Oggi su Gay’s Anatomy: “Italia pena comune”

Sulle elezioni di ieri:

I dati parlano chiaro. Le elezioni che dovevano far nascere un’Italia nuova ci hanno restituito la fotografia di una nazione vecchia, nel suo elettorato, nelle sue scelte, nella sua incapacità di crearsi una leadership credibile, autorevole e stabile. Un’Italia arroccata dietro il mito dell’uomo forte, non importa quanto impresentabile. E con una sinistra incapace di parlare al popolo tutto.

Molti errori sono stati fatti negli ultimi mesi e, a dar ragione a Travaglio, a partire da quel tragico novembre del 2011 quando il Partito Democratico non decise di andare subito alle elezioni. Lì avrebbe fatto man bassa di voti con Berlusconi praticamente distrutto nella sua immagine sia umana, sia politica.

E invece: Berlusconi è risorto, Grillo è il vincitore morale e i “grandi” del centro-sinistra si sono autoesiliati in un silenzio che appare colpevole…

Si badi, la mia non è una critica contro il Partito Democratico (la cui coalizione ho votato, dando la mia preferenza per SEL), ma una considerazione su alcune scelte specifiche. Cercherò di parlarne per punti, analizzando sia aspetti contingenti, sia alcune storture di sistema.

Il resto, leggilo su Gay’s Anatomy di oggi.

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