Se fossi io al governo…

Se fossi io al governo semplificherei portando il numero delle regioni a dieci in tutto, e il numero delle province a trentacinque.

Ecco come andrebbero riorganizzate le regioni

  1. Regione Alpina (Val d’Aosta, Piemonte, Liguria): 5 province (di cui 1 autonoma) – capoluogo: Torino
  2. Regione Lombarda: 4 province – capoluogo: Milano
  3. Regione Triveneta (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige): 6 province (di cui 2 autonome) – capoluogo: Venezia
  4. Regione Tosco-Emiliana (Toscana, Emilia-Romagna): 6 province – capoluogo: Bologna
  5. Regione Laziale: 3 province – capoluogo: Roma
  6. Regione Appenninica Settentrionale (Umbria, Marche): 3 province – capoluogo: Ancona
  7. Regione Appenninica Meridionale (Abruzzo, Molise): 2 province – capoluogo: L’Aquila
  8. Regione Campana: 3 province – capoluogo: Napoli
  9. Regione Ionica (Puglia, Basilicata, Calabria): 4 province – capoluogo: Bari
  10. Regione Insulare (Sicilia, Sardegna): 4 province – capoluogo: Palermo

Ed ecco come rifarei le province:

  1. Provincia Torinese (ex provincia di Torino)
  2. Provincia autonoma di Aosta (ex regione Valle d’Aosta)
  3. Provincia dei Laghi occidentali (sede: Novara – ex province di Vercelli, Novara, Biella e Verbania)
  4. Provincia Pedemontana (sede: Alessandria – ex province di Cuneo, Alessandria, Asti)
  5. Provincia Ligure (sede: Genova – ex regione Liguria)
  6. Provincia Milanese (sede: Milano – ex province di Milano, Monza e Brianza)
  7. Provincia dei Laghi orientali (sede: Como – ex province di Como, Sondrio, Lecco, Varese)
  8. Provincia del Po (sede: Pavia – ex province di Pavia, Lodi, Cremona, Mantova)
  9. Provincia dell’Iseo (sede: Brescia – ex province di Bergamo, Brescia)
  10. Provincia Lagunare (sede: Venezia – ex province di Venezia, Treviso, Belluno)
  11. Provincia Euganea (sede: Padova – ex province di Padova, Rovigo, Vicenza, Verona)
  12. Provincia autonoma di Trento (ex provincia di Trento)
  13. Provincia autonoma di Bolzano (ex provincia di Bolzano)
  14. Provincia Friulana (sede: Trieste – ex regione Friuli Venezia Giulia)
  15. Provincia Romagnola (sede: Ravenna – ex province di Ravenna, Rimini, Forlì)
  16. Provincia Emiliana orientale (sede: Bologna – ex province di Bologna, Ferrara e Modena)
  17. Provincia Emiliana occidentale (sede: Parma – ex province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, Massa-Carrara)
  18. Provincia della Val d’Arno (sede: Firenze – ex province di Firenze, Arezzo, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa)
  19. Provincia Tirrenica (sede: Siena – ex province di Grosseto, Livorno, Siena)
  20. Provincia Umbra (sede: Perugia – ex regione Umbria)
  21. Provincia Adriatica (sede: Ancona – ex province di Ancona, Pesaro-Urbino)
  22. Provincia Picena (sede: Macerata – ex province di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo)
  23. Provincia Romana (ex provincia di Roma)
  24. Provincia del Laghi Laziali (sede: Viterbo – ex province di Viterbo e Rieti)
  25. Provincia Pontina (sede: Latina – ex province di Latina e Frosinone)
  26. Provincia Abruzzese (sede: L’Aquila – ex regione Abruzzo)
  27. Provincia Molisana (sede: Campobasso – ex regione Molise)
  28. Provincia Napoletana (ex provincia di Napoli)
  29. Provincia del Volturno (sede: Caserta – ex province di Caserta e Benevento)
  30. Provincia Appenninica Campana (sede: Salerno  – ex province di Salerno e Avellino)
  31. Provincia Pugliese (sede: Bari – ex province di Foggia, Bari, Barletta)
  32. Provincia Salentina (sede: Lecce – ex province di Lecce, Brindisi, Taranto)
  33. Provincia Lucana (sede: Potenza – ex regione Basilicata)
  34. Provincia Calabra (sede: Catanzaro – ex regione Calabria)
  35. Provincia Sicana (sede: Palermo – ex province di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta)
  36. Provincia Etnea (sede: Catania – ex province di Catania, Siracusa, Ragusa, Enna, Messina)
  37. Provincia Campidana (sede: Cagliari – ex province di Cagliari, Carbonia, Medio Campidano, Ogliastra, Oristano)
  38. Provincia Logudorese (sede: Sassari – ex province di Sassari, Nuoro, Olbia)

Per un totale di 10 regioni e 38 province (di cui 3 autonome).

