Equinozio di primavera

 

«…e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.»

Pablo Neruda, Il tuo sorriso

La Russa, la Zanzara e la fissa per i gay

Riporto il pensiero di Romano La Russa, pdiellino, fratello del più famoso Ignazio sebbene con accento meno sgradevole, riassumibile nelle perle che seguono (tra parentesi i miei dubbi):
• non ho nulla contro i gay basta che no ostentino (che cosa?)
• i gay vogliono imporre il loro punto di vista agli eterosessuali che non la pensano come loro (di cosa stiamo parlando?)
• i gay sono organizzati in una lobby potente che vuole imporre il proprio punto di vista (lo si diceva anche degli ebrei, almeno fino ai tempi dei lager nazisti)
• i gay sono malati, ma si possono curare (Povia docet)
• non ho figli o nipoti gay, ma non sarebbe un problema, anche se preferirei di no (coerenza, questa sconosciuta)
• se tutto il mondo fosse abitato da gay ci sarebbe la fine del genere umano (purtroppo l’uomo riesce a sterminarsi da solo con l’esclusiva presenza degli idioti, i gay non c’entrano nulla).

Per il resto, c’è da dire che La zanzara dà, ancora una volta, il diritto di parola su questo tema a un omofobo. Ed è questo il vero problema del nostro paese: gente che pensa di fare opinione e la costruisce su chi non sa un fico secco dell’argomento trattato.

Io, fossi stato in loro, mi sarei concentrato esclusivamente sul reato contestato a La Russa: finanziamento illecito. Una robetta da niente, insomma. Ma per gli autori e i conduttori di Radio 24 e La Russa il problema sono i gay. Sarà.