Diritti civili in classifica

Allora, proviamo a spiegare i diritti civili e la questione delle famiglie formate da persone dello stesso sesso con uno schema di tipo calcistico:

• Matrimonio – serie A
• Unione Civile – serie B
• PaCS – serie C1
• DiCo – serie C2

Per chi non lo sapesse:

• il matrimonio prevede le stesse prerogative tra famiglie gay e famiglie etero
• le unioni civili differiscono solo nel nome e in una piccola parte dei diritti, come l’adozione ad esempio
• i PaCS hanno diritti simili a quelli matrimoniali, ma non tutti e non del tutto uguali
• i DiCo stabiliscono per legge diritti minori alle coppie gay e tutti i diritti a quelle sposate, creando perciò discriminazione per legge.

Senza la possibilità di adozione, in nessun caso, è come giocare solo amichevoli. Non è un campionato vero, insomma.

Ognuno poi decida da che parte stare…

Lettera a Imma Battaglia sui diritti, le aperture e le feritoie

Gentile Imma Battaglia vorrei farle notare come espressioni del tipo «stabilire garanzie giuridiche per una coppia di conviventi anche dello stesso sesso è un fatto di civiltà ma i matrimoni tra gay sono una idea profondamente incivile, una violenza della natura e sulla natura» non rientrano propriamente nel concetto di rispetto. Basta che lei sostituisca la parola “gay” a “nero”, “ebreo”, “donna”, ecc, e ne avrà la riprova.

Le dico, secondo quello che è il mio parere, che Casini quelle parole – che lei ha sposato, pur riconoscendone il tono poco rispettoso – le dice non perché si è convertito, seppur a fasi alterne, alle migliori correnti di pensiero europeo e mondiale sulla sfera dei diritti, ma che afferma quel che afferma per trovare un’intesa elettorale con Bersani, il cui partito ha promesso «un presidio giuridico» sulle coppie di fatto, che prevedono una soluzione «nei dintorni della legislazione tedesca» e che questo, in parole più povere, andrà tradotto, molto probabilmente, con l’ennesima leggina insulsa sul modello dei DiCo del 2007.

In merito a tutto questo, vorrei spiegarle – casa Imma, a cui ricordo il merito di aver organizzato la grandiosa manifestazione del World Pride del 2000 – che lei ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, assieme al diritto di pensare che le sue relazioni affettive, se portate al piano della piena eguaglianza giuridica, possano essere considerate (da lei o dai politici che supporta) in qualità di barbarie.

Ecco, Battaglia, lei ha tutto il diritto di sentirsi una persona di serie C2. Ma, per favore, quando fa certe affermazioni, vista la sua visibilità pubblica, per favore ripeto, parli a titolo strettamente personale.

Infine, le suggerisco di tenere bene a mente la differenza tra un’apertura e una feritoia. Da quest’ultima, di solito, si lanciano frecce ai nemici. E non è colpendo con i dardi infetti dell’omofobia i nostri diritti che si entra in modo dignitoso, cioè a pieno titolo, nel castello dell’uguaglianza di fronte alla legge.

Cordialmente,

Dario Accolla