Locali etero (e coppie che ostentano)

Lo capisci subito che è un locale per eterosessuali. Lo capisci dai maschi, in giro a branchi, col cappellino strafirmato dal quale esibire la folta chioma al Pantene, o dalla presenza, pressoché azzerata nelle serate gay, di donne con gli stivalacci bianchi.

Lo capisci dalle comitive in cui, a un certo punto della serata, i ragazzi vanno da una parte e le loro donne dall’altra, a conversare di argomenti inconciliabili, all’interno dello stesso recinto invisibile.

Te ne rendi conto dalle coppie, fatte da un uomo e una donna, che ti buttano in faccia la loro sessualità baciandosi sui divani, ai bordi del viale, accanto al bar, come se esistessero solo loro. E adesso io non ho niente contro, ma certe cose potrebbero farle a casa, senza ostentare…

Lo capisci dalle tipe sedute accanto a te, che strepitano per un niente, cominciano a gridare “pacco! pacco!” quale agghiacciante richiamo d’amore verso una non meglio precisata folla maschile, pronta, nei meandri del sentiero del giardino a raccogliere il verso delle femmine della loro specie.

Lo capisci quando le stesse cominciano a cantare la canzone del gattino Virgola e ti dici – mentre guardi Phoosky che ti domanda, in un silenzio afflitto, il perché di tutto questo – che in una serata gay non sarebbe mai successo. Mai.

Lo capisci da tutto questo che è un locale per eterosessuali. E la cosa drammatica è che fino all’anno scorso, al Circolo, era un pullulare di froci e lelle.

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16 pensieri su “Locali etero (e coppie che ostentano)

  1. La questione dell’ostentazione la metterei da parte onde evitare di apparire un Giovanardi in salsa gay. C’è da dire che trovo interessante questo tuo studio antropologico che andrebbe sviluppato in altri contesti, molto più snob (penso, ad esempio, all’Art Cafè o simili ritrovi di figli di papà che si credono vip).
    Ecco, in questo aspetto della vita mondana, Roma è molto provinciale e ha molto da invidiare alle capitali europee del divertimento.

  2. diciamo che l’articolo che hai scritto può essere riassunto in una proporzione ovvero
    etero:truzzo=omo:checca
    il problema di fondo che non si tiene conto è che il 90% degli omosessuali in italia sono (perdonatemi il termine) “froci” e con questa parola intendo identificare quel tipo di gente che per necessità o virtù deve adattarsi al paradigma del “vestire così, venerare madonna e lady gaga oppure briteny spears e cher” odiare tutto ciò che è invece è apprezzato molto dagli etero, per po desiderare l’etero (naturalmente nei loro sogni) in camera da letto, vorrei tanto che le cose non fossero così

  3. #Jefferson Howard: ovviamente la questione dell’ostentazione è proprio una presa in giro proprio del pensiero di Giovanardi & Co. Io sono per il libero amore, da parte di chiunque. Per il resto, hai pienamente ragione: la “movida” de noantri è, come molto altro delle fenomenologia del nostro paese, becero provincialismo.

    #silvano: il mio post è una presa in giro dei luoghi comuni, rigirati in chiave eterosessuale, e nasce da alcune cose che io e la mia amica abbiamo visto, ieri sera, a una serata in un locale che prima faceva una serata gay. Abbiamo notato una certa differenza, rispetto all’anno scorso e ho voluto scherzarci sopra. Tutto qui. Non so cosa ti induce a dire che il 90% della popolazione GLBT del nostro paese sia come tu la descrivi. È vero che ci sono eccessi, da una parte e dall’altra, ma ci andrei cauto quando si fanno certe generalizzazioni. Tutto qui.

  4. elfo anche io frequento la comunità LGBT e ci sono immerso dentro in quanto bisessuale, (si non faccio differenza tra pirillo e patata) ma ciò che ho visto, sentito e toccato con mano è descritto in quelle mie parole, ho partecipato alla vita romana e napoletana (a milano non ci sono mai stato) e sono stato anche all’estero.
    E ti assicuro che quando facevo il confronto tra Italia e Europa, L’Italia era sempre sotto.
    Ammettiamolo, siamo provincialotti di campagna se paragonati al resto del mondo

  5. su quello siamo d’accordo, ma ripeto, io non confonderei mai la mia parte di mondo col mondo intero. O potrei dirti che i gay che conosco io sono tutti assolutamente liberati dallo stereotipo. Non per questo posso dire che i processi stereotipici non esistono più.

