La chiesa, l’omofobia, la politica italiana e l’idiozia dell’insieme

Credo sia abbastanza inutile che vi dica quanto non mi abbia sorpreso l’ultima sortita di Joseph Ratzinger sui matrimoni egualitari. Non mi stupisce per almeno tre ordini di ragioni:

1. la chiesa è omofoba, per cui quell’affermazione per cui il matrimonio tra due uomini e tra due donne è contro la pacifica convivenza degli esseri umani rientra in una coerenza interna di chi, prima, aveva bisogno di odiare ebrei, di schiavizzare neri, di stringere alleanze con le dittature, ecc, e adesso non può rinunciare all’ultimo nemico interno, rappresentato dai gay;
2. la Francia sta operando affinché si abbia una legislazione sul matrimonio egualitario in tempi relativamente brevi e anche il Regno Unito si muove in quella direzione;
3. in Italia tra pochi mesi, verosimilmente a febbraio, ci saranno le elezioni legislative e la chiesa sta già mandando segnali chiarissimi ai partiti su come comportarsi in merito alla questione omosessuale.

Certo, l’affermazione è goffa, oserei dire ai limiti del sospetto della demenza senile per chi l’ha pronunciata – se un vecchietto qualsiasi dicesse una cosa analoga ai danni di qualsivoglia minoranza verrebbe, nel migliore dei casi, compatito – e possiamo giurare che, proprio per chi l’ha proferita, tale scempiaggine verrà accolta entusiasticamente dalla nostra classe politica, la più derelitta d’Europa (basti guardare al silenzio del Pd e lo sconcerto della destra per le critiche scaturite, soprattutto su Twitter, contro il papa).

Di buono c’è, appunto, la reazione della comunità, non solo LGBT. Una protesta trasversale ha attraversato i social network, coprendo di ridicolo un’istituzione – e di conseguenza i suoi scagnozzi, si chiamino essi Bersani, Casini o Alfano (o chi per lui) – sempre più sola nella lettura che riesce a dare della società. Una lettura, nel migliore dei casi, folle. Più realisticamente, criminale. Il papa ha implicitamente incitato all’odio verso un’intera categoria di persone che hanno l’unica colpa di volersi amare, nella piena dignità giuridica.

Segnalo, a tal proposito, due materiali ripresi dal web. Il primo, un montaggio curato dall’associazione radicale Certi Diritti:

kato

la didascalia recita: «sopra la foto di David Kato Kisule, attivista lgbt e iscritto di Certi Diritti, al congresso dell’associazione il 26 dicembre 2010. Un mese dopo David è stato ammazzato a Kampala.
Sotto la foto dell’incontro di ieri in cui il papa ha benedetto la speaker del Parlamento ugandese, Rebecca Kadaga, che ha promesso ai fondamentalisti una legge antigay come “regalo di natale”.

Il secondo, un manifesto del gruppo di Condividilove, che l’estate scorsa aveva prodotto un bellissimo video sul matrimonio per tutti/e:

condividilove2

la società italiana, in altre parole, si dimostra molto più europea di una chiesa amica più vicina alle istanze di potenti e pedofili – che a quelle della democrazia – e alle sue metastasi parlamentari più note come PdL, Pd, UdC e partiti minori.

E sia ben chiaro: tra poco si tornerà a votare. Teniamolo bene a mente…

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8 thoughts on “La chiesa, l’omofobia, la politica italiana e l’idiozia dell’insieme

  1. Mi domando se per denunciare la natura criminale di una istituzione come la chiesa cattolica dobbiamo deformare le affermazioni del papa, come se quelle reali non siano altrettanto preoccupanti.

    E non si tratta solo di ristabilire la verità, perchè Ratzinger nel messaggio per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace non ha mai detto che il matrimonio tra due uomini e tra due donne è contro la pacifica convivenza degli esseri umani.

    Basta leggere il messaggio e non fidarsi degli improvvisati esegeti della carta stampata.

