Le frasi più belle che abbia mai sentito

Così, in ordine sparso…

“Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro permesso” Eleonor Roosevelt.
“Ama e fa ciò che vuoi” Sant’Agostino (peccato che non l’abbia messa in pratica…)
“Ognuno trova ciò che deve amare e lo ama. Qualsiasi sia la cosa che amiamo, è ciò che noi siamo” David Leavitt, La lingua perduta delle gru.
“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. E non sono sicuro della prima” Albert Einstein.
“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” Gandhi.
“Sii felice, è la migliore vendetta” detta dalla mia amica Chanel, quando meditavo feroci persecuzioni…
“Se lei vestito così può accedere al regno dei cieli, io non ho di cosa preoccuparmi” la mia amica Stephanie, a un testimone di Geova che l’aveva braccata in metro.
“Una diva distrutta non vuole una ragione, ma solo un valium e un martini”il mio amico Alessandro, parlando di me.
“Io sono io. E voi non siete un cazzo” da Il marchese del Grillo, pronunciata da un indimenticabile Alberto Sordi.
“Lei è un cretino, si informi” Totò.
“Onorevole Prestigiacomo, capisco che sono argomenti difficili, ma vedrà che con un minimo di applicazione li capirà anche lei” Massimo D’Alema, che io lo odio, ma questa fu geniale.
“Una è più autentica quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa” Agrado, in Tutto su mia madre.
“Non è un matrimonio gay, è un matrimonio. Non è una coppia gay, è una coppia” Pink.

Il resto potete leggerlo su Twitter, seguendo l’hashtag #lefrasipiùbellecheabbiamaisentito.

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I saggi di Napolitano? Merito anche del M5S e Grillo

Vogliamo parlare dei saggi nominati da Napolitano per portare l’Italia fuori dalla crisi istituzionale di queste ultime settimane? Vediamone alcuni.

Mario Mauro, ciellino, ex berlusconiano, neo-montiano.
Gaetano Quagliarello, berlusconiano di ferro, gridò “ASSASSINI” dopo il no di Napolitano al decreto Salva Eluana. Sempre questo gentile e posato signore ha decretato, col suo voto in parlamento, che Ruby Rubacuori è nipote di Mubarak.
Luciano Violante, in quota Pd, quello dei ragazzi di Salò che lottarono per un ideale, un po’ come i nazisti ammazzarano milioni di ebrei per le stesse identiche ragioni.
Giancarlo Giorgetti è uno dei massimi fautori politici della famigerata legge 40. Oltre a essere espressione di un partito omofobo e razzista, quale la Lega Nord.

Tutti gli altri sono bocconiani, figli di stirpi aristocratiche, rappresentanti di quel sistema di potere sempre più distaccato dai bisogni della società italiana media, quella che la crisi la vive quotidianamente sulla sua pelle.

A volere questi signori, tutti maschi, tutti almeno cinquantenni, un presidente della Repubblica figlio di un apparato veterocomunista che non riesce ad andare oltre una politica vista come espressione (sessita, per altro) dei gruppi di potere che ci hanno portato a questo punto. La cosa veramente tragironica sta nel fatto che il M5S appare possibilista nei confronti di queste liste di saggi: tutto questo casino per esautorare il parlamento dei suoi poteri sovrani e affidare la gestione della cosa pubblica a un drappello di nominati. Nominati che, a differenza di quelli che siedono in Camera e Senato, non sono nemmeno passati dal vaglio delle urne.

Adesso, è evidente che questa classe politica è così autoreferenziale che non riesce a guardare oltre se stessa e questi nomi lo dimostrano egregiamente.
Ma sarebbe ingeneroso nei confronti della verità negare che Grillo e il suo MoVimento hanno fatto davvero un grande servizio alla democrazia: negandola.

Andiamo a litigare col parroco…

Riporto dal sito dell’UAAR:

Lo sbattezzo, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa. Se da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale, per il diritto penale della Chiesa, applicabile a tutti i battezzati, rappresenta invece un «delitto» (Codice di diritto canonico, can. 1041).

Quindi se ho ben capito, se non mi dichiaro cattolico sono peggiore dei pedofili che questi signori nascondono nelle loro chiese.

