Oggi su Gay’s Anatomy: “Elezioni e questione omosessuale: start!”

«L’ennesima discesa in campo di Berlusconi, al di là del fatto di sembrare l’ultimo colpo di coda del tipico maschio incapace di accettare il suo declino e che si lancia in un’impresa più ridicola che eroica, apre ufficialmente la campagna elettorale e chiude questa legislatura sciagurata e orribile.

La contesa elettorale sarà durissima, i toni si esacerberanno, l’incognita grillina peserà come un macigno e il pericolo che gli italiani si facciano ancora abbindolare da colui che è la causa primaria (di certo non l’unica, ma primaria) del declino di questo paese non è del tutto remoto. In questo quadro difficile e problematico si colloca la campagna per la questione omosessuale. La quale avrà nemici giurati, pronti a far di tutto per spaventare l’elettorato, compiacere i soliti poteri religiosi e creare consenso sulla pelle di milioni di cittadini e di cittadine della gay community.»

Il resto puoi leggerlo, e commentarlo, su Gay’s Anatomy.

Dottore che sintomi ha la felicità?

A volte il calore delle coperte è insufficiente. Per quanto morbido esso possa essere.
Forse la mia scrittura non graffia e a volte mi chiedo che senso abbia.
Tutto questo, intendo.
A volte vorrei lasciare tutto e andarmene altrove. Solo che non puoi scappare in eterno dal lato oscuro di te.
La città, là fuori, è insolitamente fredda e questo può ferire. Come la pioggia sottile e insulta.
Qualcuno ha scritto che nessuno si salva da solo. E invece io credo l’esatto contrario.
Puoi. Salvarti. Solo. Da solo.

Perché solo tu conosci l’unisono fatto di sangue che scorre, dei respiri arrabbiati, del battito ribelle e prigioniero, della parola sempre sfuggente quando magari trovi le sillabe. Come quando ricostruisci il puzzle delle tue emozioni.

Intanto domani è un altro giorno e il sole provvederà a diradare le ombre dell’ora. Di adesso.

«Rabbia stupore la parte l’attore
dottore che sintomi ha la felicità?
Evoluzione il cielo in prigione
questa non è un’esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell’altra metà
lupi in agguato il peggio è passato
forse fa male eppure mi va…»

Jovanotti, Mi fido di te