Il principe azzurro è gay

«Prof, ha visto che c’è scritto sulla mia maglietta?»
«Cosa c’è scritto?»
«E legga!»
Leggo ad alta voce la scritta “IL-PRINCIPE-AZZURRO-È-GAY”.
A caratteri cubitali, fuxia. Fuxia. Su maglia bianca.
L’aula, intanto, veniva sconquassata da risate atomiche.

«Prof, lei all’inizio ci faceva paura…»
«E ora?»
«No, no… lei è buono.»
«E cosa vi faceva paura?»
«Gridava… però poi ci guardava con quello sguardo…»
Ecco, la mia fottuta umanità che viene fuori e mi rende meno credibile.

«Quindi gli immigrati rappresentano una risorsa perché…
La classe osserva, in silenzio.
«Ma che succede?»
«Sta piangendo.»
«Lo vedo, ma che succede?»
E la compagna di banco della bimba piangente: «no prof, è che le dispiace che se ne va…»

(Ok, lo ammetto, si tratta di una delle mie preferite e me la sarei portata a casa. Ma questo non vi autorizza a pensare che mi piacciono le medie e che io mi stia rassegnando a fare questo mestiere. D’accordo?!)