L’innocenza dei fanatici

Innocence of Muslims è un film scritto e diretto da Sam Bacile, «un cittadino statunitense che descrive se stesso come ebreo israeliano» si legge su Repubblica on line. E ancora, parlando del trailer, diffuso su Youtube: «Maometto viene dipinto come un personaggio folle, imbroglione e donnaiolo che considera accettabili gli abusi sessuali sui bambini».

Lo scopo di questa pellicola, secondo il suo autore, è quella di aiutare Israele, mettendo alla berlina imperfezioni e contraddizioni della religione musulmana. In un’intervista, Bacile ha dichiarato: «l’Islam è un tumore, punto».

Il risultato di tali posizioni illuministiche è stato quello di aver agitato gli animi dei fanatici religiosi in Egitto e in Libia, dove ieri notte è stato preso d’assalto il consolato americano a Bengasi e dove sono state uccise quattro persone: «Chris Stevens, ambasciatore americano in Libia, Sean Smith, agente dei servizi segreti e due marines».

Non so fino a che punto azioni come queste siano d’aiuto per normalizzare o pacificare un’area dove l’irriducibilità del proprio credo religioso è causa di guerre e tragedie. Perché è sicuramente vero che l’islam avrà mille contraddizioni interne, ma così come è vero per il cristianesimo – ormai ridotto a un fan club di potenti – e così come lo sarà anche per l’ebraismo.

Il dramma reale, al di là delle ulteriori violenze e dei morti, sta nel fatto che si usa la fede come una spada per tagliuzzare il mondo in buoni e cattivi. Pratica molto vecchia, per l’essere umano, ma che dovrebbe averci insegnato, almeno dalle crociate in poi, che le guerre di religione sono tra le più assurde e sanguinose. Proprio perché giocano sull’irrazionale che ognuno di noi si porta dentro.

Immagino già le tifoserie contrapposte, sioniste e anti-israeliane, scaldare i muscoli e armarsi di slogan e retorica – nel migliore dei casi – per arrivare al classico odio contrapposto e irrisolvibile. E immagino l’opinione pubblica, già scandalizzata per la “solita” violenza del mondo arabo.

Vi prego solo di considerare, tuttavia, che il gesto dell’attacco al consolato, che sicuramente è inammissibile e non ha spiegazioni che non siano di natura penale, non va collocato dentro un DNA religioso dell’esser musulmani quanto, semmai, nella stupidità tutta umana di erigere muri in nome di divinità che però, quando evocate, rimangono nel silenzio della loro dubbia esistenza. E noi stessi cristiani, per altro, abbiamo un curriculum di tutto rispetto in fatto di estremismo religioso: si pensi a quanti milioni di donne sono state massacrate e bruciate vive perché “streghe”. E stiamo parlando solo della caccia alle streghe. Poi ci sarebbe tutto il resto…

In questa carrellata di orrore e di errori, la provocazione di Bacile si colloca come l’ennesima follia di cui si poteva benissimo fare a meno. Anche perché, a quanto pare, il film stesso si sta rivelando un flop: proiettato una sola volta a Hollywood, ha registrato un numero di presenze vicino allo zero. E quattro morti, a cui speriamo non se ne aggiungano altri, in Libia. Un vero successo, davvero. Dei fanatismi.

Annunci

6 thoughts on “L’innocenza dei fanatici

  1. Pingback: L’innocenza dei fanatici

  2. Caro Elfo, questa volta non condivido la tua analisi. Per almeno due motivi.
    Il primo è che c’è una evidente sproporzione (almeno per chi non è intossicato dalla religione islamica) tra l'”offesa” e la risposta. Io sono convintamente occidentale e odio la censura in ogni sua forma. Bacile ha secondo me pieno diritto di dire che Mohamed era un personaggio ambiguo e pericoloso, e io di dire che è una stronzata.
    Il secondo è che seguendo il tuo ragionamento Falcone, Borsellino, Saviano sono responsabili della violenza mafiosa. O i partigiani delle rappresaglie dei nazisti: anche loro sapevano come la pensavano i fascisti… Questo è il ricatto della violenza, a cui per quanto difficile e per quanto possiamo, non dobbiamo mai cedere.

    Qui il punto è: com’è possibile che un gruppo di fanatici assassini invasati abbiano ritenuto le loro azioni giuste? Di questo dovremmo parlare, non di Bacile.

  3. la mia critica non è su chi attacca l’islam o lo critica – io non riesco a rapportarmi serenamente con le religioni monoteiste in generale, nel loro più intimo DNA, le reputo troppo rigide, naturali nemiche della democrazia, profondamente misogine e incapaci di predicare amore – bensì con la pratica di combattere l’estremismo con altrettanto estremismo. E chi bolla un miliardo e rotti di musulmani come “cancro dell’umanità” non è poi tanto diverso da chi bolla noi come contro natura, indegni di avere gli stessi diritti, errori della genetica e, per condire il tutto con una buona dose di ignoranza, come dei peccatori.

    Se non ci piace quest’ultimo tipo di generalizzazione, non possiamo ammettere che Bacile abbia quello stesso diritto, che non va confuso con la libertà di pensiero e di parola, ma è incitazione all’odio.

    Poi sul resto hai ragione tu: fosse accaduto a me, avrei preso quel tipo di dichiarazioni come i vaneggiamenti di un idiota e lo avrei attaccato sul piano culturale. Purtroppo l’odio semina e raccoglie altro odio. Questo contesto.

  4. Sì, sono completamente d’accordo con te a metà (spero che qualcuno riconosca la citazione :) ).
    Se non sbaglio Bacile ha affermato che l’Islam, che è un insieme di idee, è un cancro. Non che un miliardo e mezzo di persone lo sono. C’è una bella differenza – e non voglio puntualizzare sulla lana caprina, perché mi sembra che sia proprio qui il busillis. Mi spiego (almeno ci provo): se dico che un miliardo e mezzo di persone (o anche una sola persona) è un cancro per qualsiasi motivo, incito all’odio che è sempre rivolto verso le persone. Se lo dico di una serie di idee, mi spiace posso detestare la critica ma è semplice critica, confondere corpo e idee è proprio dare ragione ai fanatici che hanno dato fuoco all’ambasciata USA e trucidato l’ambasciatore (ed altre persone non dimentichiamolo).

    Io difendo il mio, nostro, di bacile, di un islamico, diritto di criticare le idee di chicchessia qualsiasi siano queste idee anche nelle forme più becere, e condanno chi attacca gli uomini e le donne.

    Se poi una persona si offende perché affermo che l’islam è una congerie di cazzate, mi spiace, ma è un suo problema e deve vedersela con l’evidenza dei fatti: lui non è le sue idee.

  5. @ Steve
    A me sembra che – magari solo inconsciamente – siano al giorno d’oggi ormai in troppi ad aver dimenticato che il risvolto, l’altra faccia della libertà è la responsabilità.
    Quindi, felici tutti che si sia liberi di esprimersi, non ci piove; ma nel momento in cui questo sia ricollegabile in qualche modo e grado a spiacevoli conseguenze (che poi, se non erro, quell’attacco è stato pure strumentalizzato da Romney in campagna elettorale … ) allora un minimo ci sta pure di passarsi la mano per la coscienza e chiedersi se almeno la forma non fosse sbagliata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...