Per questa ragione durante il 24 dicembre, proprio in occasione del Natale, decisi di regalarmi la cancellazione dai registri parrocchiali, sia perché lo dovevo a me stesso e all’alta considerazione che ho di me in quanto cittadino onesto e laico, sia perché non posso più permettere a questi signori di battere cassa allo Stato italiano, in un momento di crisi come questo, in virtù del fatto che mi considerano un loro credente, con quella truffa chiamata otto per mille.

Ebbene, a distanza tre mesi e oltre, non ho ancora ricevuto nessuna notifica da parte di questi gentili signori che per legge sono obbligati a trasmettermi, attraverso raccomandata, l’avvenuta cancellazione dagli elenchi della parrocchia.

Vorrà dire che per Pasqua, dentro l’uovo, troverò una bella lite (con tanto di denuncia penale da parte mia) col parroco della chiesa in cui sono stato battezzato.

E tanti auguri!

L’incantevole Crimi e il MoVimento 5 Sberle

Visto che gli piace tanto storpiare i nomi, facciamolo anche con loro, per par condicio.

A cominciare dal partito, che per me da ora in poi sarà il “MoVimento 5olo Sberle” (o MoVimento 5 Sberle), visto che oltre l’insulto, l’arroganza, l’intransigenza, la superbia e l’analfabetismo politico non sanno proprio andare.

Riguardo agli eletti, poi, a cominciare dal capogruppo al Senato.

Da oggi lo chiamerò l'”incantevole Crimi”.
Perché si trasforma a comando.
Solo che la bacchetta magica la usa Beppe Grillo…

E adesso mi aspetto orde di manganellatori da mouse simpatizzanti per Casaleggio, Grillo e quella pattuglia di marionette mandate in parlamento a dire “tutti a casa”. Come hanno fatto con Fiorello. E poi, magari, diciamo fascisti (solo) a quelli del PdL…

P.S.: riguardo alla foto, le stelle ci sono già, e non sono solo cinque. La chioma è quella di Casaleggio.

Boldrini, folgorata sulla via della Conciliazione

La mia amica Clara Comelli, attivista di Certi Diritti, mi ha recentemente fatto presente queste parole, prelevate direttamente dal profilo Facebook di Laura Boldrini e da lei personalmente scritte:

“Custodire” è l’unico modo oggi credibile per esercitare il potere. E’ stato emozionante ascoltare questa mattina in piazza San Pietro le parole di Papa Francesco; la sua insistenza sulla necessità di custodire la vita, la bellezza del creato, i più fragili, coloro che vivono ai margini; la sua capacità di toccare il cuore di credenti e non credenti. Parole che il Papa ha rivolto con particolare forza a chi di noi si trova ad esercitare ruoli di responsabilità pubblica, e che oggi ancor di più deve concepire se stesso come “custode” della comunità alla quale presiede e dei beni che si trova ad amministrare. Assieme alla profonda condivisione dei contenuti del messaggio di Papa Francesco, esprimo la speranza che egli voglia presto venire alla Camera dei Deputati. Sarà un grande onore poter ascoltare il suo messaggio in quella che vogliamo sia sempre più la “casa della buona politica”.

Premetto subito che mi piace il profilo istituzionale della nuova presidente della Camera, arrivata alla terza carica dello Stato per i suoi meriti nell’associazionismo e per l’impegno civile.

E ammetto anche che trovo legittimo che una sensibilità religiosa possa trovar spazio nella dimensione umana di un individuo, per ragioni e fatti che magari possono sfuggire a un non credente ma che, in quanto espressioni della libertà umana, devono comunque essere rispettate.

Detto questo, credo che la dichiarazione di Boldrini sia del tutto fuori luogo, per una semplice ragione: non sono le parole di un rappresentante delle istituzioni di fronte a tutta la società che rappresenta, bensì si rifanno a una sola parte di quella società: quella più confessionale, legata a valori e stili di vita che, qualora imposti, sarebbero lesivi della libertà di ognuno/a di noi.

