Gennaio

Il cielo, con un accento primaverile, affacciato alla mia finestra. E gli angoli sparuti di verde, al di là della grata.
La musica in sottofondo, dalla radio, in perfetta fusione con la luce e la temperatura ancora incerta.
Le pieghe del piumone, sul letto: onde di cotone, nel mare della mia inquietudine.
Il ricordo di chi c’era.
Il pensiero per chi potrebbe esserci.
Il profumo del bucato. E quello di shampoo, mentre Frenky lava i capelli, adesso, di là.
La nostalgia dei ricordi. Sempre.
Tutte le parole. Tutte.
E anche le sbavature dell’inchiostro.
Gli errori e il loro peso sul presente (ma stiamo lavorando anche su questo).
Capire di aver imparato a volersi bene. E non era scontato. Per niente.
Il desiderio di correre per la campagna, e gridare.
Cantare sottovoce.
Il maglione nuovo, morbido e rassicurante.
E il peso sulla bilancia, che non suona più come un atto di accusa.
La brezza, intanto, sussurra ogni cosa.
Sentirsi accarezzati dalle potenzialità. Con un po’ di paura dell’ennesima bolla di sapone.
Eppure, sapere di avere in mano la tua vita. In un modo o nell’altro.

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