Da qui, procederei per una drastica riduzione dei parlamentari. Trecentottantacinque (385) per la Camera dei Deputati (attraverso una ridistribuzione dei collegi elettorali) e centoquindici (115) per il Senato Federale (per un totale di tre a regione, più uno ripescato dal primo dei non eletti).

Con i soldi risparmiati si potrebbero fare tante cose interessanti, tipo abbassare le tasse, aumentare i fondi per scuola (a cominciare da quelli per acquistare la carta igienica e i registri cartacei) e sanità, rimpolpare le pensioni…

Purtroppo, tuttavia, questo è un post di fantapolitica e io, di conseguenza, non sarò mai al governo. E pazienza!

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8 thoughts on “Se fossi io al governo…

  1. Pingback: Se fossi io al governo…

  2. Toscana e Emilia Romagna unite con capoluogo Bologna non si può proprio leggere.
    Per il resto sarei quasi d’accordo :)

  3. tutti parlano di abolire o ridurre le province. io non sono d’accordo. io abolirei invece i comuni e lascerei solo le province aumentandone il numero per arrivare al sistema delle contee inglesi o dei dipartimenti francesi, con i sindaci, se proprio si vogliono, senza stipendi e ridotti a meri presidenti di quartiere. il problema grosso è comunque il peso incredibile della regione centrale e i tanti dirigenti pubblici a cui bisogna chiedere i vari pareri e autorizzazioni: i conflitti di attribuzione. mi piacerebbe che in ogni provincia ci sia un solo dirigente per i permessi, possibilmente senza conflitti di attribuzione.

  4. non ho capito quali sono poi le 3 province ipotizzate per Umbria e Marche.
    A noi centroitalici non ci si fila mai nessuno, ecco.
    :-)

  5. #Antonella: cavolo! Ecco cosa avevo dimenticato… adesso ho risistemato… :)

    #Fabrizio: io accorperei solo alcuni comuni, mentre lascerei invariati gli altri. Le regioni, per me, dovrebbero avere il ruolo di meri enti coordinatori delle questioni attintenti alle province, ridotte a mini-regioni, ma più efficienti. Il presidente della Regione avrebbe così un gabinetto ridotto, formato dai rappresentanti delle province per singola regione il cui compito sarebbe meramente consultivo. Niente più dirigenze stellari, niente centralismo periferico. Solo territori più forti in un’ottica federale, dove tutto viene giostrato a livello specifico dai comuni, liberi dai vincoli regionali, e a livello più generale dalle province, tramiti tra governo centrale e comuni con un organo consultivo di controllo rappresentato dalle macro-regioni.

  6. beh, visto che parliamo di mega progetti di risistemazione nazionale, secondo me si dovrebbe dare la maggiore autonomia possibile alle regioni (quelle che lo volessero potrebbero unirsi e formare una regione più grande: magari le piccole regioni del centro, magari alcune del sud, magari lo farebbero la valle d’aosta e il piemonte…), ciascuna con il suo governino indipendente, l’amministrazione locale che preferisce, e un solo parlamento centrale con tot rappresentanti per ogni regione le cui decisioni siano vincolanti per i governini locali, e un presidente della repubblica con gli stessi poteri del parlamento. forse, più in grande, lo stesso sistema funzionerebbe per l’europa…
    p.s. i politici e le politiche che abbiamo adesso non sono assolutamente capaci di governare l’intero paese, però magari sarebbero capaci di governare piccole zone. anche la lega nord, secondo me, poteva funzionare come partito locale, finchè si trattava di decidere quanta erba dare alle mucche ecc. i problemi con la lega sono nati quando si è trovata (ce la siamo trovata) a governare l’intero paese. non era capace di affrontare grandi questioni nazionali e internazionali, si è spaventata ed è diventata cattiva e aggressiva. il problema in italia è anche questo, che un partitino locale, o un politicuccio locale, con idee e progetti magari validi in un certo piccolo ambito, finisce per ritrovarsi a governare tutto il paese.

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