  6. guarda elfo io sinceramente manderei al macero i luoghi comuni. però quando vedo delle differenze sostanziali tra Roma e Parigi oppure Madrid o ancora Amsterdam (per non parlare di Londra) comincio a rodermi il fegato.
    Sia chiaro, non intendo dire che gli italiani in quanto persone siano peggiori degli europei, ma è l’educazione e l’accezzione della cosa.
    Se io parlo di gay che so a londra mi possono parlare del dandy certamente ma anche del tipo alla gareth thomas, se qua parlo di gay mi rispondono platinette e solange
    Per carità il mio rispetto più totale e incondizionato verso che è effemminato (per me aldo busi è uno coi controcoglioni) ma c’è un’anomalia tutta italiana e deve essere superata.
    Persino la comunità LGBT italiana è COMPLETAMENTE spaccata, in Francia se accade un atto di omofobia TUTTI scendono in piazza in Italia rischi pure che qualcuno ti dica “te la sei cercata”
    Se poi proponi di fare corsi di difesa personale, ti chiamano pure stonzo, di fatti a questo modo di fare la rabbia diventa di fatti padrona delle tue (mie) azioni

  7. L’omosessualità, pur se in percentuali o intensità diverse, in forma latente o manifesta o negata, è presente in moltissimi individui.
    Questa va vista al di là delle deformazioni tabuistiche della società e da certe religioni.
    Le religioni bibbliche sono più limitative rispetto, ad esempio, alla greco-romana che rispettava tutte le pulsioni.
    E’ un tema che ho affrontato, in più occasioni, in un discorso più vasto che è quello delle “società libere ed aperte”.
    Voglio citare un esempio che ritengo molto significativo:
    Da ” il ’68 di un borghese riveduto e corretto”:
    ” […] Sapone e rasoio … te lo faccio uscire una signorina!”
    “Qua siete matti tutti e due! – riprese Claudio- Proprio per fargli un piacere… io, se sto arrapato, al massimo, da lui, mi faccio fare una sega!”
    “E se te la facessi, tanto per ragionare, s’intende! […] -riprese Aldo, provocandolo- Sei sicuro che arriveresti?
    Secondo me, e te lo dico davanti a tutti, ci potrei mettere tutta la mia arte, ma sarebbe inutile perché sei pure un poco impotente!
    Tu… tu sei solo un po’ di fumo!
    Solo fumo e niente arrosto! ”
    “Oé!
    Non sai con chi stai parlando!
    Io, modestamente, posso sborrare quante volte vuoi, figurati per una sega! – rispose Claudio […]
    Qui, se t’interessa, possiamo scommettere, davanti a tutti!
    Quello che vogliamo!
    E non ti devi tirare indietro!
    Cinquemila lire?!
    Ti stanno bene?
    Piglio tre piccioni con una fava!
    Mi alleggerisco, ché ce le ho piene, ti faccio divertire e mi faccio pure i soldi!
    Mo devi scommettere!”
    Aldo, avuta la risposta che voleva, mentre Claudio lo incitava alla scommessa battendo la mano più volte sullo scrittoio, ribatté come previsto: “Niente!
    Non c’è bisogno di scommettere… ti crediamo tutti!
    Qui ti volevo!
    Finalmente è cascato l’asino!…
    E’ inutile scommettere!
    Lo sappiamo tutti che arriveresti e già, con questo, hai dimostrato che, tutto sommato, saresti disponibile anche con un maschio!
    Vedi, quasi tutti, come te, sono un po’ omosessuali e non lo sanno!
    E, se lo sanno, non lo vogliono ammettere!
    Questo non significa, però, che sono effeminati!
    Non significa che non sono maschi!
    Anzi!…
    Il rapporto omosessuale, vedi, è anche una forma di socializzazione, ma tu non capisci un cazzo!
    Tu la voglia la senti e la nascondi!
    E la prova è che, sicuramente, sborreresti!
    E sei così sicuro che vuoi, addirittura, scommettere!
    Ma non ti preoccupare!
    Non per questo sei un frocione!… e poi… pure se lo fossi…”
    “Aspetta… Aspetta! -riprese Claudio, dopo una breve esitazione- Fin quando vogliamo scherzare… scherziamo!… ma se vogliamo ragionare, adesso che parli seriamente, dobbiamo seguire un certo ordine!
    Tu stai imbrogliando le acque!
    […]
    Tu stai mettendo sullo stesso piano un fatto meccanico ed uno sentimentale!
    Stai mescolando un eventuale piacere occasionale con un richiamo sessuale che è tutt’altra cosa!”
    […]
    Anche nel meccanico c’è un coinvolgimento emotivo!… ma, se si analizzano le sensazioni al contorno e la differenza dei gradi d’intensità d’opposte situazioni, si vede subito che la tua tesi, caro Aldo è solo una forzatura, una forzatura del cazzo!
    Però… e mi dispiace per te, caro Claudio, Aldo è riuscito a mettertelo a quel servizio!
    Poi, se vogliamo parlare, parliamo come si deve!
    […]
    E poi?
    Non perché voglio difendere Claudio, ma tu, caro Aldo, con le tue affermazioni, ci hai chiamato tutti in gioco!
    Allora andiamo piano!
    Qua, entriamo tutti in crisi!
    E’ importante anche distinguere l’attivo dal passivo!
    Federì!
    Tu che dici?”
    […]
    Aldo interruppe: “Io, non sono come un cane, per me l’odore è relativo!
    La gioia di sentire gioia e produrre gioia diventa, spesso, il principale motore… e poi?
    Qual è il confine tra attivo e passivo?
    Noi affermiamo che attivo è chi lo dà e passivo è chi lo riceve… e sotto l’aspetto formale ci possiamo trovare pure!
    Secondo voi, la donna sotto l’uomo è passiva, inerme o partecipa?
    E quando la femmina partecipa siete voi che la prendete, penetrandola, o è lei che vi prende racchiudendovi?
    Se io facessi, per ipotesi, la sega a quella scimmia di merda, adesso, secondo voi sarei io il passivo solo perché gli terrei in mano il biscotto?
    E lui?
    Il paraculo, che riceverebbe l’effetto di tutti i miei movimenti, sarebbe l’attivo?
    Secondo voi, sarebbe lui l’attivo che vibrerebbe sotto le sensazioni che io calibrerei come vorrei?!
    Lui, l’attivo sotto le mie mani che conoscono alla perfezione tutte le finezze, avendo io un cazzo della sua stessa natura?
    Non vi è dubbio che ognuno è fatto in un modo!… ma questa differenziazione tra attivo e passivo è, vedete, una scappatoia psicologica e borghese per non entrar in crisi con sé stessi e con chi ci circonda.
    Siamo tre, quattro di noi a parlare e già diciamo cose diverse o leggermente diverse!
    Impariamo a rispettare gli uomini nelle loro dimensioni più vaste, per quelli che essi veramente sono!”
    […]
    Noi dovremmo riscoprire queste cose in barba a tutta una serie di sovrastrutture!
    Le sovrastrutture, decorate d’oro, rappresentano solo delle palle di piombo!
    E che palle!
    Palle, pesanti, che incombono ovunque!
    Hanno, poi, ragione molte donne quando rivendicano certi diritti!
    […]

