Vendola vuole sposarsi, Bindi dice no e Giovanardi…

Meglio tardi che mai. Nichi Vendola, dopo non poche timidezze sul tema del matrimonio egualitario e dopo diverse perplessità, ha finalmente deciso di schierarsi pubblicamente a favore del matrimonio partendo dall’esperienza del sé: «io non voglio stare in un acronimo. Ho 54 anni e voglio sposarmi con il mio compagno, rivendico questo», dichiara durante un dibattito della Festa Democratica, con Rosy Bindi.

La quale riprende con la solita litania costituzionalista, ricordando a tutti e a tutte, ma mentendo, che la Costituzione non prevede i matrimoni tra gay e, per questo, sono incostituzionali. Quando invece è vero tutt’altro, e cioè:

1. la Costituzione non prevedeva, all’atto di esser stata scritta, il matrimonio tra persone dello stesso sesso (così come non prevedeva il divorzio, il nuovo diritto di famiglia, la donazione degli organi e il web)
2. l’articolo 29, sul matrimonio, non definisce il sesso dei coniugi
3. c’è una sentenza della Corte Costituzionale che dice, semmai, che le unioni tra gay, matrimonio compreso, non sono contro la Costituzione, ma sta al parlamento decidere quale forma dare.

Rosy Bindi, al solito, e da brava cattolica, dice bugie e parla di generici diritti, senza mai dire, però, se questi diritti che vuole concederci – dall’alto della sua arroganza, anche questa tutta cattolica – abbiano una valenza pubblicistica o meno. E cioè, se lo Stato riconoscerà pubblicamente le coppie gay e lesbiche o se saremo costretti a unirci mandando raccomandate, nell’anonimato di un ufficio postale, come prevedevano i DiCo.

In questo quadro, in cui, come dice il mio amico Fabio, le unioni civili son tornate di moda, si inseriscono altri due episodi abbastanza eloquenti.

A Torino, Bersani ha incontrato dei giovani militanti che gli hanno fatto una semplice domanda: perché un eterosessuale potrà sposarsi e un gay sarà costretto ad accontentarsi di un istituto minore? Bersani ha risposto non dando nessuna risposta. E questo dovrebbe fare il premier…

Intanto anche Giovanardi si è svegliato, prevedendo i Contratti di Convivenza Solidale – stesso nome già adottato da Rutelli nel 2005, un anno prima delle elezioni – che avrebbero solo valenza privata, con diritti minimi rispetto a quelli previsti dal matrimonio. Un disegno di legge, a ben vedere, omogeneo alle dichiarazioni di Martini circa le unioni tra gay.

Speriamo solo che gli stessi che, dentro il movimento e dentro il Pd, hanno elogiato il cardinale scomparso, non appoggino il disegno dell’esponente del PdL.

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4 thoughts on “Vendola vuole sposarsi, Bindi dice no e Giovanardi…

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  2. Rosy Bindi ha detto una stronzata doppia. Allora se nella Costituzione fosse scritto che è obbligatorio sacrificare una vergine al mese al dio sole dovremmo supinamente adempiere all’obbligo???

    Ormai non sanno più a cosa appellarsi.
    La riprova che non basta essere di sinistra per riconoscere i gay; basta piuttosto essere dotati di un minimo di intelligenza. Anche se di destra.

    E con questo un saluto Dario!! Spero tutto ti vada bene. ;)

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