Matrimonio egualitario in Francia: la democrazia attorno al baratro

L’Assemblea Nazionale francese ieri ha votato una legge che ridefinisce il matrimonio come «accordo tra due persone di sesso diverso o del medesimo sesso». È il primo passo di un provvedimento che introduce il matrimonio egualitario in Francia, la quale si allineerà ad altri paesi di aria latina e germanica (Spagna, Portogallo, democrazie nordiche e latino-americane, ecc) sulla piena equiparazione delle coppie, sia quelle eterosessuali sia quelle omosessuali.

Hollande, in altre parole, ha mantenuto la sua promessa. Aveva detto che entro marzo del 2013 si sarebbe avuta la legge. E così è stato.

Indignate le reazioni delle forze del regresso italiane. Per Bagnasco, presidente della CEI, siamo vicini al baratro in Europa. E ha intimato i partiti italiani – ma si potrebbe benissimo di parlare di minacce, viste le elezioni imminenti – di non emulare il caso francese.

Al solito, la chiesa cattolica, incapace di provare amore e di riconoscerlo quando questo trionfa, spaventa le sue pecorelle italiane – e se chiamano “gregge” i loro fedeli, diceva un tempo il blogger Malvino, ci sarà un perché – facendo disinformazione. Basterebbe infatti vedere che laddove il matrimonio egualitario esiste già nessuna distruzione dell’ordine sociale è avvenuto.

Ancora: il matrimonio egualitario rende uguali coppie dello stesso sesso e coppie di sesso diverso. Il diritto si estende, a parità di doveri, praticamente a tutti e a tutte. Con una precisazione: chi non vuole sposarsi, o con un uomo o con una donna, sia egli etero o gay, non lo farà. Non sarà obbligato a farlo. E questo vale anche per tutti i cattolici che non si riconoscono in questo istituto.

In altre parole, il matrimonio egualitario è un allargamento della democrazia. Per Bagnasco allargare la democrazia equivale a cadere nel baratro. La chiesa quindi si dichiara, ancora una volta, nemica della democrazia. Io, invece, sono dell’idea che le garanzie democratiche siano il recinto che ci salvano da quella voragine… I nostri partiti dovrebbero tenerne conto, sotto elezioni soprattutto. Magari emulando proprio l’esempio francese.