In terrazza sopravvivono le fragole

Succede come  in una saga di magia, quando ci lasciano per sempre. Spezzano la nostra anima in due, e poi ancora, e così via. E appare l’oscuro signore, a frapporsi tra noi e ciò che desideriamo. Tra come dovrebbe essere e ciò che siamo davvero.

È facile dire che occorre cercare i nostri oggetti maledetti e distruggerli uno per uno.
Fin troppo elementare comprendere che distrutti quelli, basterà sferrare l’attacco finale, perché il nostro aguzzino diventi una nuvola di cenere.

Eppure basta guardare un po’ meglio per vedere oltre il cappuccio della tunica e trovarvi il nostro volto. Questo ci paralizza. Non è difficile impugnare un artiglio di basilisco. È la battaglia ad essere spaventosa. E a volte basta solo questo ad annientarci sul serio. Stiamo parlando di magia oscura, d’altronde…

Quindi ti svegli. Tuttavia. E il cielo è allegro, ed è strano ma poi pensi: non è lui a seguire il tuo umore, sei tu ad esser figlio e fratello delle nuvole.

Ritorni alla notte passata, alle risate amiche, agli abbracci, ai “che vuoi che sia”. Ritrovare alleati. La certezza di una casa, o più d’una. E imparare dal buio: per nasconderti quando sei ferito o più fragile, non certo a temerlo.

E guardare, ancora, fuori, sopra i tetti arancioni, mentre in terrazza, nei vasi di primavera, sopravvivono le fragole. E la tua coinquilina, superVale, ti dice che è arrivato il tempo di cambiare arredamento alla stanza.

I segnali, a vederli, ci sono tutti. Gli oggetti maligni mi spaventeranno ancora, ma ho stretto un patto indissolubile con le stelle e ogni sorriso.

Il signore oscuro non abbia nulla da temere: soltanto al mio abbraccio, ultimo e tenero, sparirà per sempre. Dentro me, al sicuro, nella sua casa dei rimpianti interrotti, delle cose rinfacciate che non fanno più male.