Riccardi di Sant’Egidio, ministro senza vergogna

Siccome oggi è Natale, sarò più buono.

Ho letto su Repubblica che la comunità di Sant’Egidio ha offerto a duemila poveri il tradizionale pranzo natalizio. Andrea Riccardi, suo fondatore e ministro dell’attuale governo Monti, quello che punisce i cittadini e mantiene i privilegi di chiesa e casta, dichiara: «Ci sono brutti segnali, ma l’Italia non è razzista».

Già, l’Italia non è (solo) razzista. È pure omofoba e sessista e la sua chiesa – di cui Sant’Egidio è parte integrante – se la prende con i divorziati, è impietosa con i malati terminali e invita cardinali pedofili alle feste di paese.

Come se non bastasse, il suo governo prende ai poveri per dare ai ricchi.

Certa gente, a cominciare dal neo-ministro, deve aver perso, con ogni evidenza, il senso del ridicolo e della vergogna: Riccardi pensi piuttosto a pagare l’IMU per tutte le proprietà che la sua comunità detiene a Trastevere.

E come dite? Avevo promesso di essere più buono? Lo sono stato. Altrimenti partivano pure i vaffanculo.

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12 thoughts on “Riccardi di Sant’Egidio, ministro senza vergogna

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  2. Caro Elfo, come sai una chiara e argomentata analisi politica che termina in un “vaffanculo” incontra sempre i miei favori ;)
    Auguri!

  3. “Quoto” Steve, per prima cosa.
    Per seconda, prima di sparare sentenze cerca di documentarti sulla storia personale di Riccardi, sui complicati rapporti tra la Chiesa e la Comunità di S.Egidio, e su come quest’ultima impiega le sue “fastose” proprietà a Trastevere. Sono però d’accordo con te su una cosa: è Natale e sono anche io più buono, altrimenti rischiava davvero di partire un vaffanculo, termine, vedo, a te assai congeniale e quindi di tua immediata comprensione.
    Auguri vivissimi !

  4. i rapporti saranno conflittuali, ma l’IMU non la paga lo stesso. Ed è facile offrire il pranzo, una volta l’anno, ai poveri – quando ti becchi l’otto per mille, per il resto dell’anno, e non paghi le tasse – con i soldi degli altri, cioè degli italiani.

    P.S.: il vaffanculo lo uso per chi di fronte alla ragione predilige la sottomissione a un credo qualsiasi. Se credi all’amico immaginario il più delle volte hai bisogno di un linguaggio diretto e elementare perché i messaggi siano più incisivi.

    P.P.S.: se poi vogliamo i documenti, ecco qui un articolo che fa di Sant’Egidio una vera e propria colonna vaticana, altro che rapporti conflittuali… http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/6878

  5. Quell’articolo che citi è vecchio di almeno 10 anni e frutto dell’astio idiota di un ex membro. Sei mai stato in una mensa di s.Egidio? Io si e ho visto che 3 volte a settimana danno da mangiare a un sacco di gente. Oltre al fatto che hanno fatto la pace in Mozambico e curano 100.000 malati di AIDS in Africa. Questi sono fatti (solo alcuni perché di cose buone ne hanno fatte molte di più). Il resto chiacchiere. Tu che fatti fai?
    Per quanto ne so pagano anche l’IMU per le loro proprietà. Per quelle a scopi sociali sono esenti, e non solo la chiesa ma tutte le ONLUS, e anche i sindacati e l’arci gay.

    Mandiamo a fanculo i veri nemici, quelli che rubano, violentano, ingannanno, invece di prendercela con la brava gente.

  6. Al solito, quando si fanno notare le storture del sistema arriva il fanatico di turno che punta l’indice, insulta l’interlocutore, ammanta di inadeguatezza le prove e il ragionamento, accusa di falsità.

    Te lo dico in modo più semplice: la chiesa, con tutte le sue emanazioni, deve pagare l’IMU esattamente come chiunque altro. Lo stesso discorso, per quel che mi riguarda, vale per sindacati, le ONLUS e l’Arcigay.

    La differenza tra un laico e un fondamentalista religioso sta proprio nel pretendere che un provvedimento corretto e giusto riguardi tutti, anche la propria parte.

    Se poi i soldi che la chiesa spende per “mantenere” i poveri venissero spesi per fare in modo che di poveri ce ne fossero sempre di meno, comunità come quelle in questione non avrebbero senso di esistere. Ed è per questa ragione che articoli come questi vi danno fastidio.

    Ti faccio notare, infine, che tra i nemici che «rubano, violentano, ingannanno» c’è proprio quella chiesa cattolica che usa persone egregie, come sicuramente sono i volontari delle comunità cristiane, per scopi turpi, come quello di clericarizzare sempre di più la nostra società.

