Rosy Bindi si allea con Casini e insulta i rottamatori

Il dado è tratto. In un’intervista alla Stampa Rosy Bindi parla di alleanze e di premiership:

Un Monti bis dopo le elezioni è una prospettiva con cui il Pd potrebbe trovarsi a dover fare i conti. In una situazione così fluida Rosy Bindi non esclude nulla anche se tifa per un governo politico di centrosinistra con Casini, guidato dal segretario del suo partito.

In barba ai malumori all’interno del partito e nel disinteresse più totale dei sentimenti dell’elettorato democratico, non confessionale e inviso a una visione integralista e fondamentalista della società. Anzi, non contenta dell’ennesima forzatura, Bindi insulta i rottamatori, la componente del pd che si oppone alla svolta a destra del partito:

La loro arroganza a volte è superiore alle loro capacità, che peraltro sono moltissime. E non vedo all’orizzonte una classe dirigente in grado di soppiantarci da un giorno all’altro.

Il messaggio è chiaro. Così come ai suoi contestatori, alla Festa dell’Unità, la pasionaria del pd lancia un aut aut: seguire i suoi diktat oppure andar via dal partito. Tanto, a sentir lei, nessuno ha la forza di sostituire l’attuale classe dirigente. La stessa, a ben vedere, che ha consegnato l’Italia a Berlusconi per ben tre volte in vent’anni. Mica pizza e fichi.

Oggi è così

Fuori dalla mia finestra l’odore della pioggia.
E dentro la cucina, il profumo di caffè.
L’andirivieni bagnato delle macchine, sull’asfalto mai così opportuno.
Un’aria vagamente londinese e il sole irriverente.
Il ricordo dei girasoli offesi dal cielo e dei papaveri discreti. E delle scaglie di mare, sotto una luce irreale e al cospetto del castello delle fiabe.

Oggi è così.

Tra le costanti della vita e le incertezze interiori. Ma senza più paura.
Sarebbe bello se là fuori fosse sempre il momento della fine della tempesta.