Ma è così terribile essere gay?

In una recente dichiarazione Gabriele Albertini, candidato montiano alla regione Lombardia, sottolineava il pericolo da parte di un infante di crescere gay in una coppia di persone dello stesso sesso. Per l’ex sindaco di Milano, e temo che non sia l’unico a pensarlo, crescere tra due omosessuali espone a quello che si profila come vero e proprio pericolo di “contagio”.

Non voglio ricordare l’assurdità di tale timore. E non solo perché non basta l’esposizione a un modello per riprodurlo in modo sterile e acritico. Al momento, la quasi totalità delle persone LGBT sono nate e cresciute in contesti assolutamente eterosessuali per cui l’automatismo di Albertini andrebbe bollato come mera idiozia dettata dall’ignoranza in materia.

Ma, appunto, non è questo che voglio mettere in evidenza. Il fatto stesso di smentire quell’impostazione, e se lo si fa è per amor di precisione, alimenta il circuito dei pensieri omofobi. Dietro quel modo di pensare si nasconde l’idea che nascere o crescere come gay sia, di per sé, una sciagura.

Ma cosa diremmo di fronte a questa frase, così rimodulata: «crescere tra due ebrei espone al rischio che il bambino venga su ebreo»? Verremmo tacciati di antisemitismo. E a ragione, perché crescere come ebrei – e più in generale dentro qual si voglia minoranza – non dovrebbe essere considerato un abominio, a meno di non appartenere a qualche associazione in cui vanno di croci uncinate e fasci littori.

Va dunque rigettata l’intera impostazione del pensiero – per così dire – di cui sopra. Crescere in mezzo a due gay rende a sua volta omosessuali? E allora? Dov’è la tragedia? Questa è la vera unica obiezione che andrebbe opposta di fronte a simili argomentazioni. Con una premessa di base: vedervi una tragedia significherebbe essere persone poco per bene. Qualcuno lo dica ad Albertini.

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9 thoughts on “Ma è così terribile essere gay?

  1. Temo che la ragione sia la solita, ovvero il terrore che l’omosessualità possa spargersi come l’olio, compromettendo l’esistenza stessa della specie. Siamo rimasti al “Diamo figli alla patria”! In barba a tutte le tecniche di fecondazione medicalmente assistita. XD

  2. Se l’omosessualità è una cosa normale, devo presumere che l’eterosessualità, per deduzione logica, dovrebbe essere una cosa anormale ?!

  3. io credo che qualcosa di duro ci sia nell’essere gay, quello di aver da combattere una battaglia in più……personalmente io non lo sono, ma nella mia giovane età, tra poco ne faccio 70, ho avuto un caro amico che lo era, ci siamo conosciuti molto giovani in ambiente di lavoro, e credo di aver maturato per merito suo una coscienza e di essermi documenta in materia, proprio per capire meglio quello che stava patendo in quel periodo di grande ignoranza e approssimazione, oltre ad atteggiamenti estremamente offensivi e denigratori, il peso di non potersi palesare con la famiglia e insomma tante cose che capiamo bene tutti…….Onestamente pensavo che le cose fossero cambiate, ed in parte lo sono, perchè adesso è più facile l’accettazione delle famiglie è più facile conoscere, sempre che lo si voglia, la realtà della natura omosessuale, solo le mentalità retrograde si arroccano su posizioni così ottuse e dementi, le persone un poco più evolute non fanno problemi e anzi la cosa non dovrebbe nemmeno importare, chi se ne frega di con chi una persona gestisce i suoi sentimenti , per tutti etero ed omo sessuali quello che conta è che ci sia condivisione con i partner, quello che deve scandalizzare è chi usa sesso e amore come prigione per l’altra persona…… poi se una famiglia è serena anche i figli crescono sereni e la società, la scuola e nessuno deve ergersi a giudice morale in casa d’altri, magari, in ogni caso, la scuola dovrebbe essere vigile solo a segnali di disagio veri….io ho avuto una famiglia regolare e vi assicuro che non sempre essere maschio e femmina sia certezza di famiglia equilibrata, solo dopo tempo ho capito che una scuola più attenta avrebbe potuto aiutarmi, ma erano altri tempi…o no !? saluti

  4. Probabilmente conta anche la confusione tra omosessualità e pedofilia. In quel “cresceranno gay” forse c’è un sottinteso: “perché verranno coinvolti in qualche modo nelle attività sessuali dei genitori”.
    Comunque per l’ennesima volta ecco una prova del decoro e della compostezza dei montiani…

  5. x serafino fazioli, non capisco, normale e anormale non esiste, esiste solo essere come natura ti ha creato, ogni persona nasce con delle caratteristiche e quelle sono, sarebbe come dire che i bianchi sono la normalità e gli altri colori di pelle delle anomalie…..
    x pier se c’è ancora chi confonde la pedofilia con l’omosessualità oltre a essere indecorosi e scomposti sono anche molto ignoranti, forse sbagliano pedofilia con pederastia…..dimostrando ancora una volta la loro ignoranza e malafede…

  6. io la precisazione che tutti i gay sono cresciuti in famiglie etero la faccio sempre ma solo per amore di verità non certo perchè penso che sia “sbagliato” essere gay, ma certe cavolate vanno smentite perchè non stanno in piedi.

  7. Come si fa a domandarsi quale categoria è normale e quale no?
    Una persona che sceglie di incamerarsi in una precisa categoria si presta particolarmente a rendersi schiava. Ogni definizione che diamo di noi ci pone dei limiti: il nostro vantaggio di esseri senzienti e razionali è quello, irrinunciabile a parer mio, di poter scegliere di creare la nostra identità dentro confini modellabili, che adattiamo a noi stessi.
    Ecco perché le grandi convinzioni di massa fanno danni, perché all’interno di esse ci si riconosce tutti come “un po’ troppo uguali”, se capite cosa intendo, e i parametri dell’appartenenza ad un credo religioso o ad una nazionalità, creati per convenzione, diventano non più espressione libera di sè, ma catene indissolubili e spesso invisibili. Catene che sono perfetti strumenti di controllo “bianco”, che servono a scopi che si credono/fingono buoni e comuni a tutti.
    Una persona che divide gli esseri umani in buoni e cattivi, in normali e non normali e così via, non solo inizia il pericoloso procedimento mentale nel quale alcune persone non vengono davvero riconosciute come persone, come tuoi simili, la più grande delle sciagure che puoi abbattere su qualcuno, ma fa di più: una persona che sceglie di dividere gli esseri umani in normali e non normali, SCEGLIE di essere schiavo.

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