    E guarda caso, quella stessa chiesa, che è nata dal concetto dell’uguaglianza, ha scartato, poi, quasi il cinquanta percento dell’umanità!
    Bella chiavica!
    Che speranza allora tengono gli altri?
    Quelli che vivono un insieme di dimensioni o, per altri, una dimensione intermedia?!
    […]
    I classici, vedete, non sono solo lo studio dei verbi irregolari, sono lo studio dell’uomo!
    Dai latini e dai greci, noi, abbiamo, ancora, tanto da imparare!
    In natura, poi, esistono i colori base e quelli combinati, perché non dovremmo accettarli tutti?
    Il mondo è bello per le sue sfumature; lasciamo agli sciocchi il mondo fatto solo di bianco e nero!

  8. Fosse solo il Circolo degli Artisti (sempre che tu ti riferisca a questo), ormai quasi tutti gli eventi gay sono dominati dagli etero, a Roma. “Niente di male” eh, ognuno è libero di andare dove vuole… ma la domanda è: dove vanno a finire tutti quelli dell’altra sponda?
    La massa di gente gay più densa che ho visto è stata al coming, d’estate, notte inoltrata… e su molti degli elementi che costituivano la bolgia neanche mi pronuncio :D

  9. Credo non esista cosa più difficile da esprimere per una persona che la propria sessualità, é sempre sbagliato giudicare

  10. Traditur: “Ahò quanno ar nord stavano sopra ‘e palafitte noi ar sud già ciàvevamo i froci”.
    Non è che questa tendenza a misurare il livello culturale di un popolo in “gay al metro quadro” sia un po’ riduttiva, no?
    Non potremmo essere tutti un po’ più tolleranti? ; )

  11. (uhm, ho ricontrollato l’italiano, e siccome ho messo una frase incomprensibile, vi propongo due alternative: “Non è che questa tendenza…riduttiva?” Oppure “Questa tendenza … no?” Scegliete la versione che vi piace di più)

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