Hack censurata in Trentino: la chiesa vieta la presentazione del suo libro

I nostri cattolici “iraniani” colpiscono ancora.

La notizia è riportata da diverse testate locali: Margherita Hack avrebbe dovuto presentare il suo libro La stella più lontana al teatro San Pietro di Mezzolombardo. La istituzioni religiose locali, tuttavia, hanno proibito il suo intervento, perché “offensivo” della dottrina della chiesa.

Il teatro, in verità, è di proprietà ecclesiastica, ma è stato siglato un accordo di comodato d’uso con le istituzioni locali. L’accordo prevede quanto segue:

«Il Comune si impegna a non consentire lo svolgimento di spettacoli e/o manifestazioni che possano recare offesa ai valori religiosi e alla dottrina della Chiesa cattolica, di cui sono garanti il legale rappresentante dell’ente parrocchia e l’ordinario di Trento.»

Il libro della scienziata parla di bioetica e le posizioni della scienza – e del sapere – sono contrarie, questo è naturale, alle questioni di principio delle religioni, sempre basate sulla superstizione.

Tuttavia, da qui a dire che sostenere la legittimità di posizioni contrarie sia offensivo nei confronti della dottrina di un’istituzione antidemocratica e illiberale, ne corre. Si chiama, appunto, libertà di pensiero. Nei paesi civili funziona così: la chiesa è libera di dire ai suoi fedeli come comportarsi, la società civile è libera di dire, fare, pensare e proporre l’esatto opposto. A meno che non si creda di vivere in Arabia Saudita.

Ricordiamo, ancora, che lo Stato garantisce la libertà di culto purché le religioni non violino la legge. E a ben vedere, la chiesa cattolica, ancora una volta, nega coi fatti e col suo integralismo religioso le libertà costituzionali. Questo è un fatto gravissimo.

Poi, magari, ci lamentiamo dei talebani che facevano saltare in aria le statue del Buddha in Afghanistan o dei musulmani che impongono il velo alle loro donne… Mi chiedo, inoltre, cosa sarebbe successo se la questione fosse stata sollevata da altre minoranze religiose.

I cattolici devono comprendere che vivono in uno stato dove rappresentano una delle tante diversità garantite, tutte e allo stesso modo, dalla Costituzione.

Il comune di Mezzolombardo dovrebbe rivedere l’accordo con la parrocchia. E lo Stato dovrebbe cominciare a pretendere che le chiese che si trovano in territorio italiano, il quale le ospita, non predichino un pensiero che va contro la Carta fondamentale che sancisce la libertà delle persone e il concetto di laicità delle istituzioni. Così, per par condicio.

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23 thoughts on “Hack censurata in Trentino: la chiesa vieta la presentazione del suo libro

  1. Tutta colpa della sussidiarietà: la parrocchia “regala” il teatro al comune, il comune lo ristruttura e lo da in comodato d’uso gratuito alla parrocchia (!) – poi la parrocchia mette veti…
    Tutto molto chiaro – tranne il fatto che il comune usa soldi pubblici per ristrutturare un bene che poi è ad uso privato.
    Ma forse sono io ad essere un inguaribile ingenuo…

  2. Guarda, non dico che darei loro in comodato d’uso il Colosseo perché i leoni non hanno fatto niente di male per meritarsi di mangiare carne di prete.

  3. Elfo mi dissocio (con ironia): io sono vegano e contro i maltrattamenti degli animali – e non mi riferisco solo ai leoni ;)

  4. E’ una pratica diffusa su tutto il territorio nazionale e risalente nel tempo. Vale la pena ricordare come caso eclatante Dario Fo e Franca Rame, che vennero cacciati da decine di teatri rendendo evidente come fosse diffusa la rete di questi spazi pagati sovente con denaro pubblico e di fatto a sovranità limitata. Ma il fatto per me veramente deprimente è che nel disinteresse generali molti definiscano la cosa come normale.

  5. Pingback: Hack censurata in Trentino: la chiesa vieta la presentazione del suo libro

  6. Le gerarchie ecclesiastiche cosa si aspettavano…. che Margherita Hack “abiurasse” come il suo illustre predecessore Galileo? Ma da allora – per la Chiesa – tutto è immobile, nonostante l’ “eppur si muove”!

