Per A., stasera, in rosa

Non sappiamo il suo nome. Ma sappiamo almeno tre cose.
Che era gay.
Amava vestirsi in modo appariscente.
Era preso in giro dai compagni di scuola e anche qualche insegnante lo ha ripreso per la sua estrosità.

L’ennesimo caso di omofobia, malattia che colpisce gli eterosessuali ma fa fuori i gay. Per questa ragione, stasera alle 19:30 a Roma ci sarà una fiaccolata di solidarietà che partirà dal Colosseo e finirà al Liceo Cavour, dove il ragazzo andava a scuola.

Mi limito a constatare, prima di lasciarvi al comunicato delle associazioni a seguire, che una scuola che ha non ha evitato tutto questo dovrebbe avviare, al suo interno, una profonda riflessione, tale da coinvolgere dirigenti, insegnanti, alunni e genitori. Perché la scuola dovrebbe essere il luogo dove si forma l’individuo, non dove lo si distrugge.

In tal senso, il Liceo Cavour ha fallito la sua missione. In modo tragico. Adesso A. non metterà più lo smalto alle unghie, e la sua professoressa, la stessa che a quanto pare lo ha ripreso per i suoi comportamenti eccentrici, vivrà in pace con i suoi pudori di genere. Ma chi ci restituisce l’assenza, per altro tragica, di una vita? Bastava essere un po’ più comprensivi. Insegnare non dovrebbe essere solo impartire lezioni di latino e greco, significa dare visioni del mondo.

In quella scuola ha prevalso una visione “italiana” della realtà, basata ancora sulla risatina e sulle barzellette sui froci, sui no vaticani, sempre accolti dalla nostra classe politica tutta, a provvedimenti basilari di civiltà.

A fare le spese di tutto questo e del conseguente fallimento della missione scolastica del Cavour è stato un ragazzo che si è tolto la vita. Come faranno a guardarsi allo specchio docenti, allievi e famiglie, da oggi in poi, sarà complicato immaginarlo.

Ci vediamo stasera, al Colosseo. Alle 19:30. In rosa. Era il colore che piaceva ad A.

A., un quindicenne romano, si è tolto la vita per omofobia.
Vessato dai compagni da più di un anno, rimproverato da un’insegnante, non ce l’ha fatta più e si è impiccato con una sciarpa, davanti al fratello minore.

Per ricordare A., esprimere vicinanza a chi lo ha amato e rispettato con la sua diversità e il suo invincibile desiderio di autenticità, per non lasciare che il suo gesto passi ancora una volta inosservato e senza conseguenze, Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Queerlab, l’Associazione Radicale Certi Diritti e Luiss Arcobaleno danno appuntamento stasera alle 19.30 per una fiaccolata che partirà da via di San Giovanni in Laterano (Coming Out) per arrivare al Liceo Cavour in Via delle Carine, 1.

L’invito per tutte e tutti è di venire senza bandiere e indossando un capo rosa, il colore tanto amato da A.

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3 thoughts on “Per A., stasera, in rosa

  1. è che si deve capire che nessun modo di vivere la propria identità di genere è sbagliato a prescindere da quanto questo modo sia più o meno diffuso

  2. Concordo con te e Paolo, e mi fa veramente piangere il cuore che cose come questa accadano ancora nel 2012. Che qualcuno non possa essere libero di essere come vuole, di amare chi vuole. E che tutti si sentano in diritto di giudicare e di porre il veto su scelte di vita altrui … assurdo. E terrificante.

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