Le cose di cui dovrebbe vergognarsi Pier Ferdinando Casini

«Vorrei ringraziare i giovani che mi hanno contestato e spiegare loro che sono fiero di essere un sostenitore del governo Monti, cosa di cui non mi devo vergognare».

Questo il commento di Pier Ferdinando Casini, in merito alla protesta degli studenti catanesi durante la sua lectio magistralis alla Facoltà di Scienze Politiche, al grido di “nessuna lezione dall’UdC”.

Temo che i ragazzi dell’Università di Catania volessero andare oltre le motivazioni politiche del sostegno dei centristi all’attuale governo.

Tradotto in altre parole, un sano senso della vergogna dovrebbe sgorgare, nella mente del gentile presidente, per altri fatti quali:

  • la sua omofobia e la fiera opposizione alla legge contro le aggressioni ai gay
  • l’aver sostenuto e votato la legge 40, lesiva della dignità e della salute delle donne
  • l’aver candidato e fatto eleggere Totò Cuffaro, condannato per rapporti con la mafia
  • l’aver candidato e fatto eleggere l’ex ministro Romano, indagato per rapporti con la mafia
  • aver avallato, per molto tempo, la politica berlusconiana, con le sue vergognose leggi.

Ecco, per tutto questo in un paese normale non si verrebbe nemmeno eletti nemmeno in una circoscrizione di quartiere. Casini, invece, non viene nemmeno sfiorato dal benché minimo imbarazzo. Ne prendiamo atto.

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