Marcegaglia, i ladri e i lavoratori

«Vorremmo un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa bene il proprio lavoro». Emma Marcegaglia dixit.

Provo a cambiare i termini della questione:

«Vorremmo una Confindustria che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge evasori cronici, ladri e chi non fa bene il proprio lavoro».

Suona male, vero?

I sindacati hanno molto da farsi perdonare. Sono il primo a dirlo. Credo, tuttavia, che tutte le associazioni dei lavoratori – miliardari inclusi – siano il risultato di un sistema basato su clientele e privilegi.

Che Marcegaglia contesti alla parte contrapposta, per altro in modo fuorviante – dalle sue parole emerge una generalizzazione per cui si evincerebbe che i sindacati stessi tutelino fannulloni e criminali: semmai, difendono i lavoratori (o forse dovremmo pensare che per lei le categorie in questione coincidono?) – un sistema da cui anche la sua fazione trae giovamento lo trovo intellettualmente criminale.

Anche questa gentile signora – dopo Padoa Schioppa, Brunetta, Fornero, Monti, Cancellieri e altri miliardari che, prove alla mano, sono parte in causa della situazione in cui ci troviamo – continua ad offendere i lavoratori dall’alto dei propri privilegi. E lo trovo assolutamente irricevibile.

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