Alfano contro i gay? PdL in crisi di popolarità

Ho una mia personale teoria. Qui in Italia, se sei in crisi di notorietà o se la tua parabola politica o artistica è in declino (o inesistente), basta tirar fuori una polemica – per lo più omofoba – sui gay per aver un quarto d’ora di celebrità in più, accendere i riflettori sullo squallore che ne consegue e, infine, sperare che la nuova fama si traduca in fortuna.

Proprio ieri, infatti, alla scuola di formazione del Popolo della Libertà – tra probabili corsi di convivenza con le mafie (Lunardi docebat) e di diritto incostituzionale (con corso monografico sulle leggi ad personam) – il segretario del partito, Angelino Alfano, ha accusato la sinistra di voler portare il matrimonio “tra uomini” in Italia.

Se vincesse il triciclo PD-IdV-SEL, secondo Alfano, l’Italia finirebbe come la Spagna: lo zapaterismo – visto come alternativo alla socialdemocrazia europea – ha, a sentir lui, portato l’economia al collasso ignorando i problemi reali per vendere agli spagnoli il fumo negli occhi del matrimonio gay. Da lì, l’origine di tutta la crisi economica spagnola.

Quindi, il numero due di Berlusconi, ha scomodato la moralità del PdL – ma stranamente le risate registrate non sono partite – rievocando il fantasma di Eluana Englaro e esibendosi in un delirio antiabortista completamente scollegato dall’attualità del presente e ribadendo la priorità per l’occupazione.

Ci fa piacere sapere che per il PdL il vero problema è il lavoro. Peccato che tale problema viene solo adesso, dopo un ventennio di berlusconismo che ha, di fatto, reso più poveri milioni di italiani e di italiane.

Ci fa ben sperare vedere che si riprendono tematiche omofobe – segno, come dicevo in apertura, di una presunta crisi di popolarità della destra italiana – per cui adesso il problema per l’Italia è un matrimonio esteso ai gay che, dati alla mano, è assente dai programmi politici di ogni partito di sinistra: basta vedere le dichiarazioni di Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del PD, che intima al suo avversario (ma attuale alleato di governo) di non offendere… come se volere una società più egualitaria fosse offensivo per chi la propone!

Per altro Alfano non sa almeno altre tre cose:

1. lo zapaterismo sta, a pieno titolo, nella socialdemocrazia europea;

2. anche le destre europee propendono per il matrimonio per tutti, a cominciare da Cameron nel Regno Unito;

3. se anche il solo PD avesse il 51% dei voti, non approverebbe mai una legge in materia, prigioniero com’è delle frange più estremiste della chiesa cattolica.

Per il resto Alfano è degno figlio di un partito che è, a sua volta, la risultante della depravazione della politica italiana, ovvero il berlusconismo, l’errore storico più grande del nostro paese dopo il fascismo, ma in chiave tragicomica.

Tuttavia certo sciacallaggio – a danno dei malati terminali, che chiedono una legge dignitosa sul testamento biologico, e a danno di chi ha subito o ricorso il dramma dell’aborto – dà molto fastidio.

E nessuno vorrebbe per premier uno sciacallo, fosse anche solo di facciata. Anche perché il manovratore lo conosciamo benissimo e, grazie a lui, siamo arrivati quasi alla bancarotta. E questo senza che gay e lesbiche avessero uno straccio di diritto. Ricordiamocelo sempre.

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8 thoughts on “Alfano contro i gay? PdL in crisi di popolarità

  1. Concordo su tutto. C’è però almeno un partito che ha nel programma queste cose: http://www.sinistraecologialiberta.it/congresso2010/download/odg/ODG_N_1.pdf

    · L’estensione della legge Mancino contro ogni forma di discriminazione motivata da
    orientamento sessuale e identità di genere.

    · Riconoscimento e tutela delle coppie di fatto a prescindere dal genere delle/dei
    conviventi.

    · Possibilità per le persone, nel quadro di un effettiva parità di diritti, di scegliere
    liberamente con chi contrarre matrimonio indipendentemente dal genere dei
    contraenti.

    · Introduzione del divorzio breve per evitare un calvario lungo anni a discapito degli
    affetti e dei figli.

    · Assunzione da parte dell’individuo al momento della nascita del cognome della
    madre oltre che quello del padre per un pieno riconoscimento della propria
    identità e per il riconoscimento del pari ruolo genitoriale di madre e padre.

    · La possibilità di adottare minori per le/i single perché i diritti dei minori trovino
    una piena effettività.

    · Che il diritto di riassegnazione del genere e di cambiamento del nome per le
    persone transgender venga reso indipendente dall’intervento chirurgico perché il
    loro diritto all’identità possa trovare immediato e pieno riconoscimento.

  2. Alessandro Zan, membro di punta di SEL, fece marcia indietro sul matrimonio qualche mese fa, in nome della governabilità e delle alleanze…

  3. Pingback: La festa del papà a scuola, quando hai due mamme « Darling Michele

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