Il lato destro del letto

La domenica, a quest’ora, è sempre malinconica. Perché è come se altrove, nelle case illuminate, a partire da quelle che danno sul cortile della cucina, ci si riorganizzasse per ripartire, per rimettere le cose a posto. Mani che aiutano altre mani, baci dati ai bambini prima di andare a dormire, immagini la cui luce si proietta sul muro come l’ombra delle piogge, nei pomeriggi trasversali.

È in questi momenti che penso che il lato destro del mio letto è vuoto da troppo tempo. E penso agli errori, alle incomprensioni, alle cose spezzate anzi tempo, a tutto quello che non è andato. E la musica non aiuta.

Per fortuna questi pensieri andranno via con il sonno e si confonderanno, dopo il risveglio, con i rumori delle macchine nell’agitarsi, in cui tutti siamo mescolati senza urgenze ma con molta fretta, della città mattutina.

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