Nessuno nega a un cattolico di stile binettiano di infliggersi pene gratuite. E sappiamo fin troppo bene quanto spazio hanno oggi i credenti alla Bindi, Casini, Giovanardi, Buttiglione, ben noti per le loro posizioni discriminatorie contro le persone LGBT, tanto per ricordare gli unici fatti per cui passeranno alla storia.

Ebbene, poiché tale pensiero è ampiamente rappresentato sui media e nelle istituzioni, l’auspicio boldriniano sulla “custodia” doveva essere, per forza di cose, confezionato secondo i dettami di una più genuina laicità. La laicità, a ben vedere, è il DNA della nostra democrazia in cui tutti possono (o potrebbero) realizzare se stessi e l’idea che hanno del proprio io. Come si coniuga tale libertà in quelle parole che si rifanno, a loro volta, alla visione clericale e confessionale della vita?

Come pensa Boldrini, folgorata anche lei sulla via della Conciliazione, di garantire la piena libertà per i non credenti, per i rappresentanti delle altre religioni, per chi, pur dichiarandosi “cattolico” vive una condotta sicuramente legittima e onesta, ma al di fuori del messaggio di santa romana chiesa cattolica?

Credo anch’io che “custodire la vita, la bellezza del creato, i più fragili, coloro che vivono ai margini” siano delle priorità, ma tali urgenze dovrebbero trovare spontaneamente luogo non solo nella politica tout court, ma in particolar modo nelle politiche della sinistra alla quale Boldrini appartiene a pieno titolo. Ma sposare la dottrina cattolica sull’esistenza non solo non garantisce quella “custodia”, ma molto spesso sortisce l’effetto contrario: stiamo pur sempre parlando di un’organizzazione che pratica la discriminazione del sesso femminile, che non tutela l’infanzia a dovere, proteggendo invece quei sacerdoti che si macchiano di crimini contro i minori (a cominciare dagli abusi sessuali), che non rispetta la fragilità di situazioni di disagio, a cominciare dall’omofobia ben nutrita da quelle stesse gerarchie e da quel papa che la presidente della Camera loda come nuovo salvatore della patria.

Ebbene egregia e gentile presidente, credo che le sue parole siano offensive per il concetto di rappresentanza, perché lei ha dimenticato, volutamente o meno, tutti quei settori della società che ancora oggi scontano le angherie della chiesa o che più semplicemente non si riconoscono in essa. E credo che lei si sia mostrata inadeguata per il ruolo istituzionale che ricopre, accorrendo come suddita e non come cittadina di un paese libero, alla corte di un monarca assoluto adottandone acriticamente il pensiero.

Speriamo solo sia uno scivolone momentaneo e che il senno che ci si aspetterebbe da un politico serio ritorni al più presto nelle corde più consone al ruolo che ricopre. Non fa parte di un fan club o di un gruppetto di coccinelle. Lei rappresenta una parte fondamentale della nostra democrazia e la democrazia è tale non quando abbraccia appetiti, mode e furori della maggioranza, bensì quando fa attenzione – proprio con quel sentimento di protezione da lei tanto apprezzato – alle necessità di tutti e di tutte, a cominciare proprio dalle minoranze.

Grillo? Uno dei problemi del paese

Paese strano, il nostro: si toglie uno bravo dalle istituzioni per aver detto “troie”. Mentre la prostituzione politica rimane ben salda al suo posto.

Siamo pure un paese in cui non si può dire “troie”, ma si fa passare l’idea che l’omofobia sia una forma di libertà di pensiero.

Nel mondo, intanto, si fanno: il matrimonio egualitario, le politiche anti-crisi, i progetti per le energie pulite e rinnovabili, ecc. In Italia si va in chiesa, si ruba e si vota M5S.

A tal proposito: siamo di fronte a un’occasione storica. Abbiamo un parlamento profondamente rinnovato, con quelle forze che sono le principali responsabili del declino attuale – e alludo al PdL e Lega – ai minimi storici in quanto a presenze tra Camera e Senato. Dall’altra parte abbiamo un partito – il Pd – che ha non poche pecche da farsi perdonare, ma che grazie anche all’azione dei grillini sta dando prova di un tentativo di profondo cambiamento interno e politico. Il M5S, in altre parole, avrebbe l’opportunità di direzionare l’azione di un governo di centro-sinistra con un appoggio esterno determinante. E si potrebbero fare, in comune accordo con Pd e SEL, nuove politiche sul lavoro, sui diritti, sull’ambiente e le riforme necessarie in termini di gestione dello Stato, giustizia e legge elettorale.