  7. Caro Trimpet, non mi sono mai occupato direttamente di Sant’Egidio. Quindi non ne parlerò direttamente. Certo ho fatto un po’ di volontariato, robbetta sicuramente: donazioni a Kiwa, donare il sangue, colletta alimentare, volontariato per l’aricgay …. ripeto robbetta. E ritengo che essere chiamati a queste azioni di volontariato sia molto triste…
    Vorrei allargare il discorso, non restando solo sull’attività di Sant’Egidio, ma sul principio più generale della sussidiarietà: è giusto che in uno stato in cui si riconoscono i diritti sociali esista chi amministra la “carità”? Mi spiego meglio perché non voglio essere frainteso – qui il primo nemico è l’emozione ;)
    io credo che chiunque ha a cuore le sorti dei suoi simili, e sappia riconoscere il valore della solidarietà dovrebbe battersi perché di poveri non ce ne siano più. E dovrebbe farlo a livello politico, chiedendo cose molto concrete. Per questo ammiro l’atto di sfamare l’affamato (e ammiro molto di più l’atto di portare la pace) ma chiedo sopratutto che di affamati non ce ne siano e di guerre non se ne combattano. Ma questa è una richiesta politica ben precisa e si chiama socialdemocrazia. A ciascuno secondo il proprio bisogno, da ciascuno secondo le sue capacità.
    Qui invece tutto sembra sempre più girare sul merito e la forza con cui tiriamo gli angoli della coperta. A mio avviso ci fanno credere che la coperta è piccola, che i chiamati sono molti e gli eletti pochi, perché come sai comandare e meglio che fottere, e si comanda meglio chi ha meno.

    Ecco sarebbe bene confrontarsi su questo e sul principio della sussidiarietà, ovvero allo scandalo di uno stato che si dichiara impotente, e delle associazioni (private) come la Chiesa Cattolica (e non solo) che nelle loro diverse declinazioni si sostituiscano ad esso – non disdegnando cmq di esserne finanziate …

    Per questo, trovo ammirevoli i volontari che servono alla mensa di Sant’Egidio e mi auguro che chiuda presto! ma non per mancanza di fondi, ma per mancanza di poveri. Su questo però non mi sembra ci sia un grosso impegno: mi sbaglio?

    Oppure volgiamo continuare a credere che i poveri li avremo sempre…?

  8. Concordo con Riccardi. L’Italia non è razzista. Lo dico con fatica, perché conto i traumi, le ferite e i morti vittime dell’indifferenza o dell’odio. A Firenze, a Torino, nell’Adriatico… Perché riconosco in me, a volte, brutti pensieri. Concordo per questo con Riccardi nel voler vedere e far emergere l’Italia solidale. Dissento laicamente dagli attacchi volgari, superficiali e gratuiti alla Chiesa, o a “santeggidio”, pur non condividendone tante posizioni. Vedo gente che fa cose giuste e ammirevoli. Gente che fa. E che prega, cioè coltiva i propri pensieri, spera per gli altri, geme per un mondo nuovo. E non solo nelle mense, ma sul lavoro o in famiglia. Cittadini, laici, generosi. Io li rispetto.

  9. criticare le storture del sistema non è attaccare, men che mai volgarmente. Anche dentro il PdL ci sono persone eccellenti. Non per questo non si critica il partito di Berlusconi. Per non parlare della Lega: ottimi amministratori, si dice… eppure.

  10. Sono capitato qui per caso perché stavo cercando in rete dei commenti su Riccardi e quello che io ritengo un comportamento assurdo e inconcepibile, ovvero che un rappresentante di un’importante associazione di volontariato entri in politica, qualsiasi sia la parte a cui aderisce, ma a maggior ragione se scende in campo con la destra.
    Come ha fatto notare Steve, le nostre tradizioni politiche e sociali convengono nella concezione che la povertà e l’emarginazione vadano eradicate attraverso l’intervento dello Stato.
    Sorprende che uno come Riccardi scenda in campo con chi ha idee assolutamente opposte. E cioè costruire una società dove i poveri e coloro che sono in difficoltà portano, oltre alla loro sofferenza, anche le stimmate di essere loro stessi i primi responsabili della loro difficile condizione.

  11. qui non è un problema di IMU, qui il problema grosso sono le pressioni psicologiche subite per decenni dai membri che se non si adeguavano alle leggi del capo e dei suoi fratelli, venivano costantemente derisi e presi in giro; parlo di star male psicologicamente, ricatti affettivi, tentativi di suicidio. altro che vaffanculo, previdentemente gira con la scorta 24 su 24

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