Bindi, l’intrusa

Mi è appena giunta voce che Rosy Bindi, la brutta manza della politica italiana e del centro-sinistra, avrebbe partecipato ieri a una fiaccolata contro il razzismo a Firenze.

Strano che nessuno l’abbia accolta con un cartello con su scritto “trova l’intruso”.
La discriminazione, infatti, la si combatte sempre, o stai solo facendo sciacallaggio politico sulle disgrazie altrui.

Rosy Bindi non è razzista, ma è omofoba. Quindi, non è credibile.

Ammettere perciò un personaggio siffatto – quella che i genitori gay i figli se li possono scordare perché sennò poi crescono dei disadattati – ad una manifestazione di solidarietà nei confronti di una minoranza discriminata e violentata è come dare credibilità a Borghezio o a Casa Pound che fanno un sit-in contro l’omofobia a Bari. Uguale uguale.

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20 thoughts on “Bindi, l’intrusa

  1. La volgarità di “Brutta manza” fa il paio col becero maschilismo di “Lei è più bella che intelligente” di Berlusconi. Elfobruno non l’avrebbe mai adoperato per aggredire un uomo. Quanto al razzismo di Rosy Bindi, resto sempre in attesa di prove che mi attestino dove si sia dimostrata tale. Io so e ho visto il contrario. Paragonarla “Uguale uguale” a Borghezio lo considero semplicemente indecente, sia perché fa a pugni con la realtà, sia perché a livello di spessore intellettuale (e non certo di carne, in quello vince il legaiolo, senza dubbio) non c’è paragone. Ma Elfobruno combatte la sua strenua battaglia contro la “brutta manza” (sarà irresistibile lui) principalmente perché è cattolica. Punto. “Dico che siamo in ottime mani”… I Dico infatti li aveva proposti la brutta manza. Poi è tornato B. e per i gay ha fatto moltissimo. Gli estremi si equivalgono sempre.

  2. Daniela non si rende conto, forse perché politicamente vicina a Bindi, che i DiCo erano stati congegnati proprio per non ottenere nulla. E infatti siamo arrivati al niente.

    Mi complimento, inoltre, con la sua becera affermazione – “sarà irresistibile lui” – che vale bene per me, ma che io non posso riutilizzare per lo più servendomi di una citazione colta.

    Poi, a scanso di equivoci, io sto solo dicendo che non puoi essere contro le discriminazioni sui neri se poi fai discriminazione contro i gay. Non sei credibile, punto.

    Ma evidentemente per Daniela, noi gay dobbiamo accontentarci della vergogna dei DiCo e degli insulti contro le famiglie gay, solo perché a lei piace un politico omofobo, confessionale e nemico della laicità delle istituzioni.

    Ad ognuno i suoi riferimenti culturali. Io mi servo dell’ironia, lei fa il tifo per l’omofobia.

  3. Ciao Daniela,
    sulla Bindi però informati, perchè credo che ti siano sfuggite delle news circa la sua omofobia [qui][qui][qui].

    I Di.co. sono una vergogna e un insulto all’intelligenza. Credere il contrario significa lasciarsi abbindolare, secondo me.

    La Bindi non è certo come quel brutto manzo di Borghezio. Ma se ho letto bene non è questo che scrive ElfoBruno. #filologia :D

    :)

  4. Pingback: Bindi, l’intrusa

  5. aggiungo: quando Casapound decise di aderire alla manifestazione contro l’omofobia a Roma, molte sigle si ribellarono perché non ritenevano opportuna la partecipazione di un’associazione neofascista a una fiaccolata siffatta. Ne andava della credibilità della stessa. Ed è quello che sto dicendo qui. Casapound è “gay-friendly”, a modo suo… ma ha posizioni più progressiste rispetto a un D’Alema o a un Fassino. Eppure si disse loro di non venire. Non capisco perché, se io suggerisco l’assurdità della presenza di un’omofoba a un corteo contro la discriminazione, debba esserci questa levata di scudi.

  6. L’omofobia è razzismo. Senza se e senza ma.
    Ecco perché Bindi, Borghezio, Tosi, sono tutti razzisti. Senza se e senza ma.

    Attaccare le idee di una persona perché cattoliche (o atee o piddielline o piddiessine o “selline”) è semplicemente esercizio del diritto di critica: diritto acquisito nelle democrazie liberali, odiato a morte dai catto-comunisti nostrani – che appunto liberali non sono.

    La cosa divertente di questa querelle sulla manzosità bindiana è che per qualche assurdo motivo una donna non può essere oggetto di satira.
    Come berlusconi ha il catrame in testa e si comporta da vecchio satiro dopato di viagra, così rivendico di dire che la bindi è una brutta manza.
    E’ semplicemente parità.

  7. Steve, sei single? No, perché sennò ti sposo io, ecco.

    Per Lucy: purtroppo Daniela appartiene a una cultura catto-comunista che pretende che le minoranze si accontentino delle briciole, fossero pure di un pane fatto di sterco, che la maggioranza è disposta a lasciar loro. Si fa notare che un provvedimento è lesivo della dignità di un’intera minoranza e lei risponde, come le hanno insegnato a fare, che dovevamo accontentarci di quelle, perché dall’altra parte non sanno nemmeno farlo il pane con la merda. E si offende se non siamo in grado di dire neppure grazie, vedi te.

