Le coppie gay sono “famiglia”: anche la Cassazione dice sì

Leggendo il Corriere on line: la Cassazione, oggi, ha stabilito che

Le coppie omosessuali, se con l’attuale legislazione ”non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all’estero”, tuttavia hanno il ”diritto alla vita familiare” e a ”vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità, in presenza di ”specifiche situazioni”, di un ”trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

Repubblica ci fa sapere, per altro, che «il verdetto è arrivato a conclusione di un iter giudiziario avviato da una coppia gay della provincia di Roma che si era sposata all’Aja, in Olanda, e chiedeva la trascrizione dell’atto di nozze in Italia».

Ottima notizia, direi.

Paolo Patanè, presidente di Arcigay, spiega le ragioni per cui questa sentenza è storica e cioè:

• le coppie omosessuali, secondo la Corte, hanno il diritto di essere considerate famiglia a pieno titolo sotto il profilo culturale e giuridico;
• tali coppie possono ricorrere ai giudici per richiedere i diritti che il Parlamento non vuole ancora dare;
• il matrimonio non è una prerogativa esclusiva degli eterosessuali.

Mi limito a far notare che – dopo la sentenza 138 della Corte Costituzionale del 2010 e il voto del Parlamento Europeo di qualche giorno fa – nuovamente il mondo del diritto allarga la legittimità giuridica all’amore tra le persone dello stesso sesso.

Si mettano il cuore in pace sua santità, la chiesa tutta e i suoi galoppini in Parlamento e dentro i partiti e in particolar modo Casini, Giovanardi, Buttiglione, Bindi, Alfano, Bersani, D’Alema, ecc.

Questa gente deve capire una verità evidentissima: il mondo va avanti e riconosce i diritti alle minoranze, tutte. In Italia – patria di ogni ritardo culturale – chiesa, UdC, PdL e i cattopiddini rimangono ancorati al Levitico.

La società civile prenda atto di tale evidenza, di questo bivio tra progresso e barbarie.

Karma love

Se ti piace, per lui non esisti.
Se gli piaci, lui non esiste per te.
Se vi piacete entrambi, uno dei due è già fidanzato. E fedele. Eccheccazzo.
Se vi piacete entrambi e uno dei due è già fidanzato ma non fedele, succederà comunque qualcosa per cui andrà a finire male.
Se vi piacete entrambi e l’altro è già fidanzato e non fedele, finirete a letto insieme ma poi lui si farà venire i sensi di colpa, lo dirà al compagno e, manco a dirlo, il merda della situazione sarai tu. E nessun altro!
Se vi piacete entrambi e siete tutti e due liberi, ti sta usando solo per il sesso.
Se vi piacete entrambi e siete tutti e due liberi e lui ti dice “ti amo” a pochi giorni dal primo bacio, fuggi!
Se vi piacete entrambi e siete tutti e due liberi e ti dice che per lui sei importante, verrà fuori che è pazzo. O fidanzato e bugiardo. O militante di Al Qaeda o del PdL. O una cosa simile, per cui tu ne uscirai comunque a pezzi.
Se vi piacete entrambi e siete tutti e due liberi, vi fidanzerete e poi lui ti lascerà, per poi dirti, anni dopo, in una notte d’inverno, che gli è dispiaciuto averti fatto soffrire. (Segue bestemmia.)

Bene. Credo di aver riassuntato in poche righe, ma egregiamente, la mia vita sentimentale degli ultimi trentotto anni. Direi che adesso manca solo il lieto fine.