A scuola con Ozpetek

A scuola sto facendo un percorso sulle differenze.

Mi piace parlare di diversità, soprattutto in una classe dove ci sono cinesi, rumeni, moldavi, indiani e mille altri colori.

Stiamo affrontando, insieme ai miei allievi e alle mie allieve di ultimo anno, il tema dell’antisemitismo, in previsione della Giornata della Memoria.

Quando in tv si parla di olocausto, ancora oggi vengono dimenticate le vittime omosessuali: gay e lesbiche, triangoli rosa e neri, dimenticati dentro il massacro. E non si ammazza due volte con l’oblio il ricordo di chi ha vissuto, fino a morirci, quella follia.

Ho proposto La finestra di fronte, allora, di Ozpetek. Nessuno, in classe, sapeva chi fosse.
Ho spiegato loro che ho scelto questo film perché il protagonista è anche gay, oltre ad essere ebreo. Alla parola gay qualcuno ha ridacchiato. Allora ho rivelato ai miei ragazzi e alle mie ragazze che ridacchiare di qualcuno può far male. Anche senza saperlo. Si strappa, dalla persona di cui sorridiamo, un pezzetto di vita per volta. E quando quella vita non c’è più, molti giovani omosessuali decidono di farla finita. È successo anche di recente, qualche giorno fa, a Eric.

Ed è questo il senso di ogni razzismo e di ogni discriminazione: strappare via la vita, pezzo dopo pezzo. Fino a ridurla a niente. L’essenza stessa di quella follia che ha generato la Shoah.

Abbiamo visto la prima parte del film. Ero contento ed emozionato, allo stesso tempo. I ragazzi erano attentissimi e quando ho dovuto chiudere – l’ora era finita – hanno protestato. Ma ci sarà tempo. E sarà il tempo della bellezza, quella di ragazzi e ragazze che, spero, abbandoneranno il linguaggio dell’ingiustizia per abbracciare quello della comprensione e del rispetto.

Io, nel mio piccolo, ci sto provando.

Autonomi e uniti si vince (il mio intervento a Radio Popolare Roma)

Ecco il podcast del mio intervento del 10 gennaio a Radio Popolare Roma, a TimesQueer, la splendida trasmissione di cultura GLBT di Andrea Maccarrone:

http://radiopopolareroma.it/node/5289

Ospite di TimesQueer questa settimana Dario Accolla, presidente onorario di Arcigay Catania, attivista e blogger. Approfondiamo assieme i rapporti tra movimento e partiti, le ragioni degli scarsi risultati legislativi ottenuti dal movimento lesbico gay e trans italiano e quali strategie possono risultare vincenti per il futuro.

Paolo Patanè, presidente di Arcigay, affronta in collegamento il caso dell’assessore leccese Giuseppe Ripa, costretto alle dimissioni dopo le frasi omofobe rivolte a Nichy Vendola.

Altre notizie: Giovane capitano di freagata genovese, rimosso dalla Marina Militare Italiana per delle foto su siti gay, reintegrato nel ruolo dal TAR ligure. Poste inglesi dedicano francobollo celebrativo ad Alan Turing matematico omosessuale  inglese, che decrittò il codice Enigma.