Elogio alla bestemmia

Ieri una ragazza si lamentava perché su Twitter era stata segnalata poiché bestemmiava.

L’utente, sicuramente una provocatrice, a cominciare dal suo nickname – attualmente “questocazzo” – poneva in realtà una questione assolutamente liberale: si è padroni di essere blasfemi, a maggior ragione se non si crede (per cui non si incorrerebbe nemmeno nel caso di bestemmia)?
Nell’evenienza di sensibilità religiose estreme (o estremiste) ci sarebbe sempre l’opzione della non lettura.

Queste considerazioni, che trovo lecite, per quanto possa capire il sentimento dei credenti, mi hanno riportato alla mente alcune puntate di alcuni reality, in cui rispettivamente Alessia Marcuzzi e Simona Ventura facevano accomodare un partecipante, bestemmiatore appunto, e pretendevano con tono solenne le sue scuse di fronte al popolo italiano tutto, per poi cacciarlo per sempre dagli studi televisivi.

Questa è l’Italia: ci si scandalizzerà sempre di più per un certo uso del linguaggio di un Ceccherini che offende la Madonna, piuttosto che guardare ai mali reali di questo paese. Vi ricordo, a tal proposito, che l’istituzione che più si sente colpita da questo tipo di insulti è la stessa che:
• sostiene che discriminare le persone omosessuali sia un diritto umano
• sostiene che non bisogna avallare la depenalizzazione dell’omosessualità nei paesi dove vige la pena di morte per tale “reato”
• invita, a Siracusa, per il 13 dicembre – festa patronale, Santa Lucia – un vescovo americano reo di aver coperto migliaia di casi di pedofilia negli Stati Uniti e per questo accolto a Roma da Karol Wojtyła (quello del santo subito, per intenderci) e promosso al rango cardinalizio.

Mi chiedo da chi si senta offeso Dio, al cospetto di certi fatti e se non siano certi atti a elogiare il disprezzo verso ciò che Egli dovrebbe rappresentare soprattutto per chi ci crede.

Per tale ragione, mi sono chiesto, sempre su Twitter, se dire “Dio prete” fosse altrettanto irriguardoso nei confronti di chi crede.

Mi ha risposto Ferrgiuu, che dichiara: «la bestemmia è qualcosa di strano, animali innocenti o parole normali sono l’inferno per alcuni, ci forniscano un decalogo».

Appunto, ci forniscano un decalogo: noi daremo loro un elenco di cose che non sono nemmeno umane.

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13 pensieri su “Elogio alla bestemmia

  1. Sono gay. Non sono credente. Non bestemmio. Lo trovo sciocco imprecare qualcosa/qualcuno di cui non ne credo la sussistenza. Inoltre, non bestemmiando, rispetto chi crede, a prescindere dal proprio pensiero riguardo al Vaticano e alle gerarchie. Come però io rispetto tale reverenza deistica (di qualunque estrazione, tale Dio (o Dei), metafisica o geografica sia, senza distinzioni di sesso, razza o colore dell’aura) credo sia corretto pretendere altrettanto rispetto dai credenti. Dal Vaticano e gerarchie affini non pretendo più nulla, la considerazione che ho per la stragrande maggioranza di tali individui è davvero bassa. Ma dai credenti (e non solo) pretendo, ogni volta che me ne capita l’occasione, a gran voce, rispetto: almeno lo stesso che ricevono da me.

  2. Abbiamo avuto anche un presidente del consiglio che bestemmiava, e sosteneva che bisognava contestualizzare la bestemmia…

  3. #Biagio: le tue considerazioni sono ottime e abbondanti e le condivido. Penso tuttavia che una fede robusta non si debba lasciar intimidire da fatti verbali, per quanto triviali. Nelle Formiche lessi «non esiste intelligenza perfetta che non eccella anche in autoironia. Perciò Dio bestemmia». Il vero problema, semmai, è quando i custodi del Verbo sono blasfemi con i loro atti, ben più gravi di un “dio prete”.

    #a@joe.com: in realtà fu monsignor Fisichella a dire che bisognava contestualizzare…

  4. Da credente, ritengo che le bestemmie vadano a danno di chi le pronuncia. Non perché “rischi l’inferno”, si badi bene, ma perché, all’atto pratico, manca di rispetto solo a se stesso.

  5. Mi da fastidio la bestemmia, anche se mi è capitato in momenti di rabbia forte, ma le parole pesanti gratuite, solo per farsi notare no, e se te la trovi davanti non puoi “non leggerla”. Però sono d’accordo con Biagio che pretende altrettanto rispetto da parte della chiesa verso gli esseri umani, in determinati casi.

  6. ovviamente, nonostante il titolo, questo post non è un elogio della bestemmia, ma il tentativo di far capire come ci si scandalizza di fronte alle inezie e si lascia correre su cose più gravi.

  7. Io opererei una distinzione.
    La bestemmia in quanto abitudine lessicale non è tale ai miei occhi, ha lo stesso valore di una maledizione al fantasma Formaggino o di una imprecazione generica, è desemantizzata in toto.

    La bestemmia in quanto atto di rabbia contro Dio è stupida e priva di senso se pronunciata da un ateo, e da inquadrare secondo le classificazioni della sua fede se pronunciata da un credente.

    La bestemmia in quanto provocazione od offesa verso i credenti è uno sciocco esibizionismo ai danni di sensibilità differenti. E chi è religioso ha ogni diritto di risentersene come se ascoltasse barzellette su sua madre.

    In ogni caso, secondo me, non è mai indice di classe e buon gusto e nemmeno di sensibilità e profondità intellettiva.

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