Legge anti-omofobia e arance per l’UdC

Mentre ieri il mondo diveniva un luogo più salubre per i diritti di cittadinanza delle minoranze, l’Italia decideva di rotolarsi nel fango  del pregiudizio e dell’omofobia respingendo, in Commissione Giustizia, una proposta di legge per estendere ai reati di omofobia e transfobia la legge Mancino.

Attori di questo ennesimo schiaffo alla democrazia, i soliti partiti clericali e criptofascisti che rispondono ai nomi di UdC, Lega Nord e PdL.

È chiaro, e dovrebbe esserlo anche agli amici e alle amiche del Partito democratico, che non ci sono possibilità di mediazione e di rapporti politici con certi discutibili personaggi, che per altro tramano apertamente perché il centro-sinistra non torni a governare il paese.

Credo che sia evidente che l’unico rapporto che il Pd dovrebbe avere con l’UdC di Casini è quello pertinente all’orario di visita dei detenuti carcerari, per portar le arance ai vari deputati che Pierferdinando ha fatto eleggere e che sono finiti o finiranno in prigione.

Lo capissero anche Bersani ed altri eventuali fautori di alleanze coi “moderati” – termine che qui in Italia coincide col concetto di “integralismo religioso” – saremmo un passo in avanti verso il concetto di serietà politica e di dignità umana.