Oggi su Gay’s Anatomy: “Note sul dibattito sulla questione omosessuale in Italia”

«Quando in TV si parla di gay, di diritti, di genitorialità, raramente si affronta il tema avendo come obiettivo quello di fare informazione su di esso, bensì si insiste sulla sua spettacolarizzazione. L’argomento diventa il drappo rosso da agitare davanti il toro della discriminazione. Immancabilmente, infatti, viene dato diritto di parola a chi, dall’alto della propria ignoranza, lascia parlare i propri pregiudizi. Cosa sanno i personaggi del popolo, sia esso di strada o da salotto televisivo, delle questioni sulle quali discettano come filosofi d’altri tempi? Temo niente. E più che un timore personale, è un’evidenza oggettiva.

[…]

Dovremmo esigere, in altre parole, un dibattito serio attorno alla questione omosessuale, rinunciando a dare voce a chi si fa acritico portatore di discriminazione e, di conseguenza, di odio sociale. Sarebbe impensabile se, parlando di quote rosa o di diritti dei bambini, ci fossero “opinionisti” contrari a volere un mondo più accogliente e responsabile nei confronti di donne e minori. Immaginate cosa accadrebbe a chi, in un dibattito sui diritti ai neri, sposasse le cause di organizzazioni palesemente razziste… Con la questione gay si fa ancora.»

Il resto leggilo su Gay’s Anatomy!

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3 thoughts on “Oggi su Gay’s Anatomy: “Note sul dibattito sulla questione omosessuale in Italia”

  1. carissimo Elfobruno, anche io faccio il tuo stesso ragionamento, e vengo tacciato di snobbismo :-(.
    Tuttavia continuo a pensarla allo stello modo. ciao

  2. Tu chiedi un giornalismo che faccia informazione e non che sforna notizie, ti racconto un aneddoto. Una volta ho partecipato ad un dibattito sui cambiamenti climatici moderato da Floris (quello di Ballarò), all’osservazione che il giornalismo dedica poca attenzione a queste tematiche lui disse che a scuola di giornalismo insegnano che la notizia è ciò che si nota e la gente nota meno i cambiamenti climatici dello svuotamento delle proprie tasche, io dissi che se a scuola di giornalismo insegnassero anche che l’informazione è ciò che forma forse avremmo un giornalismo di maggiore qualità. Temo non capì la differenza, e sto parlando di uno che considerano illuminato, figurati cosa sono gli altri.

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