L’ultima volta (o sulle intenzioni di voto)

Il Partito Democratico non lo voto, perché il suo numero due è una persona orrendamente arrogante e omofoba.
Il Movimento 5 Stelle non mi convince ancora.
Rivoluzione Civile ha al suo interno partiti che stanno al progresso come Monti sta a Beyonce.
Scelta Civica non la voto perché si allea con due tra i maggiori responsabili del berlusconismo in Italia. No grazie, quindi.
Il Popolo della Libertà neanche: perché non sono un puttaniere, perché non evado le tasse, perché non credo che con la mafia occorra conviverci e perché mi fanno orrore tutti i suoi alleati. Indistintamente.I Radicali li voterei, per protesta, ma ne riparliamo al prossimo cambio generazionale.

Sceglierò Sinistra Ecologia e Libertà, e la sua coalizione Italia Bene Comune, per i motivi che seguono:
1. è molto probabile che il prossimo governo vedrà Bersani come premier. Dare troppo peso al Pd e lasciare scoperta l’ala sinistra significherebbe dar forza alle sue componenti ultramoderate. E purtroppo il partito dell’ex Ulivo non ha mai brillato per coraggio;
2. garantirò a forze istituzionali la possibilità di fare dei cambiamenti positivi, dando forza a un partito di sinistra;
3. eviterò col mio piccolo e modesto contributo che la Sicilia, regione in bilico, dia una mano – soprattutto al Senato – al ritorno di Berlusconi, cosa che non possiamo davvero più permetterci. Fosse anche per il solo senso della decenza;
4. conosco molti/e militanti e simpatizzanti di SEL e Pd. Ho deciso di dare fiducia alla loro purezza, alla loro freschezza, alla speranza che leggo nei loro occhi, anche se non riesco a condividerla pienamente. Lo faccio (ne cito solo alcuni) per Riccardo, Cristiana, Saverio, Fabio e tutte quelle persone che ho conosciuto e apprezzato in questi anni, qui a Roma e per altri amici/he, sparsi/e un po’ ovunque in Italia.

C’è, tuttavia, un ma.

Si dovrebbe scegliere un partito perché davvero convinti della sua carica innovativa nella scena politica. Io sto invece scegliendo nell’ottica del meno peggio, in nome del “bene comune”. Mi rendo conto che una coalizione siffatta porterà in parlamento anche personaggi che preferirei vedere lavorare onestamente in qualche ufficio o in qualche parrocchia. So che non faranno nulla per i diritti civili. A stento ci daranno una legge contro l’omofobia – e bisogna vedere quanto umiliante – mentre sono quasi certo che nulla verrà fatto per la piena equiparazione tra coppie sposate e coppie di fatto.

Ma quando hai un cancro, e l’Italia ne ha uno bello grosso almeno da vent’anni a questa parte, vai di chemio. Che è veleno. Ecco, sto votando con la stessa logica di chi ha ben poche speranze.

Va da sé, seguendo questo ragionamento forse un po’ macabro, che se pure l’estrema soluzione dovesse fallire, mi riserverò di cambiare radicalmente visione dei fatti e conseguenti scelte elettorali. Non mi si dica più “vota me o sarà peggio”. Sono contrario a ogni forma di accanimento terapeutico.

È l’ultima volta, insomma. Sarò un cittadino “coscienzioso” per l’ultima volta. Nella speranza, ma con molta disillusione, che i rappresentati scelti siano a loro volta dei bravi politici.

Tabacci, giù le mani dai nostri figli

Bruno Tabacci, leader dell’ennesimo partito centrista dello 0,0%, torna sul dibattito dei diritti civili, del matrimonio e delle adozioni con l’unico argomento di cui sono capaci i cattolici di fronte alla complessità umana: il no.

Secondo le agenzie, riportate da Libero, il “leader” centrista avrebbe sentenziato:

Il matrimonio è quello fissato dalla Carta Costituzionale e comunque, soprattutto, non si toccano i bambini. Un conto è che si discuta del figlio naturale di un membro di una coppia gay: in questo caso non c’è dubbio che possa essere dato in affido. Sto parlando dell’adozione di bambini che vengono da altre realtà, da altre comunità o da altre condizioni.

Proviamo a tradurre: un conto è che chi ha già la disgrazia di nascere e/o crescere in una famiglia di pervertiti ci rimanga, un altro discorso va fatto per chi può essere salvato da questa tragedia.

Adesso Tabacci smentisce, sostiene di non aver mai detto “giù le mani dai bambini”, ma sta di fatto che il contenuto delle sue parole è e rimane quello: i gay e le lesbiche non possono crescere (e adottare) i figli (degli altri). Per il compagno del genitore biologico prevede, al massimo, un affido.

Io credo, invece, che veicolare questo tipo di messaggi sia una violenza indicibile verso quei centomila bambini italiani che sono figli di un genitore omosessuale. Tabacci sta lasciando intendere a queste persone che i loro papà o le loro mamme sono dei poco di buono. Forse l’ex senatore dell’UdC, poi ApI, adesso Centro Democratico sarebbe più credibile se rivolgesse, questa volta a chiare lettere, la stessa identica frase a quella chiesa cattolica che è stata e che è il suo attuale sponsor politico. Per le ragioni che conosciamo tutti, purtroppo…

Fino a quel momento, Tabacci tenga lontano le sue mani, attraverso i suoi discorsi omofobi, dai nostri figli. Lo impongono il senso del rispetto, l’umanità e una coscienza che altre culture definirebbero come “cristiana”.