  7. QUESTO FATTO è UN’ULTERIORE DIMOST RAZIONE DELL’ABBASSAMENTO DEL LIVELLO DI ATTENZIONE DELLA GENTE.. SE NE è PARLATO POCO O NIENTE….MI SEMBRA SCANDALOSO MA FORSE è SOLO IN LINEA CON I TEMPI… TEMPI DI OSCURANTISMO

  8. Tendenzialmente sarei d’accordo con te, però vorrei sottolineare qualche punto:
    – la Hack, proprio perchè sa che certa gente ha i paraocchi, proprio lì doveva presentre il suo libro?
    – lo Stato garantisce la libertà di culto purché le confessioni religiose non compiano “atti contrari alla legge” (nel senso che non possono compiere atti qualificati come reati nel nostro ordinamento); questo però non significa (come hai detto tu) che le assoc. relig. non possano adottare un ordinamento interno o principi che siano contrari alle libertà costituzionalmente garantite. Esempio: nella religione cattolica vi è un’evidente discriminazione sessuale (una suora non potrà mai diventare Papa).
    – la costituzione non attribuisce PARITA’ a tutte le religioni, ma piuttosto PARI DIGNITA’, cosa ben diversa. i rapporti tra Stato e confessioni religiose sono disciplinati dagli accordi che le confessioni religiose concludono con lo Stato (e la Chiesa cattolica ha stipulato accordi molto più numerosi ed ampi rispetto ad altre conf. relig.). L’unico limite che la Costituzione pone nei rpporti è la garanzia della pari dignità, ripeto, e non dell’ugualinza nei confronti dello Stato.
    – per quel che riguarda l’ultimo paragrafo del tuo articolo, poi, stai attento: il fatto che le confessioni religiose non possano affermare principi contrari alla Carta fondamentale (cosa che tu ti auspichi venga introdotta nella nostra legislazione) è di per se’ contrario alla Carta costituzionale stessa che sancisce la libertà di espressione di tutti gli individui. Vietare alle confessioni religiose vorrebbe dire negare tutta una serie di libertà fondamentali nel nostro paese, soprattutto la libertà di espressione e di credo religioso. Così, per arrivare ad un’ugualianza tra tutte le religioni, arriveresti a negare quella stessa libertà a tutte le religioni.

  9. #Steve e Roccia: suvvia, sapete che non sono serio quando parlo di Colosseo riaperto… :P

    #mg: credo che le religioni possano fare al proprio interno ciò che vogliano, ma Hack presentava un libro in un contesto pubblico, in un teatro concesso allo Stato e ha la “colpa” di dire cose contrarie al magistero della chiesa. Ma dare ragione a questa visione significa tradire, di fatto, il diritto di libertà di pensiero e di parola. E lo trovo inaccettabile. Poi va da sé, l’ultima parte del mio intervento era provocatoria, ma fino a un certo punto. Lo Stato ha il dovere di difendere se stesso dall’integralismo religioso, in ogni sua forma e a prescindere dal credo. Vietiamo il velo alle donne musulmane? Bene! Ma vietiamo certi eccessi anche ai preti. Ne va della democrazia del nostro paese.

  10. Ma il teatro di chi è?
    Ma tu faresti venire il parroco sul tuo terrazzo a dire messa o (per dire una cosa che renda la carica emotiva provata dai cattolici) a insultare tua madre?
    E’ giusto che la Hack possa dire quello che gli pare se usa strutture pubbliche: ma quella non è una struttura pubblica: è una struttura privata data in comodato d’uso ad un ente pubblico.
    L’ente, che sia pubblico o privato, dovrà rispettare le condizioni d’uso. Se sono illegittime si impugnano: non è allora questione d’opinioni, ma di legge. Se sono legittime, invece, si rispettano, eventualmente lamentandosi con chi le ha sottoscritte per il cattivo contratto che ha realizzato.
    Io non ci vedo niente di scandaloso nel non volere in un immobile di proprietà qualcuno che parla male di te. Se proprio si vuole cercare lo scandalo, francamente, lo cercherei nella scarsa abilità contrattuale degli amministratori pubblici.

  11. carissimi,il maestro non dona il suo sapere ma indica la strada da percorrere.La chiesa nella sua vanagloria affossa il principio di libertà, perchè non è importante il principio, ma il fine che si vuole raggiungere.Solo chi si isola dalla massa ha delle verità da raccontare, il resto è solo pula spazzata dal vento.Buona giornata a tutti…….

