Famiglie e matrimonio gay: tutte le bugie del Giornale

Non fatevi ingannare dalla parole del Giornale. Sappiamo tutti di che cosa sono capaci le testate berlusconiane. Hanno raccontato per anni menzogne e favole. Prima tra tutte: in Italia non c’è crisi, è solo la sinistra che gufa. E invece…

Adesso, dopo le parole, inutili e offensive – come lo è, politicamente, chi le ha pronunciate – di Angelino Alfano e dopo il rilancio di Rosy Bindi, diversa dal segretario del PdL solo perché di sesso diverso, ma non certo meno omofoba, arriva il titolo del quotidiano diretto da Sallusti.

Cosa è successo in realtà? Molto semplice: il Parlamento Europeo ha votato un provvedimento che obbliga i paesi dell’UE di non dare «definizioni restrittive di famiglia».

Cosa significa? Alcuni stati, a cominciare dall’Italia, per vietare il riconoscimento delle unioni civili e dei matrimoni allargati a gay e lesbiche vogliono affermare che il concetto di famiglia è uno solo, quello fatto da un uomo e una donna sposati e con prole. Se l’istituto familiare è solo quello, ne consegue, tutte le altre in realtà non esistono, perché non sono “famiglia”, e quindi non devono essere garantite.

Il che è falso. Dove c’è un legame affettivo e un progetto di vita c’è famiglia. Due anziani che si sposano o si risposano, un genitore con prole (si pensi ai casi di vedovanza o ai casi in cui il/la partner si defila dall’accudimento), una coppia non feconda, una coppia di persone dello stesso sesso… la società moderna ha declinato al plurale quel concetto.

Le destre retrive, confessionali, integraliste, radicali ed estreme – tra cui quelle italiane, rappresentate da partiti quali UdC, PdL e Lega – vogliono invece imporre un unico modello familiare, quello eterosessista.

Il voto del Parlamento Europeo, quindi, sancisce un principio fondamentale: non esiste più una sola famiglia, ma le famiglie. In tal senso, gli stati non possono definire rigidamente un solo concetto di istituto familiare e men che mai per impedire il riconoscimento degli altri. E, ovviamente, niente cambia per chi intende sposarsi in modo “tradizionale”.

Con il modello che tanto piacerebbe ad Alfano, a Bindi, a Bossi e a Casini, invece, verrebbero garantite solo alcune fasce sociali.

Con questa nuova risoluzione saranno garantite tutti/e i/le cittadini/e d’Europa. Continueranno a esistere le famiglie composte da coniugi eterosessuali, mentre verrà garantito il diritto di esistenza alle nuove famiglie. Nessuno imporrà niente a nessun altro. E nessuno dovrà sposare un gay contro la sua volontà!

Il Giornale mente e sa di mentire. La sua politica è quella di sviare l’attenzione pubblica, attraverso atti di terrorismo mediatico, con il solo scopo di nascondere il tragico fallimento di vent’anni di berlusconismo. Per cui, ripeto, non fatevi ingannare. L’Europa ci dice qual è la direzione giusta: dall’altra parte ci sono ancora interessi sordidi e intenti discriminatori.

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6 thoughts on “Famiglie e matrimonio gay: tutte le bugie del Giornale

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  2. In realtà la risoluzione votata ieri non è “vincolante” (come quasi tutte le risoluzioni UE in materia di Diritto di amiglia) e si limita a sancire che l’Unione «si rammarica dell’adozione da parte di alcuni stati di definizioni restrittive di “famiglia” con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli». Non che sia poco, tutt’altro.
    Il titolone del giornale, invece, si riferisce ad un editoriale di Sgarbi che ho trovato in realtà interessante e, almeno, originale negli spunti … non che non sia squallidamente fuorviante ma alcune riflessioni interessanti (o almeno non trite e ritrite) potrebbe fornirne ;)

  3. Sì, peccato che secondo la logica di Sgarbi bisognerebbe sancire un numero limite di matrimoni l’anno, siano essi etero e non, così da avere la certezza che il numero delle possibili reversibilità delle pensioni non mandino in bancarotta lo Stato Italiano, riuscendo così ad ammortizzare la somma nel tempo.

  4. Pingback: Le coppie gay sono “famiglia”: anche la Cassazione dice sì « Elfobruno

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