Avrebbero, centro-sinistra e M5S tutto l’interesse di dimostrare al paese che una diversità c’è rispetto al berlusconismo fino ad ora dilagante in questo paese. E invece Grillo e i suoi supporter più ciechi si ostinano a voler bruciare quest’occasione unica, che forse non si ripresenterà in Italia.

Con il rischio duplice.

Il primo: se si andasse a votare, da qui a pochi mesi, potrebbe benissimo vincere di nuovo la destra e credo che non possiamo più permetterci un governo di forze politiche che hanno determinato fenomeni quali il bunga bunga e via discorrendo.

Il secondo: riportare, in caso di governo di larghe intese, quelle forze responsabili del declino di nuovo nella stanza dei bottoni.

L’intransigenza di Grillo e associati può solo produrre queste due alternative. A che pro? Per calcoli elettorali? Ma così si anteporrebbe il proprio tornaconto al bene di tutti e di tutte. Il vizio della “vecchia” classe politica, a ben vedere. E loro, i grillini, non avevano detto di essere “diversi”? Al momento tutto lascerebbe pensare l’esatto opposto. E invece avremmo bisogno, tutti/e indistintamente, di scelte coraggiose e di un nuovo corso per la nostra disgraziata democrazia. Grillo non lo capisce o non vuole capirlo e questa tornata di consultazioni lo dimostra sempre di più. E per queste ragioni credo che sia, insieme al suo movimento e arrivati a questo punto, non una soluzione ma parte integrante dei problemi che affliggono il nostro paese.

Sotto casa, Max Gazzè

Non chiedo mica un regno intero,
dico io…
sono un indegno messaggero
e cerco Dio
in chi vendette onore per denaro
e ora nel cuore mette un muro!

Non sono credente, si sa… ma questa canzone mi riappacifica con molte cose che non riesco a comprendere fino in fondo.

O forse mi piace perché qualcuno dice di me che nel mio cuore ho messo un muro. Chissà.

Oggi su Gay’ Anatomy: “Al Quirinale voglio…”

In questi giorni convulsi, in cui non si vede uno spiraglio certo per la sorte del governo Bersani, destinato a navigare a vista nei tempestosi mari del Senato, la più alta carica dello Stato fa gola a molti, a cominciare da quel Berlusconi che già grida al golpe, perché secondo la sua lettura della Costituzione non sarebbe possibile una tripletta tutta a “sinistra”, insieme alla presidenza delle due camere già assegnate a Grasso e Boldrini.

Ignora, re Silvio, che ci sono diversi precedenti che assegnano alla maggioranza di governo non solo Montecitorio e Palazzo Madama, ma anche il Quirinale. Sarebbe il caso che qualcuno glielo ricordasse. Anche perché sarebbe gioco facile, per il PdL, sostenere adesso il Pd, ottenere la presidenza della Repubblica, ribaltare il tavolo, tornare a votare e fare l’en plain, tra esecutivo e altri palazzi, una volta tornati al governo. Per non parlare del fatto che un presidente in quota PdL farebbe passare qualsivoglia “porcata” di un futuro governo berlusconiano. E, in caso di governo Bersani, rallentare la sua azione con continui rimandi alle camere.

In questo quadro così complesso, perché scegliere Emma Bonino come futuro presidente della Repubblica? Scoprilo su Gay’s Anatomy.

Alcune semplici cose da sapere sulle terapie riparative

terapie reparative: un bluff criminale

Ogni tanto il mio blog viene preso di mira dal troll di turno o dalla casalinga disperata che ne fanno uno strumento per pubblicizzare siti e canali in cui si parla di “miracolose” guarigioni dall’omosessualità. Cose del genere possono capitare e manifestano la disonestà intellettuale di personaggi, anche abbastanza lugubri, che hanno bisogno dei siti degli altri per fare la loro disinformazione.