  8. @Elfo (totalmente OT!): — Grazie del complimento — Sono fidanzato con Matteo (uno dei tre pazzi che sono dietro a VoglioSposareTizianoFerro)… ma a NYC nel 2013 ti invito volentieri alla cerimonia :)

  9. mi dispiace ma le mie critiche non fanno uso di parole volgari, non ironiche!; che poi la Bindi sia omofobica non lo trovo del tutto vero, anche se alcune sue affermazioni sono infelici, ma ciò non toglie che lei è più dalla nostra parte, anche se con i dico è vero che ha costruito una legge al minimissimo dei compromessi e giuridicamente indifendibile, che quelli di casaPound, da cui vengono poi quegli assassini che abbimo visto in azione (e alcuni li ho visti anche io in azione violenta in alcune manifestazioni a Roma, fascisti erano fascisti rimangono!); conclusione: si può fare critica senza attacchi personali che non portano a niente e ci sviliscono?

  10. @Stefano cò

    Perdonami, ma tu forse percepisci la tua omosessualità come un difetto? O ancora, come qualcosa che possa arrecare del male ad altri?
    Se sì, io non sono d’accordo. La mia omosessualità non è uno scherzo di natura, né fa del male ad altri.

    I Di.co. rappresentano un’elemosina sciatta alla richiesta di uguaglianza. Ma io non sono un poveretto che ha bisogno di elemosina, né mi accontento di qualche centesimo di libertà. La proposta dei Di.co. è servita solo ad abbindolare chi non crede di meritare di più, chi ha una scarsa stima di sé, chi – in definitiva – accetta l’idea di essere “da meno”.

    Io non mi sento da meno, né mi faccio prendere per il culo.

  11. #Steve: uh, che splendore! Vi sposate quindi? Verrò e, come da copione, copiose saranno le mie lacrime! ^^

    #Stefano Cò: se le stesse parole che ha usato Rosy Bindi le avesse pronunciate Buttiglione o Bossi, vi sareste stracciati le vesti accusandoli della peggiore omofobia… Suvvia, un minimo di amor proprio non guasta.

    #Michele: se non fossi fidanzato (pure tu) ti direi che t’amo… :P

  12. Veramente sono dichiarato da 30 anni e presidente di un comitato provinciale dell’Arcigay per chi non mi conosce… quindi non ho più bisogno di sbandierare il mio coming out… come dicevo non difendevo/difendo i “dico” ma dicevo solo che si può criticare senza tirare in ballo parole volgari e attacchi personali; cosa c’entra poi l’amor proprio proprio non lo so, io non difendo le parole della signora Bindi ma dico che latre sue parole sono moooloto diffrenti da quelle di per. es. Buttiglione, Bossi, Casa Pound, l’ultimo peronme del Pdl ecc.; spero che si sia capito… per me il “dialogo” finisce qui… seguirò ancora elfobruno sperando che sia più in sintonia con me e il mio pensiero (mi sembrava d’aver capito!)…

  13. @Stefano Cò:

    La mia era una domanda e insieme una provocazione. Era scontato che rispondessi che, no, l’omosessualità non è per te un difetto né qualcosa che possa arrecare danno ad altri.

    Mi chiedo però come tu possa coordinare il tuo amor proprio – giusto e sacrosanto – con le idee della Bindi. Perché, sì, è proprio questo che pensa la Bindi: lo pensa quando dichiara che il nostro desiderio di paternità/maternità è una bubbola, che i nostri figli saranno dei disadattati, che non meritiamo diritti pieni e tondi come il resto dei cittadini (rif. per es. matrimonio) e che al massimo possiamo accontentarci dei DiCo, scendendo a patti con i cattolici. Il peccato originale – se così possiamo chiamarlo – sta tutto lì: che si possa mediare sui nostri diritti.

    Come se – chessò – si dicesse che chi ha il colore della pelle nera non può allevare dei figli e non può sposarsi. Come chiameresti una persona del genere? Io – senza remore – la chiamo razzista. E pure tu.

    Il problema è che qualcuno ancora crede che noi siamo “da meno”. Perché se un politico affermasse qualcosa di discriminatorio in ragione del colore della pelle, allora nessuno avrebbe dubbi: “è un razzista!”. Ma se si parla di orientamento sessuale, beh… “non è proprio razzista”, è più accettabile, quasi che ci fossero delle ragioni fondate per discriminare. Dispiace poi che fra gli stessi omosessuali c’è chi la pensa proprio così. E tu? Come la pensi?

    Io dico: impariamo a chiamare le cose con il proprio nome. Ed evitiamo di legittimare certi personaggi, come la Bindi, invitandoli o permettendogli di presenziare impunemente ad una manifestazione antirazzista.

    Ad ogni modo, non mi pare di essere stato offensivo nei tuoi confronti – se sì, dove? – e di meritarmi un niet al dialogo. Ma tant’è, se sta bene a te trattare così le persone con cui discuti…

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