  12. @Leonem
    ho dato una casa in affitto: se il mio inquilino ci fa una messa non posso impedirglielo.
    Il comodato d’uso gratuito è una forma di affitto. Quindi a che titolo la parrocchia mette bocca?
    … suona un po’ come la storiella del “dono della vita2 di cui però poi devo rendere conto: ma se è mia ci potrò fare quel cazzo che mi pare o no?

    Quanto all’empatia che dovrei provare per il parroco e le gerarchie cattoliche coinvolte (non mi risulta ci siano state rimostranze da parte dei fedeli), direi che qualificare chi non è d’accordo con loro come uno che “parla male” è il segno della profonda distorsione narcisistica di cui soffrono.

    Ma questo è un discorso più generale: uno sconosciuto musulmano in rete diceva che criticare la sua religone era come dare della puttana alla madre. Questa è la radice della follia fondamentalista: confondere un’idea con chi mi ha partorito è profondamente malato. E non è poi così distante dal vivere ogni critica come un attacco personale. E offendersi.

  13. Eppure mi pareva che il Trentino facesse parte dell’Italia, e vi vigessero le stesse leggi. Che brutti tempi, che brutti tempi…

    @Steve: ti farei un monumento :D

  14. @Taglia il Trentino non è solo parte dell’Italia ma una gran bella parte dell’Italia. Se in tutte le regioni ci fossero i sostegni ed i servizi che ci sono li il nostro Paese sarebbe migliore. Come ha detto Aosobi quella descritta è una pratica diffusa in tutta Italia. In ogni caso se affitti un appartamento come qualcuno ha detto fissi delle regole e il conduttore è tenuto a rispettarle. La mia padrona di casa mi proibisce di stendere i panni all’interno del mio enorme terrazzo perchè “non siamo mica a Napoli” anche se siamo fuori dal centro ed in un quartiere dove tutti stendono i panni. Cosa vuoi che faccia? Rispetto la sua regola perchè sono a casa sua. La Chiesa ha tutto il diritto di stabilire le regole nelle sue proprietà senza se e senza ma. Così come lo stato può impedire che un locale acquistato dalla comunità islamica diventi una moschea.

  15. @libero
    la tua padrona di casa può stabilire regole che non siano in contrasto con il codice civile e penale. Stendere i panni peraltro sarebbe proibito nei luoghi di passaggio e visibili (ci sono le terrazze condominiali apposta credo).
    Stabilire una regola per cui tu non puoi parlare a casa tua (regolarmente affittata) di un certo argomento è contro la costituzione quindi anche contro il codice civile e penale.
    Lo stato di diritto non è un optional che lasciamo fuori dalla prota pronunciando: questa è casa mia, qui comando io …

  16. Mia sorella ha appena adottato una bambina colombiana di 8 anni. Due giorni fa l’hanno portata in gita a San Pietro e gli hanno detto: “qui è dove vive il papa”. Non c’è stato verso, non ci credeva. La bambina era convinta che vivesse a Bogotà, la sua città natale. I suoi genitori hanno tentato a lungo di spiegarle. Io come zio mi sono limitato a dirle: “Magari il papa vivesse a Bogotà, tesoro, magari”.

  17. @Libero: a parte che credo tu ti sia risentito, fraintendendo, il fatto che io abbia citato il Trentino, non certo per denigrare una splendida regione e chi ci vive, ma solo perché lì il fatto si è svolto. Sottolinenado, questo era nelle mie intenzioni, che i “signori” che spadroneggiano con diritto di “vita e di morte” dovrebbero ricordarsi che si trovano in Italia è che nel nostro paese ci sono precise regole. Che poi non vengano rispettate anche in altre regioni, questo è assodato, e l’indignazione vale sempre e comunque.

    Non aggiungo niente a ciò che già prima di me Steve ha spiegato. Solo una postilla: che la padrona di casa, o in questo caso la chiesa (o qualsiasi altra associazione) ti sbatta fuori o non ti dia il permesso di parlare e di esprimere le tue idee – che poi possono essere tranquillamente discusse e confutate (perché non fare parlare la Hack con la presenza di un contraddittorio, una persona che discuta serenemente e presenti idee contrarie, questa è civiltà) – fa dire al sottoscritto (e questo non può essere confutato :) ) che viviamo in tempi tristi e bui

  18. Sul problema delle posizioni oscurantiste della chiesa concordo in pieno. Mi sa che da quest’anno cercherò nel mio piccolo di colpire la chiesa dove fa più male….. l’8 per mille. (ok è un piccolo inizio, ma da qualche parte bisogna pur iniziare)

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