo alleato è berlusconi e io ti dico, invaso dallo spirito della pizia, che tu vedrai berlusconi e grillo governare assieme. il vangelo insegna che l’albero si riconosce dai frutti. ecco, i frutti di grillo sono destra, destra, destra. c’è pure una insana voglia di distruggere bersani e chi se ne frega se crepiamo anche noi. alle prossime elezioni grillo perderà un bordello di voti ma questi voti andranno a berlusconi. mi sembra ovvio che l’italia voterebbe chiunque pur di non votare a sinistra.
    cosa deve fare il pd? semplice:

    1) uccidere mario monti, non in senso figurato, deve proprio porre fine alla sua esistenza terrena e abbandonare il cadavere a cani e uccelli o, meglio, all'”amore” del popolo italiano. per napolitano (forse peggiore di cossiga) magari aspettiamo che la natura faccia il suo corso. questione di stile.

    2) cacciare i veri responsabili: non è bersani il responsabile, devono cacciare d’alema, veltroni, bindi, fassino e franceschini.

    3) dire la verità, dirla e ridirla, 700 volte al giorno e anche di più. non è vero che tutti i governi hanno mandato l’italia a puttane. i governi rovinosi sono solo andreotti, forlani, craxi, berlusconi e monti. prodi, che dio lo benedica, è l’unico che ha portato il debito al 104% facendolo scendere di 15 punti mentre dopo di lui berlusconi lo ha riportato al 120% e il monti dastrapazzo al 126%. un genio! prodi è stato il migliore premier che abbiamo avuto ed è caduto per i cattolici.

    4) basta chiesa. la chiesa cattolica è un’importante istituzione del nostro tempo e ha dalla sua le armi della preghiera, dello spirito santo, di gesù eucaristia e della presenza di un padre provvidente e misericordioso. direi che basta e avanza per difendersi dal principe di questo mondo. non c’è mica bisogno anche della protezione di un governo sovrano e laico.

    5) rinnegare il comunismo e tutti i suoi orrori. provare schifo e vergogna per l’unione sovietica. aprirsi a una moderna socialdemocrazia in politica estera, riconoscendo le nuove ingiustizie e povertà e combattendo contro di loro, senza guardare in faccia a NESSUNO.

    6) giustizia, correttezza, onestà intellettuale a livelli europei. se stabiliamo che chi ruba è un ladro, poi non si possono difendere i ladri della nostra squadra.

    7) dimostrare (come sta facendo il nostro presidente) che lo stato è al servizio dei cittadini e serve a risolvere i loro problemi, non a crearne di nuovi. start up in 5 minuti, abolizione delle more di pagamento per gli evasori, reddito di cittadinanza, tassare chiesa, partiti e banche, decapitazione della burocrazia, infrastrutture rapide, leggi più severe contro i ricorsi immotivati al tar, sentenze in un anno, signoraggio agli stati e non alla bce, maggiori controlli contro il lavoro nero e schiavile (perché noi italiani siamo una malarazza), verde pubblico, sviluppo vero del solare, eolico, idroelettrico e geotermico, diritti civili, …

    8) desiderare davvero vincere, desiderare davvero che vinca la sinistra. non organizzarsi per essere i secondi indispensabili o evitare di stravincere per poi essere “costretti” ad allearsi con qualcun altro. bisogna desiderare di infierire sull’avversario agonizzante e non concedere niente, nemmeno un secondo di respiro. sarebbe utile, a tal proposito, mettere nella legge elettorale l’obbligo di confronto tv tra tutte le forze candidate, pena l’annullamento delle elezioni.

    ecco i miei 8 punti.

  2. Vedo di lasciare un commento qui, sul tuo blog che leggo regolarmente, perchè su Twitter proprio io e te non ci pigliamo.
    Lascia che ti spieghi prima di tutto chi sono io, che ho votato M5S alle ultime elezioni, che ho sempre votato a sinistra, ma mai PD e che quindi, forse, tanto differente da te non sono.
    Sono commercialista, sono emiliana, vivo e lavoro ai margini e dentro il cratere del terremoto dello scorso anno.
    Sono disgustata dalle politiche economiche e fiscali degli ultimi anni, di come la politica ha affidato alle banche la gestione della crisi, che continuano ad arricchirsi in spregio a qualsiasi senso etico, di come i cattivi amministratori della cosa pubblica ne escono sempre puliti, di come chi viola la legge, in quanto politico, rimane impunito, di come i politici continuano a fare la bella vita in una amministrazione che accetta e giustifica gli sprechi e la corruzione, di come di tutto questo siano sempre i cittadini a pagare. Basta!
    Non è egoismo, non è irresponsabilità, non è menefreghismo. Io non ho votato M5S per vederlo poi governare con chi si è sporcato le mani, al pari degli altri, ed ha portato il Paese sull’orlo del default, agli stessi livelli della Grecia.
    Sono emiliana Elfo, sai cosa vuol dire? che qui abbiamo toccato e tocchiamo ogni giorno con mano di quale pasta sono fatti veramente gli amministratori del PD. Amministratori che hanno lasciato sola un’intera comunità colpita dal sisma. Amministratori che sanno fare miracoli economici solo per chi versa sostanziosi contributi al partito.
    Basta, non ci credo più.
    Non bastano pochi punti programmatici, peraltro generici, peraltro confusi per convincermi che Grillo è un irresponsabile a non appoggiare un governo PD. Sono idee e concetti distanti, difficili da conciliare.
    Grillo sfida i partiti a predisporre riforme incisive su legge elettorale, finanziamento pubblico ai partiti, conflitto di interesse, reddito di cittadinanza e sprechi della pubblica amministrazione. Che abbiano il coraggio di farlo e si potrà ripartire. Non per avere l’approvazione del M5S ma per riavere il voto di tanti che come me hanno perso ogni fiducia nei politici.
    Finora risposte concrete non ce ne sono state da parte del PD e allora che responsabilità ha il M5S circa il mancato governo?
    Perchè il PD non attribuisce un po’ di colpe anche al PdL, invece di accanirsi solo contro Grillo?
    Ma, ripeto, quello che ho voluto fare qui è solo esprimere il mio punto di vista. Per dimostrarti ciò che in 140 caratteri non sono riuscita a fare. Che non tutti quelli che hanno votato M5S si rifiutano di sentire ragioni e non sanno spiegare le loro.
    Grazie per lo spazio e per il tempo.
    Un abbraccio di pace. Luci. :)

  3. Cara Luci69,
    è un peccato che la storia non faccia mai parte del dichiarato bagaglio culturale! la storia, se conosciuta, insegna a non commettere di nuovo gli errori che abbiamo commesso in passato. Sarebbe meglio studiare un po di piu Voltaire e ascoltare meno le fesserie del sig. Grillo e co.
    saluti

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