Lascerei anche correre. Basta sentire cosa hanno da dire certi santoni delle teorie riparative per capire che ci troviamo di fronte a veri e propri ciarlatani. Allora, per fare chiarezza e perché ragazzi il cui orientamento sessuale è in fase di costruzione e non vengano abbindolati da fantasiose possibilità di cura, vediamo perché queste terapie non hanno ragion d’essere:

1. è vero che Freud fu il primo a dare una visione medicalizzata dell’omosessualità, per lui legata a un mancato sviluppo psichico dell’individuo. Ma fu pure il primo a dire che non era necessario curare i gay: «l’omosessualità di sicuro non è vantaggiosa ma non c’è niente di cui vergognarsi, nessun vizio, nessuna depravazione, non può essere classificata come una malattia»;

2. la psicologia, dopo Freud, ha fatto numerosi passi in avanti sullo studio dell’omosessualità che è stata dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una variante naturale della sessualità umana. Un po’ come nascere mancini o coi capelli rossi, a ben vedere. Avete mai provato a “guarire” un mancino? O un “roscio”? Sarebbe come scambiare un parrucchiere per un medico e una tintura per un farmaco…;

3. i fautori delle terapie riparative sono tutti, non si è ancora capito bene perché, ferventi cristiani. Le cure da loro proposte si basano sull’autoconvincimento e sulla preghiera. Adesso, a parte il fatto che dovrebbero spiegarmi a cosa serve pregare per guarire da una qualsivoglia malattia – e ribadiamolo, l’omosessualità non lo è – ma se partiamo da queste premesse, autoconvincendosi di diventare qualsiasi cosa e pregando perché questo avvenga, si potrebbe pure arrivare a credere di essere un carrello della spesa;

4. se fosse possibile cambiare orientamento sessuale, allora sarebbe possibile per molti eterosessuali che lo volessero – sempre attraverso preghiere, riti voodoo e macumbe di sorta – divenire gay o lesbiche;

5. molti “riparatori” sostengono che loro “curano” solo quei gay che non si trovano a loro agio con la loro condizione. Senza magari rendersi conto – o forse sì? – che un gay che non accetta se stesso andrebbe aiutato a capire che si può vivere ogni condizione umana in piena dignità. Non è essere gay che è un disonore, ma è l’omofobia dilagante a rendere infelici migliaia di giovani vite. Forse andrebbe curata l’omofobia;

6. la comunità scientifica italiana e internazionale ha destituito di ogni valore scientifico le teorie riparative. In pratica è come quando hai il mal di denti e invece di andare dal dentista a farti curare, consulti un prete con problemi di relazione col concetto di odontoiatria – il quale ti direbbe, per altro, di convincerti che non hai nessun dente cariato e di pregare affinché il dolore sparisca;

7. mi direte: eppure esistono gli ex gay! Certo, ma bisogna vedere se in precedenza lo erano davvero, omosessuali! Anch’io posso portarvi cento dei miei amici che millantano favolose guarigioni dall’eterosessualità con la preghiera e l’autoipnosi! E poi mai sottovalutare il senso di colpa di chi, per qualche disgrazia avvenuta nella sua vita, addossa le sue sventure al suo esser (stato) gay. Ma così, converrete, saremmo tutti bravi a cambiare orientamento;

8. Giova ripeterlo: gli psicologi, gli psichiatri e gli altri professionisti della salute mentale sono d’accordo nel ritenere che l’omosessualità non è una malattia mentale, né un problema emotivo. Non è una malattia, né fisica né psichica. Più di 35 anni di ricerche scientifiche oggettive e ben progettate hanno dimostrato che l’omosessualità non ha alcuna associazione con disturbi mentali, emotivi o altri problemi sociali.

Per saperne di più, si possono consultare i seguenti siti:

Associazione Psichiatrica Americana (APA)

Ordine degli Psicologi della Lombardia

e soprattutto, diffidare sempre di santoni, estremisti religiosi e sedicenti profeti della “guarigione”, soprattutto se portano nomi di ben più famose marche di salumi.