    Si tratta di cogliere l’enormità di quanto Benedetto XVI afferma nel messaggio, che travalica le unioni di altro tipo (non usa nemmeno la parola gay e non credo si riferisca solamente a quel tipo di unioni ma anche alle unioni civili etero visto che per la chiesa addirittura il matrimonio civile è un matrimonio irregolare) e attacco aborto, che è legge di stato, e l’eutanasia.
    Un attacco al cuore stesso della democrazia perchè impone la morale cattolica pretendendo sia una morale razionale che pertiene a tutta l’umanità e non derivando da verità di fede ma da verità umana.

    Benedetto XVI tutto è tranne che un vecchietto affetto da demenza senile, ma un abilissimo stratega che discriminare in maniera molto più sottile di tutti i vulgata sbagliati e falsi riportati dalla stampa e sulla rete. Vulgata che fanno il gioco della chiesa dai quali la chiesa può difendersi benissimo dicendo, e purtroppo a ragione, che il messaggio del papa dice altro visto che è così, dice proprio altro!

    A offendere la pace e l’umanità non sono le unioni diverse dal matrimonio ma chi non segue o capisce male questi principi:

    Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.

    Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.

    Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

    Ma fa molto più comodo dire che il papa dice di no ai matrimoni gay e che reputa le persone omosessuali un attentato alla pace, anche se non lo ha detto, perchè distrae dal vero portato totalitarista non di un vecchietto demente ma della più potente organizzazione criminale del pianeta.

  2. Bellissimo intervento, Alessandro Paesano.Concordo così tanto che non ho nulla da aggiungere se non il mio sgomento di fronte all’enormità di ciò che accade… Sembrano davvero cose d’altri tempi cose che qundo le studiavi a scuola tiravi un sospiro di sollievo al pensiero “meno male che non c’ero!” E invece siamo qui, spettatori di tutto questo! Io mi stupisco, mi rammarico, mi angoscio, mi infurio! E forse, tutti quanti, dovremmo infuriarci di più.

  3. scusa Alessandro, ma dall’altra parte del matrimonio come “naturale” realizzazione dell’amore tra uomo e donna, cosa c’è? A volte mi pare che tu intervenga solo più per il gusto di far polemica. Il mio articolo riprende una semplificazione giornalistica, ma il cuore di quell’attacco va proprio – e ti invito a negarlo e a dimostrarmelo – i matrimoni egualitari e i riconoscimenti di altro tipo: a cominciare dalle unioni civili, etero o gay. Poi se il problema è che la comunità sta reagendo, dillo pure. Anche quella è libertà di espressione.

  4. Dall’altra parte c’è una unione di altro tipo che non viene disconosciuta, solo non la si vuole equiparabile al matrimonio. Io intervengo per affermare la verità. E visto che nel messaggio del papa la vulgata dei quotidiani non c’è Guarda che io voglio ristabilire come stanno i fatti. L’attacco è molto più grave e non riguarda solo i froci. Riguarda tutte e tutti. Come ho scritto già nel mi commento.

    Il problema non è che la comunità sta reagendo ma che sta reagendo SOLAMENTE la comunità come fossero in ballo solo i “matrimoni gay” e non tutto il resto.

  5. Che le affermazioni del Papa riguardino tutti e che intacchino la libertà di tutti, sono d’accordo. Che il problema sia che la comunità non stia reagendo, concordo anche su questo. Si dovrebbe protestare di più, molte più persone dovrebbero prendere coscienza del problema e della gravità di certe affermazioni. Sul linguaggio un appunto: che necessità c’è di essere aggressivi? Mi sembra che ci sia un sostanziale accordo… Credo che dovremmo tutti prendere esempio da questa protesta: civile, intelligente, e senza offese gratuite…

  6. io credo che colpevolizzare una minoranza politicizzata solo perché la maggioranza è inerte non sia di utilità pubblica. Nessuno ha voluto vedere cose che non esistono. Tutti/e hanno indistintamente pensato alle unioni gay perché proprio questo bolle (o si annacqua) in pentola, nel futuro politico italiano del post-elezioni. La campagna elettorale sarà roventissima. Armiamoci e colpiamo. Senza lasciare prigionieri.

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