Il concorso per la scuola? Inutile. Ma il Pd, ovviamente, lo sostiene

Leggo le dichiarazioni di Bachelet in merito al concorso pubblico della scuola che questo governo scellerato – che anche il Pd sostiene – intende indire, con l’unico scopo di creare l’ennesima guerra tra poveri e cioè tra docenti precari.

Bachelet, che evidentemente poco dimostra di sapere di politiche scolastiche e per tale ragione guida il Forum Nazionale Politiche Istruzione del PD, sostiene quanto segue:

• va garantito un equilibrio tra immissioni dalle graduatorie e nuovo reclutamento
• bisogna assumere nuovi insegnanti, i migliori tra quelli in graduatoria e i migliori tra i neolaureati
• i neolaureati in questione devono però avere l’abilitazione (e peccato che le SSIS siano chiuse…)

In questo c’è un sostanziale controsenso: il concorso sarebbe per abilitati, ma gli abilitati sono già dentro le graduatorie per cui, se ci sono posti disponibili, non si capisce perché dover valutare ancora insegnanti che hanno già superato, secondo i termini imposti dalla legge, le prove previste.

Nessuna critica e nessuna proposta sull’abbattimento dei tagli, vera piaga del mondo della scuola (-8 miliardi negli ultimi anni, 4 dei quali sono andati a vantaggio dei diplomifici cattolici, ma da bravo bindiano Bachelet questo evita di ricordarlo).

Il nostro, per supportare la sua proposta iniqua e contraddittoria, ricorda che alle pubbliche amministrazioni si entra per concorso. E secondo l’esponente del Pd, come si accede alle graduatorie? Non certo per i nostri cognomi altisonanti. Per immetterci in quegli elenchi, con la promessa del ruolo, noi attuali precari abbiamo seguito le seguenti tappe:

1. concorso pubblico, 100 euro di retta a classe di concorso (fino a tre classi)
2. scuola di specializzazione, due anni di corso, frequenza obbligatoria
3. tirocinio diretto e indiretto, 300 ore
4. esame di stato finale

il tutto alla modica cifra di 2600-2800 euro, al netto di ogni ulteriore sacrificio. Noi precari abbiamo già tutte le carte in regola per entrare di ruolo. Altri concorsi sono fuori luogo e servono solo a sperperare denaro pubblico a carico dei cittadini che pagano le tasse.

Bachelet facendo quelle dichiarazioni dimostra che l’ultima volta che è entrato in una scuola c’è stato per ritirare il suo diploma del liceo. E l’Italia meriterebbe veri esperti di politiche scolastiche, non certo di persone che blaterano su cose che evidentemente nemmeno conoscono. Converrete.

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