8 dicembre: o del perché la Bibbia è un fantasy

Oggi è l’otto dicembre, o giorno dell’Immacolata Concezione.

Secondo la teologia cattolica, Maria venne concepita senza peccato originale, poiché destinata a esser la madre di Dio. A ben vedere, niente di più di una “fecondatio ad personam”.

Mi sono sempre chiesto, poi, come mai l’Onnipotente abbia deciso di salvare l’umanità tutta partendo dalle periferie del mondo. Avrebbe potuto scegliere una romana e facilitarsi il compito.

Ad ogni modo, Maria venne generata per essere l’incubatrice divina del futuro messia. Non chiese questo destino e, a leggere i Vangeli, le fu imposto pure di dare il nome scelto dall’alto a suo figlio. (Però poi ci lamentiamo dei talebani…)

Ovviamente, scherzi a parte, si capisce la natura intima della religione di Cristo solo se si comprende un’evidenza che a molti, tuttavia, sfugge. Il Dio degli ebrei era (e sostanzialmente resta) un piccolo dio locale di un popolo schiacciato tra tre imperi. Per sopravvivere e darsi coraggio il “popolo eletto” fu costretto a dotarsi di una divinità superiore alle altre. Una versione ante litteram dell’amichetto immaginario, in parole povere.

Poi, dopo Gesù, questo piccolo dio di provincia – certamente permaloso e anche un attimo isterico – si internazionalizza e la “bottega” si trasforma in multinazionale. Qualcuno parlerebbe di “effetto McDonald’s”.

Da tutto questo possiamo dedurre tre aspetti di una certa rilevanza antropologica.

1. Come tutti gli arricchiti, anche a Dio piace fare sfoggio. O non si spiegherebbe il Vaticano.

2. Il cristianesimo è ciò che succede quando prendi troppo sul serio un fantasy.

3. Dopo questo post il mio curriculum vitae, inviato tempo fa alle scuole ebraiche di Roma, non verrà mai preso in considerazione.

Converrete.

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6 thoughts on “8 dicembre: o del perché la Bibbia è un fantasy

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  2. Nettuno nacque in Etruria come dio dei pozzi e poi si conquistò acque sotterranee e mari incontrandosi con il già arricchito Poseidone greco che aveva avuto simile storia.
    Minerva era dea degli artigiani. E Vulcano prima di diventare protettore degli artigiani e dio del fuoco di una cittadina di pastori (Roma), era addirittura il signore degli Inferi nell’impero talassocratico di Creta!

    Il Signore degli Eserciti ebreo era un dio tribale che si conquistò prima la monolatria (guidando la sua tribù contro altre) e poi addirittura il monoteismo! L’Ancestrale Passato Politeista resta nella Bibbia quando parla di Elohim (plurale) coniugato al singolare (es. Elohim disse, gli Dei disse).
    Demonizzò letteralmente gli dei nemici, usurpandone i troni, e poi stabilì diverse alleanze e contratti con gli Ebrei in cambio del suo favore. Questo è il lato bello dei 10 comandamenti: sono come un contratto. Non negano l’esistenza di altri dei, sanciscono semplicemente il Ruolo assoluto di un Dio sugli altri come unico Signore e l’esclusività dell’adorazione da parte degli ebrei. Gli ebrei parlano con il divino a tu per tu, non subiscono tutto come con gli altri dei delle altre religioni.

    Per quanto riguarda il tuo curriculum, bastava parlare di antropologia con avalutatività, senza lasciar trasparire una certa ironia sprezzante!

    Israele fu una nazione di “pastori” come Roma, Sparta, i Mongoli e tanti altri.

    Inoltre i templi del mite, continente, povero principe Buddha non mi sembrano meno sfarzosi! Anzi! Molto più pacchiani!

  3. personalmente non ne faccio una guerra tra divinità… (seppur Buddha non fosse un dio). Come ben sai, mi limito a criticare dentro casa mia. Poi se altri riproducono dinamiche esecrabili, va da sé che sono da contestare.

    E comunque, a priori, su tutto questo: famosela na risata! :)

  4. L’aspetto dello sfoggio da pervenu di Jahvé (sempre che questa fosse la pronuncia del suo magico nome) mi era sfuggito… interessante ;)
    Quanto alle risate, mi sembra che allo stesso J. sia attribuita una sola volta una risata – beffarda – sul suo popolo che stava girovagando per il deserto, a scopo “eugenetico” (o quasi). Ma chiedo conferma a chi si è consumato di più di me sul questo fantasy.

    P.S. A roma le pecore le allevarono per un breve periodo direttamente, preferendo poi farle allevare agli altri conquistandoli – sempre pecorari, ma con in più l’aggravante della violenza non solo contro gli ovini …

    E se il problema fosse tutto nell’allevamento?

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