Arriva il concorso, precari umiliati

Il sito Orizzonte Scuola ha pubblicato uno stralcio del decreto governativo per il prossimo concorso della scuola pubblica. A quanto pare, il concorso consterà in tre prove: una preselettiva, una scritta e un esame orale.

La prova preselettiva:

…consta di 50 quesiti a risposta multipla così ripartiti:
– capacità logiche 15 domande;
– capacità di comprensione verbale del testo 15 domande;
– competenze informatiche 10 domande;
– conoscenza della lingua straniera 10 domande.

Come si può vedere, i quiz che verranno proposti non valuteranno la reale capacità degli insegnanti di essere tali e di far bene, secondo le competenze acquisite e richieste, la loro professione. No. Ai futuri titolari di cattedra si chiederà di saper superare domande sul modello della Settimana Enigmistica e di dimostrare di saper parlare un’altra lingua che poi mai verrà applicata durante le ore di lezione (latino e matematica, per intenderci, si spiegano in italiano).

Questa preselezione, in parole più povere, non c’entra nulla con le reali capacità di chi concorre. Si rischia di far passare persone che riescono nei giochi di logica e hanno un diploma in inglese e poi magari non ne sanno di meno, rispetto ad altri, delle materie che dovrebbero insegnare.

Aspetto ancora più grave dell’intera questione è che a dover superare tale prova saranno docenti già abilitati ma senza lavoro fisso che hanno acquisito il titolo o attraverso precedente concorso o attraverso le scuole di abilitazione all’insegnamento, le SSIS, per accedere alle quali e per conseguire il titolo si è passati secondo la seguente trafila:

1. concorso pubblico (scritto e orale)
2. frequenza obbligatoria delle lezioni (due anni)
3. esami interni al corso (16 aree multidisciplinari)
4. esame di stato finale

il tutto alla modica cifra di 2500 euro.

Pare insomma che questo governo, coerentemente con quello precedente e con altri ancora più antichi, non solo nulla sa e comprende di scuola, ma sta operando perché migliaia di precari, che già lavorano dentro le istituzioni scolastiche e che già hanno superato un precedente concorso, vengano prima umiliati da questa prova iniqua e, quindi, buttati per strada per far posto a chi, magari, ha solo avuto la fortuna di rispondere bene a prove che mai serviranno per affrontare il lavoro con gli studenti.

Ricordiamocelo, precari e non, alla prossima tornata elettorale e soprattutto quando si tratterà di scegliere partiti i cui rappresentanti lodano questa scelta criminale e auspicano un Monti bis.

Friends

Quelli che ti trovano, perché alla fine è solo una questione di tempo.
Quelli che ci sono. E ci saranno. Sempre.
Quelli che è stata solo una parentesi, ma ne conservi comunque un buon ricordo.
Quelli che, passassero anche vent’anni, è come se vi siete visti ieri, l’ultima volta.
Quelli a cui assomigli.
Quelli il cui dolore è uguale al tuo.
Quelli che basta uno sguardo, ed è fatta.
Quelli che si strappano i vestiti, a causa tua.
Quelli che arrivano pure di notte.
Quelli a quattro zampe.
E quelli di Facebook e Twitter.
Quelli del mare, quando eri più piccolo.
Quelli che scopri e su cui non avresti poi scommesso chissà cosa.
Quelli che è solo per il week end.
Quelli che ti danno casa, quando piangi perché lui ti ha lasciato.
Quelli che in terrazza, le sere d’estate o la domenica…
Quelli con cui parli di Grey’s Anatomy.
Quelli che stanno lontani, eppure sono sempre accanto a te.
Quelli a cui affideresti il mondo. Il tuo.
Quelli che sono andati via, perché era giusto così.
Quelli che alla fine ti hanno tradito.
Quelli che credono che l’amicizia sia una prova d’esame.
Tutti quelli che ci sono stati.
E quelli che arriveranno, in ogni declinazione possibile.