Cassazione e coppie gay: un piccolo trionfo

Cerchiamo di dire le cose come stanno. La Cassazione non ha affatto aperto alle adozioni per le coppie gay e lesbiche. Il discorso semmai è un altro: non esistono prove che un bambino, cresciuto in una coppia omogenitoriale, venga su male o peggio rispetto a una coppia eterosessuale. Sostenere il contrario, quindi, è puro e semplice pregiudizio.

La Corte, ieri, ha semplicemente espresso questo principio. Non è il raggiungimento di un obiettivo legislativo, siamo d’accordo. Eppure è una sentenza estremamente positiva. Per almeno tre buone ragioni.

1. Ribadisce la sentenza 138 del 2010, ovvero che il riconoscimento delle coppie di fatto, soprattutto quelle omosessuali, non collide con la Costituzione. Il pronunciamento di ieri ha bocciato il ricorso di un padre che chiedeva l’affidamento del figlio perché la madre ed ex compagna è andata a vivere con una donna. L’uomo ha cercato di far valere proprio l’articolo 29 della Costituzione. Il ricorso è stato rigettato con la motivazione che non è  «…dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale». I giudici, quindi, prendono atto delle trasformazioni sociali del nostro paese e ridefiniscono il concetto di “famiglia”, aprendolo alle coppie gay e lesbiche.

2. La Cassazione fa presente che non esistono studi scientifici – anzi, aggiungo io, l’APA, l’Associazione di Psichiatria Americana dimostra proprio il contrario – che dimostrino l’incapacità delle coppie omogenitoriali di essere meno idonee alla crescita e all’allevamento dei bambini. Che ne pensino Giovanardi, il Moige, Gasparri, la CEI e qualsiasi altra scheggia impazzita di medio evo, la verità è un’altra. E cioè: un bambino, per crescere bene, ha bisogno di amore, affetto e rispetto.

3. La sentenza pone di nuovo al centro dell’agenda politica la questione omosessuale italiana, partendo proprio dai diritti relativi alla genitorialità. E lì cadranno molte maschere, da Bersani e Vendola in giù. Alcuni esponenti parlamentari hanno addirittura lamentato un’invasione di campo da parte dei giudici. Siamo alle solite fanfare del berlusconismo. E il problema in questo paese non sono i giudici che rendono giustizia, ma la politica che non fa il suo lavoro.

La sentenza di ieri, in altre parole, ha messo ha nudo ben due realtà e ovvero: la società italiana è molto più moderna della classe politica che pretende di rappresentarla, da una parte; dall’altra, i nostri partiti – almeno quelli di centro-sinistra – dovrebbero scegliere da che parte stare. Se dalla parte di Gasparri e del Moige o dalla parte di chi fa di tutto per crescere bene i propri figli, nel segno dell’amore, dell’affetto e del rispetto.

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5 thoughts on “Cassazione e coppie gay: un piccolo trionfo

  1. Le sentenze stanno proclamando dei principi che sono in pieno accordo con la costituzione, anche se, per fare un esempio, nel fatidico art 29 nessuno parla di matrimonio tra uomini e uomini, donne e donne, donne e uomini. Le carte vanno sempre contestualizzate rispetto ai tempi. Questo lo sa chiunque abbia un po’ di sale in zucca, pure se non ha una laurea in legge alla Luiss. è la politica ad essere del tutto decontestualizzata. E allora c’è gente (la Bindi in pole position) che le interpreta ad minchiam per giustificare la propria timidezza in tema di diritti.
    Un’ultima cosa, l’Italia è un paese sui generis, lo sappiamo, allora mi chiedo: le strategie del movimento gay non dovrebbero tener conto di ciò? Non dovremmo provare a interrogarci su quali possano essere le strategie migliori per portare avanti alcune tematiche in un Paese in cui se non imbarchi milioni di partitelli, anche estremamente tradizionalisti (più che tradizionali) non governi il paese manco pe gnente?

  2. Vendola e Bersani da che parte stanno? E noi da che parte stiamo? Quali compromessi siamo disposti ad accettare personalmente? E quali compromessi siamo disposti ad accettare da chi si erge a nostro rappresentante prima di eventualmente dirgli/le che non ci rappresenta affatto?

  3. Qui non e’ inerente al discorso pero’ lo scrivo lo stesso

    Ho letto stamattina da qualche parte…
    “E se può accadere di nascere con un solo genitore, si tratta di «situazioni drammatiche”
    Puo’ essere anche una scelta no?
    Uno puo’ crescere anche con un solo adulto vero?
    Il mondo e’ pieno di ragaze madri e di ragazzi padri

    D’altro canto

    Allora vuol dire che un bambino non puo’ essere cresciuto da due zie, due zii, due suore, due preti… due amici

    Potrebbe essere anche un non consanguineo no?

    Puo’ crescere anche con ben due adulti no?

    E che ti importa se sono dello stesso sesso?

    Importanti che siano adulti…

    Ci sono coppie di eterosessuali che mettono al mondo un bambino per sbaglio o per gioco… Genitori che sono a loro volta dei NON adulti… anche se sono maggiorenni. la maturita’ non e’ un fatto anagrafico per la natura…
    In quei casi la chiesa come si regola?

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